mercoledì , 21 novembre 2018
Home / Scopri Gallipoli / Festività / Santa Teresa
logo_santateresamadre

Santa Teresa

E’ una santa attuale. Attualissima. Anche se la sua epoca è quella – lontana, per quanto vivace – del Rinascimento.  A mantenerla vicina alla sensibilità dei nostri giorni concorrono almeno tre fattori: fu una mistica dedita alla preghiera ma altresì attenta alla vita che scorreva fuori dal suo convento al punto  da essere una delle artefici delle riforma della Chiesa; non ebbe una particolare formazione ma elaborò un pensiero profondo e apprezzato tanto da essere proclamata “dottore della Chiesa” (lo fece Paolo VI il 27 settembre 1970); di lei si sono occupati, scrivendo pagine appassionate, tutti i Papi degli ultimi tempi, in particolare Montini e Ratzinger.
Teresa nasce ad Avila, in Spagna, nel 1515, con il nome di Teresa de Ahumada. Nella sua autobiografia ella stessa menziona alcuni particolari della sua infanzia: la nascita da “genitori virtuosi e timorati di Dio”, all’interno di una famiglia numerosa, con nove fratelli e tre sorelle. All’età di 20 anni, entra nel monastero carmelitano dell’Incarnazione, sempre ad Avila; nella vita religiosa assume il nome di Teresa di Gesù.

Tre anni dopo, si ammala gravemente, tanto da restare per quattro giorni in coma, apparentemente morta. Parallelamente alla maturazione della propria interiorità, Teresa inizia a sviluppare concretamente l’ideale di riforma dell’Ordine carmelitano: nel 1562 fonda ad Avila, con il sostegno del Vescovo della città, don Alvaro de Mendoza, il primo Carmelo riformato, e poco dopo riceve anche l’approvazione del Superiore Generale dell’Ordine, Giovanni Battista Rossi.
Negli anni successivi prosegue le fondazioni di nuovi Carmeli, in totale diciassette. Fondamentale è l’incontro con san Giovanni della Croce, col quale, nel 1568, costituisce a Duruelo, vicino ad Avila, il primo convento di Carmelitani scalzi. Nel 1580 ottiene da Roma l’erezione in Provincia autonoma per i suoi Carmeli riformati, punto di partenza dell’Ordine Religioso dei Carmelitani Scalzi. Teresa termina la sua vita terrena proprio mentre è impegnata nell’attività di fondazione. Nel 1582, infatti, dopo aver costituto il Carmelo di Burgos e mentre sta compiendo il viaggio di ritorno verso Avila, muore la notte del 15 ottobre ad Alba de Tormes, ripetendo umilmente due espressioni: “Alla fine, muoio da figlia della Chiesa” e “E’ ormai ora, mio Sposo, che ci vediamo”.

Un’esistenza consumata all’interno della Spagna, ma spesa per la Chiesa intera. Beatificata dal Papa Paolo V nel 1614 e canonizzata nel 1622 da Gregorio XV, è proclamata “Dottore della Chiesa” da Paolo VI.

 

A Gallipoli dal 15 Ottobre inizia il periodo natalizio.

Un po’ di anni addietro, ultimata la funzione religiosa, nella chiesa di Santa Teresa le carmelitane del convento intonavano i canti natalizi e ai fedeli venivano distribuite attraverso “la ruota” le “pitteddre ccu lu mele”, quale dono del bambino Gesù.

Le note della Pastorale, eseguite all’organo, facevano da sottofondo e si dava ufficialmente inizio al ciclo natalizio, anche se canonicamente l’Avvento comincia solo quattro settimane prima del Natale.

Un detto dice: “Ci oi cu faci nu bonu Natale te Santa Taresa ai ‘nzignare”.

Cosi si diceva e si dice a Gallipoli; in questo giorno ci si prepara al Natale.

A pranzo si mangia qualcosina, i più tradizionalisti fanno digiuno, mentre la sera le famiglie si ritrovano nelle loro case e si mangiano rape, baccalà con le patate, pesce e polpo fritto (purpu frittu).

Ma quello che non deve mancare sono le “pittule”: si fanno in diversi modi: senza niente, alla pizzaiola o col pesce soprattutto seppia.

 

Vedi anche

logo_santalucia

Santa Lucia

Sin dall’antichità si è diffusa in tutte le regioni una fervida devozione verso la giovane …

logo_immacolata

Immacolata

Il Pontefice Pio IX l’8 dicembre 1854 con la Bolla Pontificia “Ineffabilis Deus” proclamava il …