Sabato Santo

È l’ultima manifestazione quaresimale pubblica della religiosità popolare: la processione della Desolata!

Sul far dell’alba, dopo aver trascorso la notte nella meditazione dei dolori della Vergine, la Confraternita di Santa Maria della Purità (o dei “bastaggi”) porta processionalmente per le strade di Gallipoli la statua di Cristo Morto e della Vergine Desolata.

Il silenzio della notte è, come d’incanto, rotto dal suono lamentoso della tromba e dal rullio del tamburo.

E vanno i confratelli, dal saio e cappuccio bianco e dalla mozzetta gialla color paglierino, con il capo sommesso in un profondo silenzio, mentre le porte delle case si spalancano, si accendono le finestre dei balconi ed i bimbi sul braccio della madre, sonnacchiosi, ammirano il lento procedere, dal senso profondamente misterioso, che rimarrà impresso nella loro mente per tutta la vita.

Il chiarore dell’alba e la tremula luce del sole che sorge, aggiungono al mistero dell’uomo la meraviglia della natura.

La statua di Cristo Morto è adagiata in un’Urna coperta d’oro zecchino e dietro, portata a spalla, la magnifica statua settecentesca della Desolata. Sta la Vergine seduta ai piedi della Croce, coperta dal manto nero come la morte e dal suo impareggiabile volto di dolore sgorgano le lagrime del lutto per la morte del Figlio.

Il Sacerdote che indossa il piviale rosso e che regge la reliquia della croce, dirige la preghiera che tutto un popolo commosso innalza al cielo.

Il momento più toccante della processione è al rientro dal Borgo, quando, dinanzi al ponte seicentesco, altra folla si unisce per l’ultimo tratto del pellegrinaggio, che si conclude sulla spianata della Purità con la consueta benedizione