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Fontana Greco Romana

fontana_anticoprospettoA 600 passi dal paese a levante c’era un luogo chiamato “Corici” che in greco vuole dire “Terma”. Si crede che ai tempi dei greci questo era il luogo di bagno per le ragazze. In questo luogo si scavarono da una parte cinque pozzi e dall’altra quattro che comunicavano tra loro con canali sottoterra. I primi pozzi portavano l’acqua in una grande vasca fabbricata verso il mare di tramontana, oggi distrutta, nel luogo che si chiamava “Fontana vecchia”; i secondi la portavano dentro l’acquedotto che portava l’acqua alla Fontana, che si trova vicino il ponte, per uso dei cristiani e degli animali. Li primi cinque pozzi è un bel pò che non funzionano perché i canali si sono tutti rovinati e l’acqua va a finire in mare. L’acqua che ora esce dalla Funtana, vine dai secondi pozzi ed è inferiore di quantità rispetto a prima. Temendo i guasti del mare, nel 1824, a spese del Comune, è stato fabbricato l’acquedotto nuovo, più verso terra e per crescere la portata dell’acqua ai primi quattro pozzi se ne sono aggiunti altri due quando si è buttata a terra la vecchia vasca. L’acqua della Fontana sono state state sempre considerate buone di sapore e di grande qualità.
  • Opera d’Arte
  • Le facciate 
  • Le Metamorfosi 
  • Domande e Congetture

 

fgr_02Che opera d’arte!!!: Gallipoli tiene, grazie a Dio, tanti monumenti e opere che testimonano quanto antica é la storia del paese. Il monumento che più lo raffigura è di sicuro la Fontana Greca che si trova situata nel largo del Canneto e circondata dal ponte, dal Castello, dalla chiesetta di S. Cristina e dalla chiesa del Canneto. Quando il turista si ferma davanti a quest’opera d’arte così antica e la guarda dice che è di sicuro greca perchè vede i bassorilievi, le cariatidi che, usate come colonne, finiscono con capitelli corinzi e sembra che mantengono l’architrave e i tre scompartimenti dove sono scolpiti fatti, personaggi e leggende della mitologia della Grecia antica. Questo si pensava tanto tempo fà. Gli ultimi studi invece dimostrano che forse è d’epoca rinascimentale. La Fontana presenta due facciate: una guarda a tramontana, meno antica e quasi niente di interessante; l’altra guarda a scirocco ed è la più antica e impurtante. Questo monumento si presenta di forma rettangolare ed é chiuso verso l’alto da un’architrave e da un freggio scolpito a fiori. In mezzo sono raffigurate alcune scene delle “dodici fatiche di Ercole” (quella quando si batte con il leone Nemeo o quella quando uccide l’idra di Lerna) che si vedono ancora anche se sono tutte rovinate. Sopra il freggio si posa una cornice che si pensa dovrebbe finire la fontana.
 
fgr_03La parte rinascimentale: Il timpano, i pinnacoli e gli altri ornamenti, appoggiati sopra la cornice e che formano quasi un triangolo, sono stati aggiunti in un’epoca diversa e non fanno parte della facciata di una volta. Difatti sono fabbricati con un altro tipo di pietra, il carparo, che si ricavava dalle tante “tajate” nel territorio di Gallipoli. In mezzo al timpano c’è raffigurato lo stemma del Casato Spagnolo (l’aquila reale) ai tempi di Filippo IV che era il Re di Spagna e di Napoli. Affianco si vedono 2 stemmi che raffigurano il gallo con la scritta “Fideliter Excubat”, simbolo del paese. L’orlo che chiude i due galli è scolpito a fiori. Tutto questo è di sicuro di epoca rinascimentale. Secondo la testimonianza di scrittori del luogo come Roccio, Franza e il Catalano, la Fontana era arricchita da sette bocche dalle quali fuoriusciva l’acqua: due erano quelle delle cariatidi di mezzo; una la bocca di Biblide, una la bocca di Dirce e una ciascuno delle vasche, alla base della Fontana. Queste bocche d’acqua sono funzionate fino alla metà del XVIII secolo quando c’era solamente la facciata che dava a scirocco.
fgr_04_tramontanaLa facciata di tramontana: Prima la strada che entrava al paese partiva vicino la chiesetta di S. Cristina e la Fontana teneva solamente la facciata che guardava a scirocco. Poi quando si fabbricò il ponte nuovo di pietra, la strata più trafficata diventò quella nuova del borgo e perciò, a spese del Comune, si aggiunse l’altra facciata che guarda a tramontana. All’epoca era sindaco Nicola Doxi Stracca. Questa facciata non tiene niente di artistico e non ha niente di cui parlare anche se gli ornamenti sono del 1700. Sopra si vedono gli stemmi e l’armi della Casa Reale dei Borboni ai tempi di Carlu III. In mezzo c’é lo stemma cittadino e una lapide di marmo che ricorda il fabbrico della facciata stessa. Sotto c’è una vasca dove si raccolgono le acque che uscivano da tre tubi di bronzo. L’acqua superflua, con un canale, andava a finire in un’altra vasca usata per l’abbeveraggio degli animali e da qui, con altri tubi, veniva incanalata prima alle fabbriche di botti dove si bagnavano i cerchi e poi finiva in mare. Si scolpì per l’occasione del fabbrico questa scritta: “Aqaedoctum et fontem hunc vetustate collapsum D. Nicola Doxi Stracca generalis syndicus ad publicam civium viatorumque commoditatem aere publico refeciendum curavit. Anno Domini mdcclxv”. (Questa fontana mal ridotta per la sua vetustà, don Nicola Doxi Stracca, general Sindaco, si preoccupò di restaurare a spese dell’Università, per comodità dei cittadini e dei viandanti. Nell’anno del Signore 1765).
 
fgr_05_sciroccoLa facciata di scirocco: Si sa che li Pagani consideravano le Fonti sacre. Perciò venivano parate da sculture, statue e bassorilievi a seconda del soggetto che si voleva dare alla Fonte stessa. Chi la pensò volle raffigurare su questa Fontana le favole di tre femmine pagane cambiate a Fonti della Pietà degli Dei e perciò secondo il mondo pagano, l’acqua doveva tenere la capacità di stimolare a chiunque la beveva le passioni dell’amore, della gelosia e della vergogna. Detto questo, passiamo a spiegare la parte più vecchia e intressante di questo Monumentu: la facciata che guarda a scirocco che é larga ventiquattro palmi e alta sedici, comu dice il Ravenna. Incominciando da sotto, si vedono quattro basi e in mezzo ci sono tre blocchi di pietra scolpiti a forma di vasca e mantenuti ognunu da tre “puttini”. Queste vasche erano destinate per raccogliere l’acqua che usciva dalle statue di sopra; acqua che veniva poi incanalata, con un sistema di tubi piccoli, dentro la vasca che c’é alla base della Fontana. Le quattro basi servono d’appoggio alle quattro grandi cariatidi (telamoni), due maschi e due femmine che finiscono a uso di colonna con un capitello corinzio; sembra che mantengono l’architrave, la cornice e il timpano e dividono la Fontana in tre parti uguali. Sopra le tre vasche che abbiamo detto ci sono raffigurati in bassorielievo le tre Metamorfosi di Dirce, Salmace e Biblide.
 
fgr_06La Metamorfosi di Dirce: Secondo la Mitologia Greca, Dirce, moglie di Lico Re di Tebe, offese e tratto male il nipote Antiopie. I figli di questa, Anfione e Zeto, decisero di vendicarsi; la presero e la legarono alle corna di un toro imbestialito che la ridusse in fin di vita! Il Dio Bacco, mosso a compassione, la cambiò a fonte vicino a Tebe di Beozia. Sulla Fontana, guardando a mano inversa, si vede una femmina nuda con i capelli lunghi che scendono sulle spalle, stesa di fianco e poggiata che viene presa a colpi di corna da due tori. L’acqua di questa statua usciva dal seno e da altre parti del corpo. Più sopra c’è una figura di maschio nudo con un manto che gli scende dalle spalle, che raffigura il Dio Bacco. Sotto al profilo dell’architrave si legge la parola ”Zelotypiae” (gelosia) é la frase latina: “Antiopiae rabie mea stillant membra furorem zelotypum caveas qui bibit hanc phrenesim” (Tu che bevi a questa fonte, che dà la frenesia, guardati dal tumulto generato dalla gelosia). Queste scritte e quelle delle altre due Metamorfosi sono state aggiunte molto tempo dopo il fabbrico della fontana per spiegare cosa volevano dire le sculture.
 
fgr_07La Metamorfosi di Salmace: In mezzo alla facciata c’è la favola di Salmace, una Ninfa Najade. Questa si era tanto innamorata del ragazzo Ermafrodito, figlio di Venere e di Mercurio, che un giorno, quando se lo abbraccio stretto stretto, supplicò gli Dei di essere per sempre unita a lui. Gli Dei sentirono la preghiera sua e perciò dei due corpi ne fecero uno solo. Sulla Fontana si vedono le figure di un maschio e una femmina nudi ed abbracciati che fanno l’amore. I due sono attorcigliati da una corda e i due capi della stessa li tiene in mano la Dea Venere che guarda contenta i due giovani. Sopra a sinistra si vede il Dio Cupido che tira la freccia dell’amore sui due innamorati. Sotto l’architrave c’é la scritta “Amoris” (Amore) e l’epigramma del poeta Ausonio: “Salmacis optato concreta est nympha marito/ foelix virgo sibi si scit inesse virum/at tu formose juvenis permiste puellae/ bis foelix unum si licet esse duos”. (La Ninfa Salmace ha visto formarsi un solo corpo per aver desiderato tanto il suo uomo. Felice la donna che riesce a portare dentro di se il pensiero del suo uomo. Ma doppiamente felice tu, o giovine, che sei unito in un sol corpo ad una graziosa fanciulla, se è permesso che due esseri diventino uno solo). Scrive Strabone che l’acqua della fonte di Salmace alla Caria rendeva l’uomo infemminato. Con questa scritta l’autore ha voluto farci capire che ci dobbiamo abbandonare ai piaceri dell’amore sempre con moderazione.
 
fgr_08La Metamorfosi di Biblide: Guardando a destra si vede scolpita la favola di Biblide. Secondo il racconto di Ovidio, questa si innamorò persa del fratello Cauno. Questi per liberarsi della sorellae della sgradevole situazione, fu costretto ad abbandonare la casa e scapparsene nel bosco. Ma Biblide riusci a scoprire dove si nascondeva perché voleva a tutti costi fare l’amore con il fratello. Cauno la caccio con brutte parole e Biblide per la vergogna si consumò piangendo per sempre lacrime di fuoco. Gli Dei ebbero tanta compassione che la trasformarono in Fonte vicino al monte Chimera. Al bassorilievo Biblide stà distesa; con una mano si tiene un seno da dove esce l’acqua e con l’altra tiene stretto il mantello del fratello Cauno che cerca di scappare. Sulla testa di Cauno si legge: “Biblis amara vocor dulcem tu suge mammillam / pristin infoelix odia versat amore”. (Mi chiamo Biblide triste, succhia tu alla dolce mammella. Un amore infelice ti infonde i tormenti dell’antico mio castigo). Con questa favola chi ha scolpito la fontana voleva dire che la passione contro natura, comu l’incesto, stracambiano così tanto l’uomo che perde ogni limite lecito.

 

E’ greca?: fgr_09Dice il Ravenna: “Non c’è nessun dubbio che la Fontana è stata fabbricata dai Greci perchè si vede l’arte e il gusto dell’architettura della Grecia Antica che fiorì a quei tempi. Per non parlare del lusso che questo popolo usava per addobbare le Fontane e le Terme, come ci dice la storia. Le figure indecenti scolpite sulla Fontana ci dimostrano che non è stata fabbricata da Cristiani. Agli scavi di Pompei l’indecenza delle figure sulle pareti delle case e dei luoghi pubblici ci fa capire quanto erano depravati i pagani molto diversi dei discepoli di Cristo. Perciò, se la Fontana c’era già ai tempi antichi nel luogo chiamato “Fontana vecchia”, è facile che queste sculture la ricoprivano e l’aggiustavano, poi con il passare degli anni si sono rovinate e dimenticate da qualche parte. Quando nel 1560 si portò la Fontana dove sta ora, si aggiunse alla nuova Fontana quella che rimaneva della vecchia (bassorilievi e cariatidi) e si scolpirono dopo le scritte latine che riguardano le favole delle tre Ninfe. Poi si fecero gli ornamenti di sopra, con pietra di carparo, che furono scolpiti, secondo Micetti, del famoso Milone”.
fgr_10b fgr_10aAltre congetture: Parliamo ora della questione che tanti storici hanno trattato riguardo le origini e la fabbricazione della Fontana. Questi, tante volte senza nessuna prova certa, pensano che se la Fontana c’era già ai tempi pagani non è di certo quella che vediamo oggi perché nei vari secoli si è così tanto consumata che si è distrutta pure la pietra più dura e quando si è ripreso si é copiato le sculture che già c’erano senza però la prima e antica raffigurazione. C’è chi dice che per il fabbrico si presero cariatidi e bassorilievi da un’altra fontana, a un chilometro dal paese, nel luogo chiamato “Fontana vecchia” dove si era creato un porto naturale per il degenerarsi a causa del mare. C’è pure chi dice che per i venti e la salamastra la Fontana ha avuto bisogno, nel corso degli anni, dei restauri che hanno stracambiato l’antica raffigurazione e questo spiega anche le pietre diverse che si sono usate per il monumento. C’è chi pensa che non è del Cinquecento perché anche se era stata copiata da un’antico modello, non era possibile a quell’epoca fabbricare un monumento cusì indecente e di stile pagano. Difatti era l’epoca della “Controriforma” e Gallipoli, antica Diocesi, era paese tanto cattolico e la cosa era testimoniata sui monumenti sacri. Ma per noi Gallipolini o é Greca o è d’epoca rinascimentale come sembra dagli ultimi studi fatti, rimane sempre “la Fontana Greca”.
fgr_11E’ stata mai spostata o no?: Alcuni storici pensano che la Fontana è stata sempre nel luogo dove è sta ora. Secondo altri invece è stata spostata da un’altra parte e in epoche diverse. Il Galateo, verso il 1500, non parla mai della Fontana ma del luogo detto “Fontana Vecchia” da dove partiva il vecchio acquedotto come si legge sul libbro “Memorie istoriche della città di Gallipoli” dello stesso Galateo. Secondo Micetti invece, dice sempre il Ravenna, visto che il mare l’aveva tutta consumata, la Fontana fu portata dal luogo “Fontana Vecchia” ad un luogo più vicino al paese, affianco alla chiesa di San Nicola al Porto e per l’occasione si prolungò l’acquedotto. Però prima del 1548 non si parla mai della Fontana in nessun libbro o testo. Quindi due sono le cose: o prima non esisteva e perciò è d’epoca rinascimentale o se c’era prima era ormai così tanto consumata e vecchia che non è stata mai presa in considerazione. Si incomincia a parlare della Fontana nel 1548 quando si parla di una Fontana nel luogo detto “Funtana vecchia” dove rimase fino al 1560. Poi, quando era sindaco Giovanni Pietro Abbatizio, si portò nel luogo dove si trova attualmente. Allora però, come abbiamo visto, teneva solo la facciata di scirocco perchè l’unica strada che portava al paese era sul lato di scirocco.
fgr_12Quanto resisterà ancora?: Fino ad esso abbiamo parlato della storia, purtroppo non è sempre tutto rose e fiori; quindi anche la Fontana col tempo rischia di logorarsi sempre più. Per noi Gallipolini la Fontana rappresenta una parte della nostra vita, come del resto il ponte, il castello, la cattedrale ecc. ecc., e per questo nel corso degli anni abbiamo fatto in modo che i nostri tesori fossero conosciuti in tutto il mondo per la loro bellezza, storia, usanze, il mare pulitu e il mangiare. Prima dell’ultimo restauro ci chiedevamo quanto ancora sarebbe resistita, negli ultimi anni è capitato che qualche pezzo cadesse a terra, una volta che un pezzo cade a terra si distrugge ed ormai è storia persa, da buoni Gallipolini non ci possiamo permettere questo perché la Fontana ci sta molto a cuore!!! Ora che la piazza Canneto si è aggiustata i turisti possono finalmente godere la vista di così tanta bellezza, non abbiamo dimenticato quando le macchine erano parcheggiate davanti, di dietro, affianco ecc. ecc. Concludendo vogliamo dire solo, che se per alcuni è solo un Monumento messo lì dalla storia, per noi Gallipolini invece è, è stata e rimarra sempre la cara, vecchia “Funtana Creca”.