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Immacolata

Il Pontefice Pio IX l’8 dicembre 1854 con la Bolla Pontificia “Ineffabilis Deus” proclamava il dogma dell’Immacolata Concezione, che sancisce come la Vergine Maria sia stata preservata immune dal peccato originale fin dal primo istante del suo concepimento, privilegio concesso dalla potenza divina a Maria, non per i suoi meriti, ma per i meriti di Gesù Cristo che doveva essere partorito da quel grembo benedetto da Dio. Tale dogma non va confuso con il concepimento verginale di Gesù da parte di Maria, in quanto sono due questioni teologiche ben distinte, nonostante ci siano delle apparenti similitudini. Tale dogma, non espresso esplicitamente nella Sacra Scrittura, fu confermato dalla stessa Santa Vergine nel 1858 durante le sue apparizioni a Lourdes; qui la nostra Madre Celeste, durante le apparizioni alla giovane Bernardette, contadina quattordicenne del luogo, affermò esplicitamente di essere “L’Immacolata Concezione”, dando così conferma decisiva al dogma che il Sommo Pontefice aveva solennemente dichiarato. Intensa è stata sempre la fede e la devozione, da parte dei credenti, verso Maria Immacolata e in Gallipoli questo dogma mariano è stato sempre particolarmente venerato. Nella città ionica, infatti, da sempre la Confraternita dell’Immacolata  cura e diffonde il culto verso la Vergine Immacolata, con una novena di preparazione alla memoria liturgica, che si conclude il giorno della vigilia della festività, quando ha luogo la processione con il simulacro di Maria Immacolata per le vie del centro storico dove, durante il pellegrinaggio, le preghiere dei fedeli si intervallano con la dolce nenia della pastorale gallipolina, eseguita da alcuni musicanti; il giorno della festa liturgica, poi, che ricade l’8 Dicembre, vi è la solenne celebrazione liturgica conclusiva, che vede la partecipazione di numerosi fedeli. Come per altre ricorrenze liturgiche, anche per la festività di Maria Immacolata il popolo gallipolino è solito ricordare tale ricorrenza anche a tavola: infatti il giorno della vigilia, dopo il digiuno della mattinata, si è soliti a pranzo degustare una “puccia”, condita rigorosamente con tonno, alici e capperi, rispettando e perpetuando così antiche consuetudini marinare, mentre a cena viene generalmente riproposto il classico menù natalizio gallipolino, fatto di calde e croccanti “pittule”, rape stufate e un ottimo baccalà, preparato nei modi più svariati.

a cura di Cosimo Spinola.

Questa festa come Santa Teresa Matre (il 15 di ottobre), San Martino (l’11 di novembre), Santa Cecilia (il 22 di novembre), Sant’Andrea (il 30 di novembre) e Santa Lucia (il 13 di dicembre); sono feste di casa che ci avvicinano al Natale.

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