venerdì , 15 novembre 2019
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Isola di Sant’Andrea

L’Isola di Sant’Andrea è una piccola isola del Mar Ionio che appartiene amministrativamente al comune di Gallipoli, si trova a 40°02′57″N 17°57′02″E.
L’isola si estende per 48 ettari e dista circa un miglio marino dalla città di Gallipoli. È completamente pianeggiante e la sua altezza massima non supera i due metri sul livello del mare. Questa caratteristica, porta l’isola ad essere spazzata dai marosi in caso di forte vento e la rende poco adatta ad ospitare una ricca vegetazione. Per questa ragione i Messapi la chiamavano Achtotus (Terra Arida), successivamente prese il nome di S. Andrea, che era il santo protettore dei pescatori. In passato l’isola era usata dagli abitanti di Gallipoli per pascolare le greggi, che venivano trasportate tramite imbarcazioni. Ciò era possibile per la presenza di una fonte di acqua dolce a nord dell’isola.
Una carta del 1590, disegnata dal gallipolino Giovanni Battista Crispo parla di pescatori che andavano a pescare dentro la laguna. Oggi l’isola si presenta completamente disabitata, rappresenta un patrimonio unico dal punto di vista naturalistico, questo per le specie rare di animali e di piante che crescono su di essa, per non parlare che é l’unico sito di nidificazione, del versante ionico ed adriatico d’Italia, della specie di Gabbiano Corso. Riconosciuta dalla direttiva CEE quale habitat naturale di importanza comunitaria, è stata individuata area naturale protetta dalla legge regionale della Puglia n.19 del 24 luglio 1997, ed è stata inoltre qualificata di particolare interesse storico e artistico, ai sensi della legge n. 1089 del 1939, con nota del Ministero per i beni e le attività culturali. Sia l’isola che il Pizzo sono diventati “Parco Naturale Isola S. Andrea – Litorale sud – Pizzo”. Sul versante settentrionale è presente una zona paludosa ricca di giunco, gli abitanti di Gallipoli, per evitare che l’acqua di questo bacino ristagnasse e diventasse terreno fertile per il diffondersi della malaria, hanno aperto dei piccoli passaggi per far congiungere il bacino con il mare in modo che ci fosse un ricambio dell’acqua. Il fatto che l’isolotto sia posto lontano dalla terraferma, anche se non troppo, e soprattutto che sia poco adatto ad essere coltivato ed abitato ha consentito che vi si creasse un ecosistema incontaminato con un patrimonio unico dal punto di vista naturalistico. Vi sono piante che si sono adattate allo spazzolare continuo del vento ed anfratti dove nidificano alcune specie di uccelli, in particolare la specie del Gabbiano Corso. Inoltre è una riserva naturale ed è tappa delle rotte migratorie dell’avifauna.
Sull’isola ci sono due approdi, situati uno a Nord-Est e uno a Sud-Est.
Nel 1866 sulla parte a sud dell’isola venne costruito un grande faro, alto circa 45 metri, è indescrivibile il panorama che si vede da lassù, si può ammirare tutto il golfo, da S. Maria di Leuca a Taranto. Il faro è rimasto in attività fino al 1973, dotato di un congegno a sei lampeggianti, con un fascio luminoso che raggiungeva le due miglia marine. Da allora rimase in stato di abbandono fino alla fine del 2005, quando su intervento del sottosegretario alla difesa, il sen. Rosario Giorgio Costa, sono stati avviati i lavori di ristrutturazione. Il faro è tornato in attività il 26 marzo 2006 (alle 18.15) grazie ad una lampada da 1000 Watt alimentata da pannelli solari. La sua portata oggi è di quasi 20 miglia marine. L’intervento di recupero, interamente a carico del Ministero della Difesa, è costato 180 mila euro.
Parlando di isole, va citata anche l’Isola del Campo è una piccola isola facilmente visibile perchè situata tra l’Isola di Sant’Andrea ed il centro storico della città di Gallipoli, anticamente era collegata alla parte antica della città da un istmo e si suppone che questa piccola isola venisse utilizzata come cimitero, dato il ritrovamento di scheletri.