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Cinema Teatro Tito Schipa – Baby Boss – La guerra dei cafoni

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Le “Musiche dal mondo” sui carri del Carnevale. Domenica la festa del fuoco

babyboss1BABY BOSS è una divertente commedia per grandi e piccoli, che racconta cosa succede all’interno di una famiglia quando arriva un nuovo bebè. Il tutto raccontato dal punto di vista fantasioso di un bambino di 7 anni, di nome Tim. Nella testa di un bambino di sette anni, l’arrivo a casa di un fratellino è infatti un evento misterioso e affascinante, da romanzare e interpretare con tutti i ghiribizzi e gli slanci dell’immaginazione. Timothy Templeton, ad esempio, se lo vede arrivare in taxi, vestito di tutto punto in abiti eleganti e cravatta su misura, ventriquattrore alla mano e mocassini lucidi. La vita da figlio unico che conosceva cambia radicalmente e condividere l’attenzione dei genitori è il sacrificio minore. Il nuovo arrivato non è soltanto molesto e rumoroso, come tutti i bambini, è un ometto maturo che maschera discorsi da adulto con farfugliamenti adorabili e incomprensibili “bubu dada”. I sospetti di Timothy sono fondati: suo fratello minore è un agente infiltrato della Baby Corp e l’appuntamento giochi è in realtà una riunione segreta in salotto con un gruppo di suoi pari. Insomma, Baby Boss altri non è che una spia in missione segreta, e solo Tim potrà aiutarlo. I due piccoli soci saranno catapultati in un’avventura stravagante e, per riuscire a sventare un complotto ignobile, saranno coinvolti in una battaglia epica fra cuccioli e bambini.

da GIO 27 a MER 03

Orario Spettacoli: 17:15 – 19:00

Prezzi: INTERO € 7,00 – RIDOTTO € 5,00 + € 1,00 per 3D

dal Lun al Ven 1° Spettacolo € 5,00 + € 1,00 per 3D

Mercoledì € 5,00 + € 1,00 per 3D – escluso Festivi e Anteprime

CRITICA DI BABY BOSS:

Baby Boss può vantare un’originale storia, stravagante e coraggiosa abbastanza nel dire senza mezze misure che i neonati sono dei grandi rompiscatole. Affettuosamente, s’intende. C’è inoltre un sottotesto che un genitore può comprendere benissimo con accenni alla bassa natalità, alla scelta di avere animali domestici in casa invece dei figli, alle capriole di mamme e papà di fronte alla fonte di inesauribili richieste che può essere un bambino. Baby Boss getta basi solidissime su cui erigere la sua storia surreale e il meglio di sé lo offre proprio finché resta in zona creatività. Il calo arriva quando il film si “normalizza” andando a replicare l’escalation di eventi e sentimenti già visti tante altre volte, quando i due si coalizzano per sconfiggere un nemico. Un difetto che il Baby Boss si fa comunque perdonare. (Antonio Bracco)
Leggi la recensione completa di Baby Boss

CURIOSITÀ SU BABY BOSS:

Baby Boss è ispirato al libro best seller scritto e illustrato da Marla Frazee nel 2010.
Negli Stati Uniti il film ha totalizzato quasi 50 milioni di dollari nel primo weekend, superando La bella e la bestia e confermandosi uno dei migliori esordi animati degli ultimi anni.
Nella versione originale Tobey Maguire, Tim da adulto, è la voce narrante.
Il regista Tom McGrath (Megamind) considera Baby Boss una storia molto personale che gli ricorda le dinamiche della sua famiglia. Lui stesso, in quanto figlio minore, era un po’ il baby boss del suo nucleo.
La storia è ambientata in un passato non tanto lontano che mescola insieme gli anni 60, 70 e 80.
Il design dei personaggi è un omaggio ai fumetti classici e ai cartoni di Chuck Jones e di Bob Clampett.

La sacrosanta voglia/esigenza di organizzare un intrattenimento indoor per i propri bambini nel weekend è da molti anni ormai soddisfatta anche dal cinema, grazie ai numerosi film d’animazione che arrivano nelle sale. Solo nel 2016 ne sono usciti sul mercato italiano una trentina, questo significa che qualche mente deve spremersi un po’ di più perché il proprio prodotto si possa distinguere dalla massa. Baby Boss in questo senso centra l’obiettivo con un’originale storia, stravagante e coraggiosa abbastanza nel dire senza mezze misure che i neonati sono dei grandi rompiscatole. Affettuosamente, s’intende.

La storia non fa le solite strizzatine d’occhio agli adulti con battute isolate, qui c’è proprio un sottotesto che un genitore può comprendere benissimo. Si accenna alla bassa natalità, alla scelta di avere animali domestici in casa invece dei figli, alle capriole di mamme e papà di fronte alla fonte di inesauribili richieste che può essere un bambino. Forse proprio per questo motivo il punto di vista dell’intera storia è quello di Tim, 7 anni e mezzo, coccolato, inevitabilmente “viziato” perché abituato a ricevere tutte le attenzioni.

Attraverso la fervida immaginazione del ragazzino, che trasforma la realtà in avventure fantastiche ad occhi aperti, gli animatori si sbizzarriscono creando mondi colorati in evoluzione in cui ambientare vivaci sequenze d’azione. L’idea più dirompente però è la premessa narrativa dove esiste, lassù da qualche parte tra le nuvole, una corporation di neonati che gestisce il traffico mondiale di… neonati. Alcuni, appena “sfornati”, vengono inviati direttamente alle rispettive famiglie, altri hanno il presunto privilegio di entrare immediatamente a far parte dell’azienda. Questi ultimi non sono diversi dai workaholic business man o woman, che fanno del lavoro la propria vita, e Baby Boss occupa una posizione dirigenziale con una missione delicata.

Il film è diretto da Tom McGrath, co-creatore della trilogia di Madagascar, ma questo si direbbe un prolungamento del suo lavoro fatto su Megamind. Il regista conferma ancora di saper maneggiare molto bene la commedia. Baby Boss getta basi solidissime su cui erigere la sua storia surreale e il meglio di sé lo offre proprio finché resta in zona creatività. I battibecchi tra Tim e il nuovo arrivato sono irresistibili, sia per dialoghi sia per interpretazioni (Alec Baldwin è perfetto a doppiare Baby Boss, come perfette sono le voci del doppiaggio italiano). Il calo, perdonabile, arriva quando il film si “normalizza” andando a replicare l’escalation di eventi e sentimenti già visti tante altre volte, quando i due si coalizzano per sconfiggere un nemico. Geniale l’aereo di soli Elvis che volano verso Las Vegas.

Le “Musiche dal mondo” sui carri del Carnevale. Domenica la festa del fuoco

schipa1A Torrematta, territorio selvaggio e sconfinato in cui non vi è traccia di adulti, ogni estate si combatte una lotta tra bande: da una parte i figli dei ricchi, i signori, e dall’altra i figli della terra, i cafoni. A capo dei rispettivi schieramenti si fronteggiano il fascinoso Francisco Marinho e il torvo Scaleno. Si combattono dalla culla, trascinando nel conflitto di classe i propri “soldati”. Ma quell’anno i cafoni decidono di ribellarsi alla supremazia dei signori: i simboli del potere verranno presi di mira e poi letteralmente attaccati, trasformando lo scontro in una vera e propria guerra di conquista. Mentre nascono alla vita adulta, alle spalle di tutti i giovani protagonisti di questa storia, muore un’epoca; e con essa l’ultima occasione per combattere una guerra fatta sì di violenza, ma anche di epica e di poesia.

da GIO 27 a MER 03

Orario Spettacoli: 20:45 – 22:30

Prezzi: INTERO € 7,00 – RIDOTTO € 5,00 + € 1,00 per 3D

dal Lun al Ven 1° Spettacolo € 5,00 + € 1,00 per 3D

Mercoledì € 5,00 + € 1,00 per 3D – escluso Festivi e Anteprime

SOGGETTO:

Tratto dall’omonimo romanzo di Carlo D’Amicis.

Le “Musiche dal mondo” sui carri del Carnevale. Domenica la festa del fuoco