Emanuele Barba

Emanuele Barba  nacque a  Gallipoli l’11  agosto dell’anno  1819.
Dedicò tutta la sua operosa esistenza allo studio delle cose patrie, lasciò, morendo, quale frutto delle sue meditazioni e delle sue ricerche, tutte di patrio interesse, una ricca eredità di opere e di lavori, che quale monumento parlante, rilevano ed attestano il suo grande amore per la patria, che Egli desiderava ardentemente di veder risorgere dal suo stato negletto e divenire una città importante, una città capitale. Dobbiamo riconoscere in Lui il genio che nel campo letterario e scientifico ha ben conseguito siffatto scopo.
Basti, infatti, ricordare, fra le sue opere e lavori, il Museo, le Biografie degli uomini insigni gallipolini del secolo XIX, Raccolta di proverbi e motti in dialetto gallipolino ed il vocabolario dialettale.
Il Museo, accoglie in sè quanto in ordine alle scienze naturali, all’archeologia e alla numismatica può offrire la località, ele altre opere ne compendiano la letteratura della lingua e della storia. Nonostante  le modeste condizioni economiche  della sua famiglia,  riuscì a portare  avanti gli studi  trasferendosi  a  Napoli  dove,  grazie  alle  sue  brillanti  attitudini intellettuali, riuscì a conseguire prima la laurea in lettere e filosofia e  poi quelle in medicina.
Tornato nella natia Gallipoli vi esercitò contemporaneamente le funzioni di insegnante e di medico. Uomo di grandi ideali civici e politici e di forte spessore morale, considerava il suo lavoro una vera e propria  missione da compiere anche quando non  ne ricavava alcun compenso economico.
Patriota di fede mazziniana, Barba  subì l’esilio ed  il carcere per  la sua opposizione  al governo borbonico. Profondamente vicino alle necessità dei poveri e delle  fasce economicamente più  deboli della  popolazione, fondò  la prima  Società di mutuo soccorso ed  istruzione degli  operai di  Gallipoli ed  un periodico popolare ed educativo-politico  “Il  Gallo“.
Dopo  aver  vinto  per  concorso  il  posto di bibliotecario istituì un bollettino bio-bibliografico e fondò, a sue  spese, un Museo di Storia naturale e di Archeologia le cui collezioni erano costituite  da donazioni provenienti dalle sue raccolte personali.
Al Museo della Provincia  di Lecce  donò  inoltre  una  collezione   di  oggetti  di  storia  naturale,   geo – mineralogica ed archeologica.
Morì a Gallipoli il 7 dicembre del 1887, tra  il cordoglio generale della popolazione che aveva aiutato in tutti i modi nella sua vita di studioso, patriota, uomo di scienza e benefattore.

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