logo_natale

Natale, l’Avvento

Il periodo natalizio è caratterizzato dalla realizzazione del presepe e dalla Pastorale gallipolina, queste sono tradizioni che ancora i nostri nonni cercano di lasciarci come eredità storico-culturale. Tradizione vuole che per il giorno dell’Immacolata (8 dicembre) il presepe deve essere allestito, diversi sono i materiali usati per la sua realizzazione, dal sughero al polistirolo, dalla cartapesta al legno. In alcune case si possono ammirare delle vere opere d’arte, con pupi realizzati artigianalmente in terracotta cucendo anche i vestiti. Ma soprattutto la tradizione vuole che il presepe venga tolto nel giorno della Candelora (2 febbraio). La tradizione della Pastorale vuole che venga suonata per la prima volta il giorno di Santa Teresa (15 ottobre) che determina l’inizio del Periodo Natalizio, successivamente a Santa Cecilia (22 novembre), a Sant’Andrea (30 novembre), la vigilia dell’Immacolata (7 dicembre) e a Santa Lucia (13 dicembre); non solo pastorale, protagoniste di questi giorni sono le “pittule” e il “baccalà con le patate”. Un’altra tradizione è che la sera della vigilia dopo aver mangiato si mette il bambinello nel presepe, poi si va a messa e l’indomani i bambini mettono la letterina sotto il piatto.

  • Avvento 
  • Il presepe
  • Natale 
  • Santo Stefano 
  • Presepe vivente 
  • Pastorale 

È il tempo liturgico di preparazione al Natale, in cui si ricorda la prima venuta del Figlio di Dio fra gli uomini.

Il presepe

Un tempo per fare il presepe si usavano: il sughero ancora impregnato dell’odore del mare servito per far galleggiare la rete da pesca la sabbia raccolta sulla riva del mare i rami di pino arcuati sotto il peso di pigne arance, mandarini, taralli “nnasparati”. Poi si usavano pupi, rigorosamente di terracotta. Da i Re Magi che non erano tre ma quattro (lu Re Tromba, lu Re Carusu, lu Re Vecchiu e lu Re Moru), forse in ossequio ai “quattru pizzi” della terra da cui era logico che tutti accorressero a rendere omaggio al Signore. Poi c’era sempre un personaggio con la testa rivolta a guardare il cielo, lu macu te la steddha, da leggersi come emblema di una stoltezza che ignora la verità anche quando le è vicino. Meno frequente ma non rara infine, la presenza di pupi che riproducevano la strage degli Innocenti, con neonati in fasce dalle teste mozzate ed un boia armato di scimitarra

Natale

“..E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi…”, in questa piccola frase estrapolata dal Prologo del Vangelo di Giovanni vi è racchiuso tutto il Mistero del Santo Natale: la stessa Parola di Dio, per mezzo della quale ogni cosa è stata creata, ha assunto la condizione umana ed è entrata dirompente nella storia di questa nostra umanità sofferente. Il Figlio di Dio,innamorato pazzo dell’uomo, da Onnipotente ed Eterno quale era  si è fatto  piccolo e fragile, da ricco si è fatto umile e povero, fino a nascere in una povera grotta, privato anche dell’essenziale. Il Natale di Gesù ci ricorda come quella notte santa il Divin Bambino non gioiva ma soffriva il freddo,la fame, l’angustia e le privazioni; Natale quindi è anche dramma, sacrificio di un Dio che si è spogliato di tutto per venire al mondo, il Natale testimonia l’umiltà, la debolezza e la fragilità, la scomodità alla comodità, il freddo al tepore delle case, il digiuno all’opulenza dei banchetti. Il Natale è un dramma di una famiglia che per amore si è rifugiata nelle stalle piene di sporcizie ed escrementi, per amore ha  sofferto freddo e fame, per amore ha  dovuto subire persecuzioni dei potenti fino a fuggire allontanandosi dai propri affetti. Natale testimonia l’Amore, quell’ Amore che il più delle volte costa caro, impone sacrificio fino a nascere in condizioni miserevoli e morire sul duro legno della croce, e tutto questo per ridare a noi tutti la dignità di essere nuovamente considerati Figli dello stesso Padre, riconciliati con lui. Il Natale da sempre è anche sinonimo di valori come l’amore e l’unità vissuti in ambito familiare, e quindi ogni nucleo familiare trascorre la festa del Santo Natale in compagnia dei propri parenti. La sera della Vigilia vengono preparati deliziosi piatti della tradizione (fra cui le immancabili pittole), poi, finita le cena, ci si reca in Chiesa per partecipare alla Veglia di preghiera e alla Santa Messa di mezzanotte e al termine della quale si torna a casa, ci si scambia gli auguri e si depone Gesù Bambino nella grotta del presepe, per mano del più piccino, mentre tutti gli altri convenuti recitano le preghiere di circostanza accompagnate dal canto “Tu scendi dalle stelle”. Dopo aver adempiuto a queste consuetudine religiose, grandi e piccini si siedono a tavola per trascorrere qualche ora in allegria con vari giochi di società o con il gioco delle carte, mentre i più grandi nel frattempo degustano qualche buon dolcino accompagnato da un buon bicchierino di anice.

a cura di Cosimo Spinola

Santo Stefano

Stefano è stato il primo discepolo ad essere martirizzato dai pagani, e proprio per questo la sua memoria liturgica viene celebrata subito dopo quella del Santo Natale di Nostro Signore Gesù Cristo, re dei martiri. Dagli Atti degli Apostoli apprendiamo come Stefano sia stato arrestato dopo La Pentecoste, torturato fino ad essere ucciso per mezzo di una cruenta lapidazione. In lui si realizza in modo esemplare la figura del martire come imitatore di Cristo; Egli contempla la gloria del risorto, ne testimonia la divinità, gli affida il suo spirito, perdona ai suoi uccisori. Saulo, testimone di questo martirio, ne raccoglierà l’eredità spirituale divenendo l’Apostolo delle genti. 

a cura di Cosimo Spinola

presepe vivente sacro cuore 2013
presepe vivente sacro cuore 2013

La Pastorale è una nenia tradizionale dolcissima di autore anonimo nel 700, di cui esistono due versioni: quella in “SOL”, eseguita nella Chiesa del Carmine da un gruppo di giovani musicisti nostri concittadini, la sera dell’11 dicembre u.s. nell’ambito dei festeggiamenti in onore di S. Lucia, e quella in “RE”, eseguita abitualmente, comprendente l’introduzione del motivo “Tu scendi dalle stelle”, composto da S. Alfonso M. dè Liguori.

La partitura originale, datata 1784, scritta, come si usava all’epoca, in chiave di violino e contralto, è completamente differente dalle versioni eseguite attualmente.

In questa composizione, alle dolci note della parte introduttiva subentra una melodia patetica e struggente, che rimanda ad un armonioso e gioioso finale, pervaso da una solennità pacata e nello stesso tempo austera.

La musicalità tipica di questa composizione pare ritmare simbolicamente le tappe principali della vita terrena di Gesù Cristo: dall’evento gaudioso della sua nascita a quello mesto della sua passione e morte, all’esplosione di esultanza per la sua gloriosa resurrezione.

La Pastorale, sempre eseguita con strumenti ad arco, a fiato, a plettro e a tastiera, penetra nell’animo dei credenti pervadendolo di struggenti sensazioni riconducenti  a dolci ricordi.

 

Vedi anche

logo_processioni

Processioni

La processione è un rito a carattere religioso, diffuso in particolare nella religione cristiana, che prevede …

logo_confraternite

Confraternite di Gallipoli

Le confraternite sono associazioni cristiane fondate con lo scopo di suscitare l’aggregazione tra i fedeli, …