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Solennità di S. Agata V e M – Programma anno 2018

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In onore della Santa si celebrano dei riti religiosi, presso l’altare del Martire, sentito da tutta la popolazione. Per l’occasione la Santa viene ornata con i preziosi candelieri dorati, numerosi ceri e rare reliquie della Santa. Le sacre fun­zioni iniziano con il novenario che si svolge dal 26 gennaio al 4 febbraio, durante il quale i sacerdoti officianti all’altare della Santa ne rievocano la vita, il martirio e la santificazione; funzioni religiose che si concludono con il canto del responsorio e con la benedizione impartita con una pre­ziosa reliquia della Martire.

Il 4 febbraio è dedicato alla processione che, partendo dalla Chiesa Cattedrale, si snoda per le vie del centro storico. Come per la processione di S. Sebastiano, vi partecipano le rappresentanze delle Confraternite con i rispettivi gonfaloni e insegne, il clero, il Capitolo, l’Ordinario Diocesano; tutti per l’occasione indossano i singolari piviali intessuti di oro del Settecento; poi il busto argenteo di San Sebastiano che in questa processio­ne precede quello di Sant’ Agata, nel rispetto di uno scambio di precedenze che affonda le sue radici in una antica religiosità popolare. Seguono le Autorità civili e militari, le rappresentanze delle FF. AA. di stanza a Gal­lipoli ed un grandissimo numero di fedeli che cantano l’inno con il quale s’invoca la Santa a proteggere la Città che l’ha voluta Patrona.

Il 5 febbraio è interamente dedicato a venerare la Santa. Nella Concattedrale per tutta la mattinata vi è un via vai di fedeli, e sull’Altare dedicato alla Santa vengono celebrate in continuazione le Messe, poi il Pontificale solenne, officiato dal Vescovo, che durante l’omelia rievoca la vita il martirio e la glorificazione della Santa. Dopo la processione tra le navate, si conclude con il canto dello “Stans” e la benedizione ed il bacio della reliquia.

Un tempo si svolgeva la cerimonia “dell’obbedienza al Vescovo”, tutte le rappresentanze della chiesa (priori, clero, ecc..) intervenivano e si prostravano davanti al Vescovo e ne baciavano l’anello offrendo un cero. Nel 1736, ai tempi di Mons. Filomarini, per la festività di Sant’Agata viene cantato nella Chiesa Concattedrale un dramma musicale sacro, musicato da Don Crispino Pasanisi, dal titolo: “Oratorio a cinque voci per la Gloriosa Vergine e Martire Sant’Agata”, che nei successivi anni viene inserito nel programma delle sacre funzioni nel giorno della Santa. L’8 agosto si rinnova la memoria del ritrovamento della Mammella della Santa.

vedi anche: S. Agata

vedi anche: Basilica Cattedrale di Sant’Agata

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