Solennità di Sant’Agata V.M.

santagataLa città di Gallipoli sin dai tempi remoti, precisamente da quando furono ritrovate, fra le dune delle sue spiagge, i resti mortali della sacra mammella, ha venerato Sant’Agata, morta martire nel terzo secolo in seguito alle persecuzioni del proconsole romano Quinziano, come protettrice della città e della Chiesa locale in particolare; il ritrovamento della sacra reliquia si perde nella notte dei tempi e la sua reale vicenda storica, come spesso accade, si interseca indissolubilmente con la leggenda popolare. Si narra infatti che l’8 agosto del 1126 sant’Agata apparve in sogno a una donna, che si era addormentata dopo aver lavato i panni nella spiaggia della Purità a Gallipoli, e avvertì che il suo bambino stringeva qualcosa tra le labbra: era la mammella della Santa.

La donna si svegliò e ne ebbe conferma, ma non riuscì a convincerlo ad aprire la bocca. Tentò a lungo: poi, in preda alla disperazione, si rivolse al vescovo, che celermente giunse nella spiaggia insieme ad altri ecclesiastici.Il prelato recitò le litanie dei Santi fino a quando, pronunciato il nome della vergine Catanese, il bimbo aprì la bocca.

Da essa venne fuori una mammella, evidentemente quella di sant’Agata. La reliquia rimase a Gallipoli, nella Basilica Concattedrale di Sant’Agata, dal 1126 al 1389, fino a quando il principe Del Balzo Orsini, in seguito ad un atto furtivo, la trasferì a Galatina, dove fece costruire la chiesa di Santa Caterina d’Alessandria d’Egitto, nella quale la sacra reliquia è ancora oggi custodita.

Nonostante l’illecito, perpetrato ai danni dei fedeli gallipolini, la città non ha mai dimenticato l’intenso amore e la grande devozione verso la giovane Agata, imitandola nella testimonianza incessante del Vangelo, vera fonte di vita eterna. Molti, infatti, sono stati i Vescovi che,nel corso dei secoli, hanno commissionato, in onore della Santa Protettrice,a talentuosi artisti locali, vere opere d’arte: basti pensare alla meravigliosa Cattedrale,che sul finire del’600 fu intitolata alla giovane martire, oppure alle tele settecentesche di Giovanni Andrea Coppola, raffiguranti il martirio di Sant’Agata, che impreziosiscono ulteriormente la Cattedrale stessa.

Inoltre non possiamo non ricordare sia il busto in argento della Santa, con profili in oro,  ancora oggi portato in processione la vigilia della sua ricorrenza liturgica, sia il “Tesoro di Sant’Agata”, un insieme cioè di calici, reliquiari, suppellettili e vari oggetti preziosi custoditi gelosamente nelle stanze dell’attuale museo diocesano. Da non dimenticare infine i numerosi inni e canti liturgici, composti da valenti musicisti locali, che ancora oggi vengono eseguiti il giorno della sua memoria liturgica, cioè il cinque di Febbraio. Fra questi va ricordato il cosidetto “Stans”, un’ antifona in latino che, con una melodia struggente, ripercorre gli ultimi istanti della vita della Santa, chiusa in carcere, prima della sua uccisione.

[wp-svg-icons icon=”user” wrap=”i”] testo a cura di Cosimo Spinola

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Sant’Antonio Abate

santanonioabateIl 17 Gennaio la Chiesa ricorderà la memoria della festività liturgica di Sant’Antonio Abate, chiamato anche, dal popolo salentino, “Te lu focu” per via dell’usanza di accendere dei grossi falò (Focara) la sera della festa dedicata al Santo.

La devozione salentina verso il Santo eremita, risale alla notte dei tempi; basti pensare alla città di Novoli, dove Sant’Antonio è patrono, ma anche a Gallipoli il nostro santo, fondatore della spiritualità monastica, era molto venerato. Forse non tutti sanno che, fino a qualche secolo fa, vi era una chiesa, nei meandri del centro storico gallipolino, intitolata al santo degli animali, gestita dall’omonima confraternita di laici, che ne diffondeva il culto.

Inoltre, come accennato sopra, proprio la sera del diciassette di Gennaio vi era la consuetudine a Gallipoli di accendere dei grossi falò (focareddhre), preparati con le “sarcene”, le quali fascine venivano sistemate con cura e meticolosità. Quest’ usanza è molto antica, risale ad una credenza pagana, poi cristianizzata, che il fuoco fosse un elemento purificatore e che quindi attraverso il fuoco la comunità avesse la possibilità di purificarsi dal peccato, aprendosi a nuova vita.

In quest’occasione il centro storico di Gallipoli si trasformava! sorgevano focareddhe in ogni crocicchio, la gente del vicinato si radunava intorno al falò più vicino, riscaldandosi dal rigore invernale, mentre allegre vecchiette intonavano canzoni popolari, al ritmo del tamburello, facendo ballare e ridere di gioia grandi e piccini; intanto per le stradine comparivano spontaneamente i primi gruppi mascherati che, con la loro allegria, rendevano più gioiosa la serata. Qualcuno si chiederà il perchè della presenza delle maschere intorno alle “focareddhe te Sant’Antoni”! il tutto aveva un filo logico, in quanto proprio nella sera del diciassette di Gennaio si dava il via al carnevale, il periodo più gaio e spensierato dell’anno, fatto di festini privati e scherzi organizzati per le strade al passaggio delle maschere, che si sarebbe poi concluso la sera del martedì grasso, quando, allo scoccare della mezzanotte, il campanone dell’antico monastero francescano avrebbe annunziato a tutti l’approssimarsi delle meste giornate quaresimali. Poi, con il passare del tempo, purtroppo, le abitudini sociali sono cambiate, molti residenti del centro storico si sono trasferiti in altre zone e le focareddhe nel centro storico sono state vietate; infatti le istituzioni locali hanno dato il placet, ad un comitato apposito, di organizzare una sola focara, nel centro nuovo della città, ma, a malincuore, devo sottolineare che questa iniziativa non ha mai riscontrato successo, perchè, credo, sia stata troppo commercializzata e normativizzata, facendo perdere all’evento molta della sua spontaneità.

Oggi non si odono più le voci allegre delle maschere e le lingue di fuoco delle focareddhe, che illuminavano il cielo plumbeo di Gennaio, non riscaldano più i nostri anziani; di chi sarà la colpa? non so.. forse non è la sede più opportuna questa per parlarne, ma una cosa è certa!! quando un popolo permette, al fluire del tempo, di cancellare la propria memoria storica, andrà sicuramente incontro alla perdita della sua identità.

[wp-svg-icons icon=”user” wrap=”i”] testo a cura di Cosimo Spinola

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Il miracolo di Santa Teresa di Lisieux

santateresadilisieuxTutto cominciò quando l’allora Priora del monastero, madre Carmela del S. Cuore di Gesù, alla nascita Ida Piccinno, era stata colpita da pleurite, una malattia molto frequente allora e si trovava a letto.

Quando era avvolta da una forte febbre una voce  femminile le disse: « Non temete, ciò che faccio è per il vostro bene, non per il vostro male ». Continuando: « Dio si serve indifferentemente degli esseri del cielo come di quelli della terra: ecco, io vi porto cinquecento lire per sovvenire ai bisogni della vostra comunità».

La Priora rispose: « Ma i debiti del convento sono solo di trecento lire! ». Molto tempo dopo si scoprirà che quella strana voce apparteneva a S. Teresa di Gesù Bambino, conosciuta anche come Teresa di Lisieux e come Santa Teresina.

La madre superiora difatti aveva un urgente bisogno per il monastero di quelle trecento lire. Una legge del governo italiano del 17 febbraio 1861, un mese prima dell’unità d’Italia, aveva stabilito l’espropriazione e la soppressione di moltissimi beni ecclesiastici soprattutto nel Meridione, dove erano anche più numerosi.

Nell’elenco dei beni da sopprimere compariva il monastero delle Carmelitane di Gallipoli, che come gli altri, poteva garantirsi la sopravvivenza solo pagando una cospicua percentuale di tributi all’erario.

La comunità delle Carmelitane di Gallipoli  fino al 1900 si era sostenuta grazie all’ opportuno ingresso in convento di una nobile e facoltosa giovane gallipolina, appunto Ida Piccinno, divenuta poi madre Carmela del S. Cuore di Gesù, che qualche anno dopo la professione solenne dei voti fu eletta Priora del monastero, con una speciale dispensa del Papa.

La stessa Priora dunque che sarà protagonista degli avvenimenti di cui stiamo parlando. Madre Carmela fino al 1908 non aveva mai sentito parlare di quella giovane carmelitana d’oltralpe morta in odore di santità qualche anno prima.

Nulla di strano considerando che persino in Francia la piccola Teresa de Lisieux già Thérèse Françoise Marie Martin, non era ancora considerata né  mistica, né  santa visto che fu beatificata nel 1923 e fu proclamata santa da papa Pio XI il 17 maggio 1925.

Madre Carmela dunque venne a conoscenza di Teresa di Lisieux dopo che la priora delle suore Marcelline di Lecce le fece dono dell’autobiografia della mistica francese, nota col titolo di “Storia di un’anima”.

Nel mentre  il monastero di Gallipoli chiuse l’anno 1909 con un grosso deficit, di  trecento lire. A quel punto madre Carmela decise di cominciare  assieme alle sue consorelle un triduo di preghiere alla SS. Trinità chiedendo l’intercessione di Teresa di Lisieux. Nella notte fra il 15 e il 16 gennaio 1910, ultimo giorno del triduo, accadde il miracolo ciò che le carmelitane speravano, ma che nessuno pensava potesse realmente avvenire.

A madre Carmela febbricitante apparve  in sogno Teresa di Gesù Bambino, così corse verso la cassetta delle offerte, che si trovava nella “stanza della ruota” e con immenso stupore vi trovò le cinquecento lire promesse.

Dalle ricostruzioni del dialogo  tra madre Carmela e S. Teresina si rintracciarono alcuni elementi che permisero a questo miracolo di pervenire alla Congregazione per le Cause dei Santi e quindi  di essere ritenuto utile per il processo di beatificazione e poi santificazione di Teresa di Lisieux.

[wp-svg-icons icon=”user” wrap=”i”] testo a cura di https://www.vaticano.com/santa-teresa-di-lisieux-e-il-miracolo-di-gallipoli/

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Solennità di San Sebastiano

sansebastianoSebastiano nasce intorno al 256 d.c a Milano, da una famiglia cristiana, che lo educa  all’esercizio del perdono e della carità, in piena confomità ai principi evangelici.

Il nostro Santo intraprende molto presto la carriera militare, distinguendosi per  coraggio e senso di lealtà verso le istituzioni civili imperiali, tanto da essere trasferito a Roma, con la nomina di comandante della prima coorte della prima legione, a servizio dell’Imperatore Diocleziano.

Sebastiano, nonostante vivesse in un ambiente pagano,dove le abitudine e i riti dei Gentili erano la norma,non dimenticò mai la sua fede verso Cristo e la sua Parola, prodigandosi, senza sosta, nell’aiutare i cristiani perseguitati da Diocleziano.

Egli si distinse tanto, nell’esercizio della carità, da attirare le attenzioni dell’Imperatore, che venne così a conoscenza della sua fede verso il Dio dei cristiani; immediatamente Diocleziano ordinò a Sebastiano di rinnegare la sua fede ed aderire al culto pagano, ma il Santo non si fece intimidire e giurò fedeltà eterna a Gesù Cristo, in quanto solo nella sua Parola vi è la verità e la via che conduce  alla vita eterna.

Diocleziano sentendosi tradito, ordinò la condanna a morte dell’ufficiale romano, il quale, legato ad un palo, fu trafitto da numerose freccie; in seguito il suo corpo martoriato fu seppellito nelle catacombe che oggi vengono appunto dette “di San Sebastiano”.

La sua festa liturgica ricorre il 20 di Gennaio e, nella nostra città bella, la devozione verso questo Santo è stata da sempre molto sentita, tanto da essere consacrato, nei secoli scorsi, patrono della città e protettore in particolar modo del Comune e degli uffici pubblici, insieme alla vergine catanese Agata.

Molto suggestiva, da vedere assolutamente, è la processione organizzata nella vigilia della sua festa, dove il Santo, protettore della polizia municipale, viene portato in processione per le vie della città vecchia, accompagnato da tutti i sodalizi confraternali della città. Da notare che la statua di San Sebastiano, un busto in argento con profili in oro, viene portato in processione accompagnato dalla statua, anch’essa in argento, di Sant’Agata ed è un emozione unica vedere le statue, dei due santi patroni della città, per i meandri della città vecchia, tra preghiere e intenso raccoglimento da parte dei fedeli. Il giorno della festività, infine, vi è  in cattedrale il solenne pontificale celebrato dal Vescovo della nostra diocesi, dove al termine del quale, al canto del Te Deum, il Santo viene portato in spalla, lungo le due navate della Chiesa, da quattro vigili urbani, rispettando e perpetuando così un’antica tradizione.

[wp-svg-icons icon=”user” wrap=”i”] testo a cura di Cosimo Spinola

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Festeggiamenti in onore di Santa Cristina

Dal 23 al 25 luglio, i cittadini festeggeranno la Santa Patrona di Gallipoli, Santa Cristina, così come tradizione comanda: luminarie,  fuochi d’artificio e anche la celebre cuccagna.

Via ai festeggiamenti il 23 luglio: si inizierà alle ore 8.00 con la consueta celebrazione Eucaristica all’esterno della Cappella di Santa Cristina in Piazza Aldo Moro ed accensione della lampada votiva.

Il giorno dopo, il 24 Luglio, a partire dalle ore 9, le strade della città saranno allietate dal Concerto Bandistico “Santa Cecilia – Città di Gallipoli” e alle 16.00 non mancherà la tradizionale Cuccagna a mare, presso l’antico porto del Canneto. Sarà possibile vedere la manifestazione solo in diretta streaming sul profilo Facebook “Salento Television” e sul canale Facebook del Sindaco Stefano Minerva.

Immancabile, l’appuntamento a mezzanotte con lo spettacolo pirotecnico a cura della ditta “Emotion Fireworks” di Nicola Stasolla da Gioia del Colle (BA) presso il molo foraneo.

Abbiamo deciso quest’anno di festeggiare comunque la nostra Patrona, Santa Cristina. Non sono mancate le difficoltà, è un periodo particolare e i limiti sono tantissimi, ma è un appuntamento che deve essere confermato considerata l’immensa devozione dei gallipolini. Nonostante i divieti imposti dalle norme anti-covid, abbiamo voluto dare un segnale importante, organizzando i festeggiamenti, seppure in forma ridotta. Non è scontato, ma per la devozione che ci caratterizza abbiamo ritenuto giusto farlo per far sentire tutti i gallipolini più vicini” dichiara il Sindaco Stefano Minerva.

Piazza Aldo Moro, Ponte Seicentesco e Via Antonietta De Pace saranno illuminati a cura della ditta “Nuova Elettro Luminarie” di Angelo & Beatrice Fabrizio da San Donaci (Br)

Seppur nelle ristrettezze del periodo, il Comitato fortemente accostato dall’Amministrazione Comunale di Gallipoli, ha voluto sostenere i fasti di quella che è la Festa e il cuore pulsante di Gallipoli. Le difficoltà sono e saranno tante, ma non demordiamo e come ogni anno cercheremo di mantenere alta l’attenzione e la dignità della nostra amata festa in onore della nostra Santa a cui i gallipolini sono molto cari. Buon divertimento.  “ – Presidente Comitato Festa Santa Cristina, Benito Carrozza.

Settimana Santa 2020

La Domenica delle Palme dà il via ai giorni culmine della cristianità, che portano alla Pasqua di Resurrezione di Gesù.

Ma quest’anno la Settimana santa viene inevitabilmente celebrata «a porta chiuse», senza fedeli e senza molti riti.

Una Settimana Santa particolare, senza fedeli nelle chiese, ma seguita in diretta streaming.

Il coronavirus ha cambiato anche le tradizioni della Chiesa, ma le tecnologie permettono di mantenere in contatto parroci, vescovi e fedeli.

Questo il programma per l’anno 2020.

La prima Pastorale – Santa Teresa d’Avila 2019

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Come ormai da tradizione, il 15 ottobre 2019 si rinnova il tanto atteso evento della prima pastorale gallipolina in occasione della Solennità di Santa Teresa d’Avila con la quale si apre ufficialmente il periodo natalizio.

Al Frantoio del Viceré in via Santa Maria (centro storico) si degusteranno le “prime pittule” accompagnate da un buon bicchiere di vino con il dolce suono dell’antica nenia.

Chiunque ami suonare la pastorale è il benvenuto!Non mancare!!!

In caso di pioggia il tutto si svolgerà all’interno del Frantoio del Viceré.

INFO

15/10/2019 ore 19.00
Via Santa Maria, 9 – Gallipoli (Le)

GALLERIA

Gallipoli in Poesia 2019

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Il Comune di Gallipoli, Assessorato alla Cultura, presenta la terza edizione del festival dedicato alla poesia nazionale e locale. Il festival, organizzato dal Comune di Gallipoli con la direzione artistica dell’associazione culturale ZeroMeccanico Teatro di Ottavia Perrone e Francesco Cortese si svolgerà dall’11 al 13 ottobre a Gallipoli, in luoghi insoliti e nel centro storico della città.

Nuova edizione, nuovo format: nella prima parte del festival “Agitazioni poetiche” si alterneranno laboratori di poesia partecipata, incontri con gli autori/poeti, mostre, installazioni, dj set poetico.

Dalle scuole elementari passando da quelle superiori, dai luoghi classici di cultura come la biblioteca comunale alla stazione ferroviaria e passando ancora per – e nel – bus urbano: un coinvolgimento che parte dal basso e che coinvolge luoghi insoliti e i cittadini di tutte le età.

Il Gallipoli in Poesia Festival si divide, quest’anno, in due micro format: “Agitazione Poetiche” è pensare la poesia come azione attiva e mai come evento subito. Si tratta di piccoli atti rivoluzionari nella vita del paese, di disordini poetici capaci di includere tutta la cittadinanza: è la poesia che scende per le strade, che risiede nei luoghi e muta con le persone che li abitano. La poesia si trasforma così da atto intimo e individuale in azione condivisa e partecipata, rendendola accessibile a tutte le fasce di età, dai bambini ai ragazzi, dagli adulti agli anziani. Un modo alternativo di concepire la poesia come caratteristica innata dei luoghi e delle persone, caricandola di una forte accezione partecipativa e esaltando la sua trasversalità alle arti visive e performative.

Il secondo format è il già noto “Oju Lampante – Festival della poesia dialettale.Con “Oju Lampante, la poesia è nelle strade” si propone un primo esperimento di glocalizzazione che punta a preservare il patrimonio materiale e emozionale della cittadina, rendendo protagonista la gente che la abita e la vive.

Ospiti d’eccezione della terza edizione l’autore Gianluca Caporaso con un workshop dedicato alla scrittura fantastica e Daniela Maggiulli, l’attivista-poetessa di Riace.

La terza edizione del festival punta ad un coinvolgimento che parte dal basso e passa attraverso le scuole: con la collaborazione degli istituti scolastici del 2° e del 3° Polo di Gallipoli si inaugura, venerdì 11 alle 9:01, il festival Gallipoli in Poesia con le installazioni negli atri delle scuole e nelle piazze dei “Bambini Poeti” per insegnare la poesia declinata nel quotidiano.

Dalle elementari alle superiori, fondamentale la collaborazione con gli istituti superiori “Liceo Quinto Ennio” e “IISS Amerigo Vespucci” di Gallipoli: laboratori e percorsi poetici con gli studenti in lungo e in largo per la città.

Luoghi insoliti e sicuramente fuori dall’ordinario: un festival dedicato alla poesia che passa per il teatro. Appuntamento a venerdì 11 ottobre, alle 20, con l’ imperdibile spettacolo teatrale di Principio Attivo Teatro “Storia di un uomo e della sua ombra” nel parco di Viale Europa. con Giuseppe Semeraro, Dario Cadei, Leone Marco Bartolo per la regia di Giuseppe Semeraro. Un cartone animato in bianco e nero, un film muto con due attori in carne e ossa. Intorno a un quadrato bianco, sintesi di una casa invisibile, si danno battaglia un uomo, il suo fedele palloncino e un dispettoso uomo nero.

Tra le realtà coinvolte anche lo spettacolo itinerante di Teatro Koreja “Cavalieri Erranti”: L’Orlando Furioso, con le sue maschere e i racconti, fa da sfondo ad uno spettacolo di strada che diventa un raffinato e divertente duello, una marmaglia di guerrieri puniti e salvati che simboleggiano la diversità. Appuntamento all’entrata del castello di Gallipoli alle ore 20.00 con Lian Cavalera, Davide Chiarelli, Giorgio Distante, Giulia Maria Falzea, Davide Giannuzzi, Maria Grazia Gioffrè, Eleonora Lezzi, Andrea Listorti, Leandro Loiacono, Gianni Ruggieri, Federica Toni, Andjelka Vulic, Fabio Zullino.

Fuori dall’ordinario il reading nella stazione ferroviaria, con la collaborazione di Ferrovie del Sud Est, a cura del salentino Osvaldo Piliego e il reading nel bus urbano di Gallipoli a cura di Cristina Carlà e Serena Gatto. Ancora, il poeta Emilio Nigro ospite de “La Casa degli Artisti”: il reading di “Spezza il Pane” tra le opere del Maestro Giorgio de’ Cesario, anticipa la passeggiata alla scoperta della poesia di Gallipoli a cura di La Scatola di Latta. Dal bus alla littorina poetica in un percorso per ragazzi e adulti.

Per la prima volta a Gallipoli anche TEMPS – Performance dell’attrice Michela Marrazzi e Claudia Fabris con il suo secret show “Cameriera di Poesia”. Pupazzi parlanti e menù poetici personalizzati fanno da padrone in queste due performance al femminile, uniche nel loro genere.

Grande attesa per la giornata finale. Con Oju Lampante, domenica pomeriggio 13 ottobre, i poeti locali diventano nella pratica i veri protagonisti del festival: essi saranno parte integrante di un percorso narrativo per le strade del centro storico di Gallipoli,. Vicoli e corti fanno da sfondo a versi dedicati alla città di Gallipoli.

A seguire, la gara di slam poetry nella ‘classica’ biblioteca comunale in cui i poeti si sfidano in una competizione diretta e sono valutati dalla giuria popolare. Per chi ama le parole, per chi vive la poesia, per chi ne fa una cura è un’ occasione da non perdere: l’alternarsi al microfono di concorrenti e la platea non potrà che essere nutrita per questa gentile battaglia di versi. Otto poeti si cimentano infatti in un duello a colpi di rime affilate, pensieri folgoranti e vertiginose metafore.Per l’occasione, nelle vesti di “Maestro di Cerimonia” è l’artista Massimo Pasca a.k.a. Papa Massi, a dover scandire i tempi e a permettere ai poeti di alternarsi al microfono.

A conclusione del festival, grande festa al Blanc di Gallipoli. Il locale nel centro storico ospita il dj set di Jerry Rifle e U.Nico.

Gallipoli In Poesia fa rima con installazioni e mostre: in vari luoghi del centro storico l’arte è diffusa grazie a Valeria Puzzovio (Museo Civico E.Barba), Enrica Ciurli e Gianle (Netlam), Luisa Carlà (atro Garibaldi), Carlo Romano (Atrio Palazzo Balsamo).

Il programma completo:

►►► VENERDÌ 11 OTTOBRE

• a partire dalle 9:02
“POETI BAMBINI” INSTALLAZIONE GIOCO.
Cortili e piazze degli Istituti Comprensivi Polo 2 e Polo 3

• ore 15:55
SEMINARIO SULLE TECNICHE DEL FANTASTICO A CURA DELL’AUTORE Gianluca Caporaso
Aula Magna Istituto Comprensivo Polo 3 – Via Gorizia
Su prenotazione

• ore 19:01
JUSTALOVESONG, POESIE E CANZONI MAI MUSICATE – Incontro con l’autore Osvaldo Piliego
Stazione di Gallipoli

• ore 20:04
“IL COLORE DELLE COSE FRAGILI” – Reading a cura di Cristina Carlà e Serena Gatto.
Bus urbano. Unica partenza – Largo Stazione

• ore 20:37
“STORIA DI UN UOMO E DELLA SUA OMBRA” – Spettacolo a cura di Principio Attivo Teatro
Parco di Viale Europa

SABATO 12 OTTOBRE

• ore 9:03
LA CASA DELLA POETESSA DI RIACE E LA POETICA DEL FARE – incontro con Daniela Maggiulli e KADER Diabate officiel
Istituto d’Istruzione Superiore Vespucci

• ore 10:31
FAR ACCEDERE LE PAROLE – incontro a cura di Giuseppe Semeraro e Leone Marco Bartolo
Istituto Scolastico Superiore Q. Ennio

• ore 16:16
LITTORINA POETICA – passeggiata alla scoperta della poesia di Gallipoli a cura di La Scatola di Latta
Partenza dalla stazione

• ore 18:01
SPEZZA IL PANE – incontro con l’autore Emilio Nigro e reading tra le opere del Maestro Giorgio De Cesario
La Casa Degli Artisti – via Lepanto

• ore 19:03
URBAN POETRY – percorso poetico con gli studenti degli istituti superiori
Corso Roma

• ore 20:13
Cavalieri Erranti – Spettacolo itinerante a cura di Teatro Koreja
Entrata del Castello

DOMENICA 13 OTTOBRE

• ore 17:06
TEMPS – Performance dell’attrice Michela Marrazzi
Alimentari Vino Vermouth, Via Monacelle

• ore 17,13
OJU LAMPANTE – Rassegna di poeti dialettali per le strade del centro storico
Partenza da Via Monacelle – Centro Storico

• ore 18,27
CAMERIERA DI POESIA – Performance di e con Claudia Fabris
Secret show
Su prenotazione

• ore 19:59
GALLIPOLI POETRY SLAM – Gara valida per il Campionato Lips 2019/2020
📍 Biblioteca Comunale, via Sant’Angelo 3

• ore 21:36
POETRY PARTY – Musica a cura di Jerry Rifle e U.Nico
Blanc – Via XXIV Maggio

L’Associazione culturale ZeroMeccanico Teatro opera sul territorio dal 2013 e utilizza l’arte scenica come mezzo trasversale alle altre discipline artistiche in una continua contaminazione tra teatro, arte contemporanea e scrittura.  Sin dalla fondazione, è attivo “MòVIMENTO”, laboratorio teatrale permanente e fucina di sperimentazione e ricerca. L’associazione produce spettacoli con testi inediti: da Orwell Circus a Cabaret Hotel, Forse Italia, Bu-io/Bu-Tu, Tutti giù per terra, Storie in Technicolor, tra cui questi ultimi destinati al mondo dell’infanzia

Il collettivo ZeroMeccanico realizza le rassegne artistiche indipendenti ContaminAzioni e Piccole ContaminAzioni, collabora con le scuole del territorio in percorsi di teatro, arte partecipata e poesia visiva, progetta rinnovate esperienze artistiche per le nuove generazioni utilizzando un linguaggio autonomo e contemporaneo.

Gallipoli in Poesia è il primo festival della città dedicato interamente alla poesia declinata nelle varie forme, nasce nel 2017 dalla volontà del Sindaco-Poeta Stefano Minerva. Il festival è uno dei numerosi appuntamenti del progetto “Gallipoli, città della Poesia”.

Il ”Gallipoli in Poesia Festival” è diretto da Zero Meccanico Teatro, con il supporto organizzativo e con la comunicazione di Eleonora Tricarico. Si avvale della collaborazione dell’ufficio Servizi Informatici nella persona di Luigi Busti e dell’Ufficio Cultura nella persona di Adele De Marini.

Il festival è supportato del Teatro Pubblico Pugliese.

dall’11/10/2019  al 13/10/2019
Gallipoli (Le)

Santa Cristina – Programma Religioso e Civile 2019

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I festeggiamenti sono preceduti da un solenne novenario, dal 14 al 22 luglio.

Nei giorni 23, 24 e 25 luglio, la città di Gallipoli rende omaggio alla sua speciale Protettrice, Santa Cristina di Bolsena, venerata nella Chiesa di Santa Maria della Purità a cura dell’omonima Confraternita.
Cristina, figlia del “magister militum” di Bolsena, Urbano, visse al tempo dell’imperatore Diocleziano attorno al IV secolo d.C., nel periodo delle cruente persecuzioni contro i cristiani, alla quale lei stessa fu sottoposta fino alla morte, causata da due frecce scagliate nel petto.
La devozione alla Santa risale al 1866, quando la Martire salvò la Città dal colera che investì tutta la provincia leccese, rispondendo benigna alle suppliche che i gallipolini le rivolsero nel momento del pericolo.

Il 23, Vigilia della Festa, si svolge la processione che conduce il simulacro della Santa, opera del 1867 dello scultore cartapestaio leccese Achille De Lucrezi per le vie della Città, rientrando poi nella Chiesa di Santa Maria della Purità.

Il 24 si svolge la processione di rientro della Santa nella sua chiesa della Purità.

Qui di seguito il programma religioso e civile.

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Solennità di Maria Madre e Regina del Carmelo

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Il programma ufficiale dei Solenni Festeggiamenti in onore della Madonna del Carmine.

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