Emilio Passeri

Tra i poeti e commediografi dialettali, uno dei migliori e più espressivi è Emilio Passeri (1910-2000), gallipolitano (così amava definirsi).
Il nostro autore è tanto innamorato della sua Gallipoli che con forte sentimento mette in risalto i costumi, gli usi, le tradizioni secolari, l’onestà e la purezza della nostra gente.
Il popolo, la vita quotidiana, il paese, il mare, i pescatori, la fede, sono i protagonisti dei suoi componimenti poetici, che egli coltiva con sviscerata passione sin dalla fanciullezza. Gli attestati e i premi conseguiti in molti concorsi letterari, sono l’unica sua sincera soddisfazione.
I suoi componimenti poetici, narrativi e teatrali, editi ed inediti, sono il vanto della sua esperienza poetico letteraria, figurano nella Biblioteca Comunale di Gallipoli, nella rubrica degli autori gallipolitani. Nel 1935 scrive “La voce del cuore“, una rappresentazione della realtà, scritta con un linguaggio particolarmente poetico. Nel 1939 “Appunti storici e filosofici “. Nel 1941 “La preghiera della mamma “ elaborato romantico della sua giovinezza, storia d’amore e di guerra nella Libia degli anni ’40.
Nel 1947 racconto di guerra “Alleati “ e “Gabriella “ creazione per lo schermo.
Nel 1959 “Il divorzio e l’amore“ originale televisivo, presentato come atto unico nel Concorso Nazionale per il Teatro, bandito dall’Editore GASTALDI di Milano, dove ottenne la “ Segnalazione d’onore “ . Egli non vuole solo mettere in evidenza il dilagante fenomeno del divorzio che la Società ha legalizzato, ma soltanto ricordare l’ammonimento di Gesù Cristo: “…non divida l’uomo quello che Dio ha unito”.
Nel 1959 pubblica la Commedia musicale “Scacco Barbiere” prologo e tre atti di cui l’originale musica delle canzoni che figurano nella Commedia, è stata elaborata con la collaborazione dell’amico Maestro Gino Metti di Gallipoli. In quell’occasione gli fu attribuita “La segnalazione d’Onore “. Nel 1963 “Auguri a Colombinella “, farsa per bambini con prologo e due tempi per gli alunni della scuola elementare. Nel 1964 la silloge “Burraschia de marzu“ ode in dialetto gallipolitano, dove l’autore ritrae in versi palpitanti i mutevoli aspetti meteorologici del mese di Marzo, che ora sconvolgono, ora placano le furie dello splendido mare gallipolino, splendido anche in burrasca. Nel 1966 pubblica “Cronaca di un reduce Salentino “, racconto sullo sfondo della Grande seconda Guerra Mondiale, scritto pensando all’amore della Mamma e all’affetto del Paese natio. Nel 1974 scrive la Commedia “Ulia trou furtuna“, tre atti in dialetto gallipolitano, con musica e canzoni folkloristiche dei secoli XVII e XVIII. Nel 1975 la Commedia viene rappresentata dall’Associazione Filodrammatica Comunità della Parrocchia di Santa Maria del Canneto di Gallipoli, diretta da Don Santo Tricarico, con la regia del Prof. Sarino Spada, nel Teatro Tito Schipa di Gallipoli, ottenendo un lusinghiero successo. Nel 1976 pubblica “La Prucissione del la Puritate cu Gesù Cristu mortu e la Madonna de la Croce “, ode in dialetto gallipolitano con note e traduzione in lingua dell’Autore e prefazione dell’ On.le Avv. Guido Franco. Nel 1979 pubblica “La campanedda de la notte de Natale “, sceneggiata per fanciulli misto di storia e di favola. Nel 1982 “Vecchiu carniale de Gaddipuli“, composizione poetica in dialetto gallipolitano con traduzione in lingua e profilo storico.
Nel 1986 “Silloge “, temi poetici e narrativi in dialetto gallipolitano e in lingua, elaborati negli anni 1929/1943. Nel 1988 “Antologia Passeriana “, che raccoglie componimenti in italiano, di Poesia, Teatro, Narrativa e Saggistica elaborati nell’arco di cinquant’anni di vita. Nel 1990 “Frammenti di speciale Gastronomia gallipolitana“, un grande amore per la propria Città, per le usanze che rischiano di scomparire, per il “profumo” del tempo in cui “la canna del camino non fumava tutti i giorni”, il desiderio di recuperare le memorie e le consuetudini di un tempo che fu. Potranno sembrare fotocopie di fogli vergati a mano, ma a ben guardare sono scritti con il “Cuore “.
Nel 1992 “Poesia dialettale come pregio letterario “, piccola antologia delle più gradite sue composizioni in dialetto gallipolitano, riprese da varie pubblicazioni con alcuni giudizi di merito. Nel 1993 “Gallipoli – Il Porto: la vita“, breve memoria storica sulla costruzione del Porto gallipolitano.
Faccio presente ai lettori o curiosi di questa mio “angolo del dialetto” che io non esprimo giudizi critici ma mi limito soltanto a rinfrescare la memoria esplicitando i lavori prodotti dai vari autori da me enunciati.
Dice di lui Augusto Benemeglio: …la sua poesia è semplice, viva, vera, autentica, ricca di musicalità e di umori ed esprime compiutamente la fierezza, la passione e la disperazione del suo popolo…Un premio ad Emilio Passeri è anche, al di là dei meriti letterari ed artistici, un premio a quegli uomini immutabili che ricuciono il passato al presente e che sono carne viva, sangue e anima di Gallipoli”
Queste due delle sue più semplici e significative poesie.

LU ‘MBRIACU​​​​ NOTTE DE PRIMAVERA A GADDIPULI

Comu scorfunu, tuttu russacchiatu,​​La luna an cielu è propriu ‘n ‘ncantu
face fatia cu se mantegna ‘llerta​​lu mare tremula tuttu d’argentu
‘nfacce lu muru tuttu scunucchiuatu​​‘na varca a vela la porta lu jentu
se ‘bbanduna cu l’ucca tutta ‘perta;​​luntanu luntanu vene ‘nu cantu.
scarassa l’occhi e cerca se darizza,​​Passa ‘na nuùla e scunde la luna
guarda ‘nnanzi, e poi, comu fuina,​​‘nnanzi ‘na pèntuma gira ‘na fiacca,
se parte tuttu ncoddu , ma se mpizza​​e pisca pisca ‘nu pesce nu’ ‘zzacca:
mmienzu de la strada e cchiui nu camina;​puru cu pischi ài bire furtuna!
e chianu chianu nzigna cutuliscia​​Sprusce ‘na stedda de mienzu lu cielu:
comu nu petròju ‘llària ‘mpisu,​​“Tiempu se cangia!” dice ‘nu vecchiu,
o comu sciuncu quandu jentuliscia;​​e ‘nvoca Maria cu santu rispettu.
e l’umbra soa se guarda stisa an terra,​‘Rbata se face, ‘nu specchiu lu mare,
nde ride e nde dice: mena, camina!​​‘ncielu la luna ridendu se ‘mbira,
Ma nu’ se move e bae spicciare an terra.​ ‘nfacciata ‘na bedda canta d’amore.

Questo era ed “ è “ Emilio Passeri.

Giorgio Tricarico, Il dialetto e i suoi poeti, 2023

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