lunedì , 22 ottobre 2018
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Museo del Mare

museomare_01Museo del MareChi si immagina che il Mediterraneo, un mare tanto inquinato e vessato dalla invasiva presenza dell’uomo, sia ancora ricco di cetacei e tartarughe? Il nostro mare vanta un invidiabile “curriculum” di diverse specie di cetacei, tartarughe e tanti altri piccoli abitanti.  Il “Museo del Mare” vuole aprire il coperchio della scatola di sorprese rappresentata dal mondo di casa nostra per illustrare alcuni dei sorprendenti adattamenti di cetacei,  tartarughe, uccelli ed altri più piccoli animali alla vita marina. In esso sono custoditi esemplari di Tartarughe marine di diverse specie, una collezione ornitologica ed una Sezione di Invertebrati marini con collezione di molluschi, echinodermi e crostacei. La sezione più affascinante è quella cetologica rappresentando i cetacei un eccezionale documento dell’evoluzione biologica, degli adattamenti morfologici e fisiologici e dei problemi della conservazione delle risorse marine. Essa comprende scheletri completi di Tursiope, Stenella, Zifio e Grampo, tra cui una femmina adulta e un piccolo neonato. L’acquisizione di tali reperti è stata possibile grazie alla collaborazione con il Centro Studi Cetacei che ha organizzato, sin dal 1986 il monitoraggio degli esemplari spiaggiati lungo le coste italiane ed il loro recupero a fini di ricerca e per i musei. Tale attività è continuata, dal 2006, nell’ambito della Banca Dati Spiaggiamenti del Ministero dell’Ambiente in collaborazione con l’Università di Pavia e con il Museo Civico di Storia Naturale di Milano.

museomare_02Collezione di uccelli marini: Gli uccelli marini sono tra gli animali più affascinanti che abitano il nostro pianeta. Isole, isolotti, coste appartate e poco o nulla antropizzate, estreme propaggini difficilmente raggiungibili rappresentano gli habitat prediletti da questi animali. Sono specie che passano gran parte della loro esistenza in mare aperto e ne percorrono molte migliaia di chilometri in pochi giorni per raccogliere cibo per la prole, sfruttando le loro doti di esperti veleggiatori. Scelgono la terraferma solo per nidificare e allevare i pulli. La collezione del Museo comprende esemplari che frequentano abitualmente le coste del territorio gallipolino o più in generale le coste salentine.  Sono rappresentate sia specie migratorie, sia stanziali ed alcune nidificanti. Tra queste la più interessante è sicuramente il Gabbiano corso che nidifica sull’isola S. Andrea da ormai oltre 20 anni. La Collezione è di proprietà del Sig. L. Galasso che l’ha mess a disposione del Museo.

museomare_03ZifioE’ un cetaceo ampiamente presente negli oceani ed in tutto il Mediterraneo, predilige acque temperate o calde, è tipicamente pelagico, che frequenta ambienti profondi di scarpata e canyon, mentre è raro osservarlo in prossimità della costa o della piattaforma continentale. Nuota lentamente, le sue apnee possono raggiungere anche i 40 minuti e si suppone s’inabissi a notevoli profondità. Solo nei maschi adulti sono presenti i due denti conici ben sviluppati e posti all’estremità della mandibola, visibili anche con la bocca chiusa; mentre nelle femmine, in genere, gli stessi non sporgono dalla gengiva. Gli adulti possono raggiungere 5-7 m di lunghezza. Le femmine sono di poco più grandi dei maschi. Pare che possa vivere fino a 35 anni. Si nutre soprattutto di molluschi cefalopodi e specie ittiche di profondità, essendo capace di compiere cospicue immersioni. La sua presenza nelle nostre acque è solitamente bassa. Gli esemplari del Museo sono stati trovati spiaggiati sulle costa adriatica e su quella ionica nel 2002.

museomare_04Grampo: Il Grampo, nell’ultima Red List segnalato come specie a rischio nelle acque italiane, è spesso identificato come il “delfino dai graffi”, particolarmente numerosi negli individui più anziani. Si tratta di vere e proprie cicatrici, dovute ad interazioni sociali come combattimenti con altri esemplari della stessa specie, a volte tanto numerose che, con l’avanzare dell’età, il colore del manto risulta bianco. Nuota velocemente, mentre le immersioni possono prolungarsi oltre i 30 minuti e si presume sia in grado di raggiungere notevoli profondità. Talora sta a coda in su per alcuni secondi. E’ in prevalenza teutofago, caratteristica correlabile anche alla dentatura assai ridotta, cioè si nutre sostanzialmente di molluschi cefalopodi. Le osservazioni per il Mediterraneo danno più frequenti gli accoppiamenti in autunno, mentre osservazioni di altri mari li danno più frequenti in primavera o in tardo inverno. Nel museo vi è un esemplare adulto femmina della lunghezza totale in carne di 305 cm, spiaggiatosi a Gallipoli nel marzo 2008 . Il più piccolo, un neonato femmina di pochi giorni di vita, è stato ritrovato a Torre San Giovanni di Ugento (LE) nell’agosto 2007.

museomare_05Gruppo di Stenella: La Stenella striata è un cetaceo ampiamente diffuso che predilige le acque pelagiche profonde, risulta, infatti, abbastanza raro osservarla vicino alla costa. Le sue apnee durano pochi minuti e si pensa possa raggiungere alcune centinaia di metri di profondità.  Abitualmente viene avvistato in gruppi costituiti da una ventina di esemplari, è particolarmente agile e veloce, è in grado di raggiungere, o superare, i 45-50 km/h ed effettua acrobazie particolarmente spettacolari. La sua dieta alimentare è molto varia, nel Mediterraneo si nutre essenzialmente di cefalopodi, pesci e crostacei. La gestazione dura 12 mesi, in Mediterraneo sono stati notati accoppiamenti in luglio ed anche piccoli in estate (anche nelle acque di Gallipoli).

museomare_06Tursiope: Il tursiope, presente in tutti gli oceani e mari del mondo, è molto comune anche nelle acque italiane, dove ha un’ampia diffusione. Il Tursiope possiede un notevole “repertorio” di suoni e fischi, con cui i vari individui comunicano, si orientano e intercettano le loro prede. E’ una specie in cui il maschio è leggermente più grande della femmina. La lunghezza media negli esemplari adulti è di circa 3 m ma può raggiungere i 4 m ed il peso varia da 250 a 350 Kg. In prevalenza ittiofago, all’occorrenza si nutre anche di cefalopodi, crostacei o altri invertebrati ed è stato osservato cacciare in gruppo; è piuttosto longevo, riuscendo a raggiungere spesso i 40 anni di vita.

museomare_07Tartaruga verdeFrankina, tartaruga verde, molto rara, trovata con parte del carapace rotto. Curata  e riabilitata presso la Stazione Zoologica di Napoli, è stata reintrodotta in mare a Punta della Suina, a Gallipoli, il 24.10.2003. Ha una corazza non compiutamente ossificata,  il carapace è formato da lamine cornee tipicamente sovrapposte. Ha arti lunghi, natatori, muniti di due unghie, e coda corta. Gli adulti hanno il carapace e il piastrone di colore giallo con marmorizzazioni nere. Può raggiungere la lunghezza di 90 cm e il peso medio di un quintale. Supera i 30 anni di vita. Vive nei mari caldi e temperati, nel Mediterraneo è rara.  Predilige le zone costiere sabbiose, si nutre di piante marine, molluschi, crostacei, echinodermi (soprattutto ricci) e piccoli pesci. Un tempo ricercata per la bellezza delle piastre cornee con le quali si foggiavano oggetti artigianali di pregio: per questo attualmente è specie protetta.

museomare_08Pesciaiola: Piccola anatra tuffatrice appartenente alla sottofamiglia degli Smerghi. Dimensioni approssimative 40 cm di lunghezza, 65 cm di apertura alare. Il maschio è di colore uniformemente bianco con una cospicua macchia oculare nera. La femmina è grigia con il vertice crestato color castano e la gola bianca: Ttipicamente nordica, nidifica nei cavi degli alberi vicini all’acqua, prevalentemente nelle regioni settentrionali europee Ha un volo rapido e agile. Si invola correndo sull’acqua come le anatre marine.e sverna nell’Europa centrale fino al Mediterraneo. Nel nostro paese è migratrice regolare e localmente svernante, soprattutto lungo le coste adriatiche.

museomare_09Collezione di InvertebratiSono presenti raccolte di Crostacei, particolarmente ricca per quanto riguarda l’ordine dei Decapodi, Molluschi, Cnidari, Briozoi ed Echinodermi. La collezione contiene esemplari conservati in alcool ed a secco provenienti dall’esplorazione delle coste italiane e del Mediterraneo, ma soprattutto delle coste ioniche del Salento. Il materiale è stato raccolto durante questi ultimi 45 anni soprattutto grazie alla collaborazione periodica ma sistematica con i pescatori locali attraverso campagne di raccolta su motopescherecci. Ciò ha permesso di incrementare significativamente, soprattutto negli ultimi anni, la collezione delle acque ioniche salentine con specie molto interessanti dal punto di vista biogeografico e della caratterizzazione della biodiversità. Complessivamente la Collezione include complessivamente oltre 3000 esemplari.

museomare_10Gli EchinodermiSi tratta di animali esclusivamente marini appartenenti al Phylum Echinodermata, spesso sono ricoperti da aculei e piastre calcaree. Sono note circa 6.000 specie viventi che comprendono ricci di mare, stelle marine e oloturie (cetrioli di mare) ma anche animali che assomigliano per struttura esterna a piante (giglio di mare). La struttura anatomica degli echinodermi è in genere globosa o, comunque, si sviluppa secondo una simmetria radiale. Sono considerati strettamente affini a cordati ed emicordati e, quindi, gli «antenati» dei vertebrati (pesci, anfibi, rettili, uccelli e mammiferi). In  teca sono esposte 31 specie, oltre alle stelle marine, vi sono i ricci regolari ed irregolari dalla caratteristica forma a cuore, tra cui alcuni molto rari.

museomare_11Falso corallo neroGli esemplari esposti sono stati ritrovati a Gallipoli nel maggio 1983, imbrigliati nelle reti a tremaglio ad una profondità di circa 65 metri. Forma colonie ramificate che tendono a produrre grandi ventagli arborescenti che possono raggiungere notevoli dimensioni (fino ad 1 metro di altezza). Lo scheletro, corneo e ramificato, è nero o bruno ed è ricoperto da un tessuto  chiamato cenosarco in cui si inseriscono i polipi di grosse dimensioni (fino a 3 cm).  Polipi e cenosarco conferiscono alla colonia un caratteristico colore giallo acceso. Vive in fondali rocciosi e detritici ad una profondità variabile da 35 ad oltre 80 metri. Pare che la Gerardia savaglia sia, tra gli Antozoi,  la colonia più longeva del Mediterraneo; recentemente  si sono scoperte colonie che si suppone abbiano più di 2000 anni.

museomare_12CozzapennaPinna nobilis, in italiano cozzapenna o nacchera,  è il più grande bivalve del Mediterraneo. Vive di norma su fondali sabbiosi e fangosi o detritici, in particolare fra le praterie di Posidonia, da pochi metri fino a 40-50 m. Tra le valve ospita di frequente due specie di Crostacei Decapodi: il piccolo granchio Pinnoteres pisum e il gamberetto Pontonia pinnophylax. Nel Mediterraneo occidentale e in particolare in Italia le popolazioni esistenti sono in forte diminuzione a causa della pesca intensiva, dell’inquinamento che distrugge le uova e le larve. La regressione del Posidonieto, e degli habitat in generale, la rendono più vulnerabile alla pesca e ai suoi predatori naturali (cefalopodi e sparidi) per cui spesso si ritrovano spiaggiati sulla sabbia molte valve di Pinna. La Pinna nobilis ha un accrescimento molto lento: può raggiungere una lunghezza di 100 cm dopo oltre settanta anni di vita. E’ un animale protetto perché in via di estinzione (Convenzione di Berna, Convenzione di Barcellona e Direttiva CEE 92/43)

“MUSEO DEL MARE”
Martedì: dalle ore 10.00 alle ore 13.00
Venerdì: dalle ore 16.00 alle ore 19.00
Sabato: dalle ore 10.00 alle ore 12.00