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Madonna del Monte Carmelo

chiesa_carmineLa Chiesa del Carmine si trova affianco al Palazzo del Seminario. Sino al ‘700 si chiamava della Misericordia; tra il 1836 ed il 1838 si fabbricò un’altra più piccola intitolata a S. Maria del Monte Carmelo. Il popolo la chiama la Chiesa te lu Carmunu. E’ di forma quadrata, con quattro colonne di stile dorico, con due altari laterali intitolati alla Madonna Addolorata e a S. Lucia. Dentro alle nicche dei pilastri, prima del presbitero, ci sono la statua di Maria Addolorata e quella della Madonna del Carmine. Sulla parte frontale dell’Altare Maggiore c’è un bel quadro a pittura del Catalano e sotto una preziosa statua di Cristo Morto. Di questa chiesa si interessò la Confraternita che porta lo stesso nome, e mantengono viva la devozione della Madonna Addolorata facendo la processione il Venerdì prima della Settimana Santa.

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La chiesa: Storia, Origini e Restauri

Si trova affianco al palazzo del Seminario, il popolino la chiama “Chiesa te lu Carmunu”. Di forma quadrata, con lamia alta che poggia su quattro colonne di stile dorico, con due altari laterali. Dentro i nicchi dei pilastri frontali, prima del presbitero, a destra c’è la statua della Madonna Addolorata e a sinistra quella della Madonna del monte Carmelo. Ai due lati del presbitero ci sono gli scanni per i fratelli, sopra l’altare maggiore invece c’è un grande quadro dipinto su tela raffigurante la “Deposizione di Gesù Cristo della croce”, attribuito a Girolamo Imparato che lo fece alla fine del cinquecento.

cristoSotto l’altare c’è una nicchia con la statua di Cristo Morto. Dentro alla chiesa a destra troviamo l’altare dedicato alla Ss. Vergine del Carmine con un quadro su tela che la raffigura, a sinistra si trova l’altare dell’Immacolata e di S. Lucia, anche questo con una tela dipinta.

monolitoL’antico “monolito” dell‘Immacolata, che ora tutti possiamo vedere dentro la chiesa, è quello che si trova sotto la vecchia Chiesa della Misericordia e di quest’opera ne parlò Pelegro Cybo quando fece la Visita Pastorale alla chiesa di S. Maria della Misericordia il 4 settembre del 1567. Una ventina di anni fa è stato trovato sotto chiesa del Carmine ed è stato restaurato. Nel 2000 è stato messo sulla parete affianco all’altare dell‘Immacolata.

 

Interno: Pianta, Altari, Tele e Sagrestia

 

Altari

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organoOrgano e musicisti: Bartolomeo Ravenna, confratello illustre di questa confraternita, ricorda: “…la Chiesa di S. Maria del Carmine, antichissima, si nomina pure della Misericordia poiché sopra questa Chiesa vi è un Oratorio nel quale si riunisce la detta fratellanza, distinguendosi la Chiesa di sopra col titolo del Carmine e l’inferiore col nome della Misericordia, ancorchè si reggono in sol corpo. Tuttavia le due Chiese o siano Oratorii, uno inferiore e l’altro superiore di sopra accennati, avendo fatto delle molte lesioni, ha dovuto la fratellanza demolire dai fondamenti l’intera fabbrica in quest’anno 1836”. Fino al 1788 nessuna delle due chiese aveva un organo, fino a quando, cioè, il priore del Carmine Carlo Montuori donò alla confraternita un piccolo positivo. Questo veniva trasportato, a seconda delle necessità, dalla chiesa inferiore a quella superiore e viceversa, rendendo quindi necessari numerosi interventi di restauro e manutenzione. Nel 1803 si decise l’acquisto di un altro organo del napoletano Francesco Cimino costruito l’anno precedente. Nel 1836, in seguito alla demolizione del doppio Oratorio del Carmine ed alla ricostruzione di un solo edificio sacro a confraternite unificate, il vecchio organo donato dal generoso priore Montuori fu venduto, perché richiesto, alla Deputazione della B.V. della Coltura di Parabita il 17 maggio 1837 per “docati 55”. Il nuovo organo del Cimino viene posizionato agli inizi del ‘900, dove tuttora risiede, su una cantoria in legno di abete sostenuta da due colonne sopra la porta d’ingresso della chiesa. L’attività musicale in questa chiesa era fiorentissima già per tutto il XVIII secolo per via dell’esecuzione delle frottole sacre in onore anche per la Vergine Assunta, il Venerdì Santo, il Corpus Domini e per Sant’Agata. Fino al 1778 (quando Montuori donò l’organo alla confraternita) questi oratori venivano eseguiti da violini, violoni, viole ed anche chitarre, raggiungendo il massimo splendore con Giuseppe Chiriatti, considerato il compositore gallipolino più importante della seconda metà del XVIII secolo. Il Chiriatti fu organista e violinista formatosi presso il conservatorio S. Onofrio di Napoli, il quale, dal 1773, ricoprì anche la carica di depositario della confraternita del Carmine. La frottola dell’Addolorata raggiunge, invece, il suo massimo splendore con Francesco Luigi Bianco che ha composto le seguenti frottole per soli, coro e orchestra: Ahi sventura (1886), L’han confitto (1893), Una turba di gente (1899) e uno Stabat Mater andato perduto. Da segnalare anche una frottola di Vincenzo Alemanno del 1875 (perduta anch’essa) il quale diresse una frottola di Bianco nel 1888. La vivida teatralità di queste musiche non manca di incorrere nella censura vescovile che osteggiava l’invadenza del fatto musicale nelle tradizioni liturgiche e paraliturgiche, tanto che il Vescovo mons. Carfagnini volle modificare l’ordine secolare della festa dell’Addolorata e sopprimere addirittura la frottola, di cantare lo Stabat con l’organo e, in ogni caso, abolire il canto delle verginelle, ossia le voci femminili. Per questo motivo Giovanni Monticchio scrisse uno Stabat Mater per due tenori, baritono, coro di voci maschili e piccola orchestra, eseguito per la prima volta nel 1882 sotto la direzione di Ercole Panico, direttore della banda municipale di Gallipoli. Prevalsero infine le ragioni del culto popolare e venne ripresa la tradizione esecutiva con voci, fiati, archi e organo. Organisti e maestri di cappella della confraternita sono stati: 1753-1790 Nicola Caputi e Giuseppe Chiriatti; 1800 ca. Ferdinado Consiglio; 1810 ca. Bonaventura Allegretti; 1830 ca. Gaetano Stefanelli; 1850 ca. Vincenzo Rizzo; 1853-1883 Vincenzo Alemanno; 1883-1899 Francesco Luigi Bianco (confratello effettivo).

 

Statue:

Maria SS. Addolorata: statua di legno intagliato e dipinta nel XVIII secolo, opera di un artigiano sconosciuto.

San Crispino: statua in cartapesta tutta dipinta, di scuola salentina, del XVIII secolo.

Maria SS. Addolorata: statua di legno, scuola napoletana del XVIII secolo portata in processione il giorno della Madonna Addolorata, il venerdì prima della domenica delle Palme.

B.V. Maria del Monte Carmelo: statua di legno tutta dipinta del XVIII secolo che raffigura la Titolare della Chiesa e della Confraternita.

Santa Luciastatua di legno e cartapesta del XIX secolo portata in processione la sera del 12 dicembre.

Santa Marinastatua di cartapesta tutta dipinta, di scuola leccese, del XVIII secolo.

 

 

Esterno:


Eventi: Feste Religiose, Feste Patronali, Funzioni ecc…

 

 

Galleria – Esterno

Galleria – Interno

Galleria – Altari

Galleria – Campane

Galleria – Organo

Galleria – Sagrestia

Galleria – Terrazzo

Orari e Contatti

Orario Invernale Sante Messe

Feriale:  – Festivo: 

via – Gallipoli (LE)

0833.

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