Solennità di Sant’Agata V.M.

santagataLa città di Gallipoli sin dai tempi remoti, precisamente da quando furono ritrovate, fra le dune delle sue spiagge, i resti mortali della sacra mammella, ha venerato Sant’Agata, morta martire nel terzo secolo in seguito alle persecuzioni del proconsole romano Quinziano, come protettrice della città e della Chiesa locale in particolare; il ritrovamento della sacra reliquia si perde nella notte dei tempi e la sua reale vicenda storica, come spesso accade, si interseca indissolubilmente con la leggenda popolare. Si narra infatti che l’8 agosto del 1126 sant’Agata apparve in sogno a una donna, che si era addormentata dopo aver lavato i panni nella spiaggia della Purità a Gallipoli, e avvertì che il suo bambino stringeva qualcosa tra le labbra: era la mammella della Santa.

La donna si svegliò e ne ebbe conferma, ma non riuscì a convincerlo ad aprire la bocca. Tentò a lungo: poi, in preda alla disperazione, si rivolse al vescovo, che celermente giunse nella spiaggia insieme ad altri ecclesiastici.Il prelato recitò le litanie dei Santi fino a quando, pronunciato il nome della vergine Catanese, il bimbo aprì la bocca.

Da essa venne fuori una mammella, evidentemente quella di sant’Agata. La reliquia rimase a Gallipoli, nella Basilica Concattedrale di Sant’Agata, dal 1126 al 1389, fino a quando il principe Del Balzo Orsini, in seguito ad un atto furtivo, la trasferì a Galatina, dove fece costruire la chiesa di Santa Caterina d’Alessandria d’Egitto, nella quale la sacra reliquia è ancora oggi custodita.

Nonostante l’illecito, perpetrato ai danni dei fedeli gallipolini, la città non ha mai dimenticato l’intenso amore e la grande devozione verso la giovane Agata, imitandola nella testimonianza incessante del Vangelo, vera fonte di vita eterna. Molti, infatti, sono stati i Vescovi che,nel corso dei secoli, hanno commissionato, in onore della Santa Protettrice,a talentuosi artisti locali, vere opere d’arte: basti pensare alla meravigliosa Cattedrale,che sul finire del’600 fu intitolata alla giovane martire, oppure alle tele settecentesche di Giovanni Andrea Coppola, raffiguranti il martirio di Sant’Agata, che impreziosiscono ulteriormente la Cattedrale stessa.

Inoltre non possiamo non ricordare sia il busto in argento della Santa, con profili in oro,  ancora oggi portato in processione la vigilia della sua ricorrenza liturgica, sia il “Tesoro di Sant’Agata”, un insieme cioè di calici, reliquiari, suppellettili e vari oggetti preziosi custoditi gelosamente nelle stanze dell’attuale museo diocesano. Da non dimenticare infine i numerosi inni e canti liturgici, composti da valenti musicisti locali, che ancora oggi vengono eseguiti il giorno della sua memoria liturgica, cioè il cinque di Febbraio. Fra questi va ricordato il cosidetto “Stans”, un’ antifona in latino che, con una melodia struggente, ripercorre gli ultimi istanti della vita della Santa, chiusa in carcere, prima della sua uccisione.

[wp-svg-icons icon=”user” wrap=”i”] testo a cura di Cosimo Spinola

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Sant’Antonio Abate

santanonioabateIl 17 Gennaio la Chiesa ricorderà la memoria della festività liturgica di Sant’Antonio Abate, chiamato anche, dal popolo salentino, “Te lu focu” per via dell’usanza di accendere dei grossi falò (Focara) la sera della festa dedicata al Santo.

La devozione salentina verso il Santo eremita, risale alla notte dei tempi; basti pensare alla città di Novoli, dove Sant’Antonio è patrono, ma anche a Gallipoli il nostro santo, fondatore della spiritualità monastica, era molto venerato. Forse non tutti sanno che, fino a qualche secolo fa, vi era una chiesa, nei meandri del centro storico gallipolino, intitolata al santo degli animali, gestita dall’omonima confraternita di laici, che ne diffondeva il culto.

Inoltre, come accennato sopra, proprio la sera del diciassette di Gennaio vi era la consuetudine a Gallipoli di accendere dei grossi falò (focareddhre), preparati con le “sarcene”, le quali fascine venivano sistemate con cura e meticolosità. Quest’ usanza è molto antica, risale ad una credenza pagana, poi cristianizzata, che il fuoco fosse un elemento purificatore e che quindi attraverso il fuoco la comunità avesse la possibilità di purificarsi dal peccato, aprendosi a nuova vita.

In quest’occasione il centro storico di Gallipoli si trasformava! sorgevano focareddhe in ogni crocicchio, la gente del vicinato si radunava intorno al falò più vicino, riscaldandosi dal rigore invernale, mentre allegre vecchiette intonavano canzoni popolari, al ritmo del tamburello, facendo ballare e ridere di gioia grandi e piccini; intanto per le stradine comparivano spontaneamente i primi gruppi mascherati che, con la loro allegria, rendevano più gioiosa la serata. Qualcuno si chiederà il perchè della presenza delle maschere intorno alle “focareddhe te Sant’Antoni”! il tutto aveva un filo logico, in quanto proprio nella sera del diciassette di Gennaio si dava il via al carnevale, il periodo più gaio e spensierato dell’anno, fatto di festini privati e scherzi organizzati per le strade al passaggio delle maschere, che si sarebbe poi concluso la sera del martedì grasso, quando, allo scoccare della mezzanotte, il campanone dell’antico monastero francescano avrebbe annunziato a tutti l’approssimarsi delle meste giornate quaresimali. Poi, con il passare del tempo, purtroppo, le abitudini sociali sono cambiate, molti residenti del centro storico si sono trasferiti in altre zone e le focareddhe nel centro storico sono state vietate; infatti le istituzioni locali hanno dato il placet, ad un comitato apposito, di organizzare una sola focara, nel centro nuovo della città, ma, a malincuore, devo sottolineare che questa iniziativa non ha mai riscontrato successo, perchè, credo, sia stata troppo commercializzata e normativizzata, facendo perdere all’evento molta della sua spontaneità.

Oggi non si odono più le voci allegre delle maschere e le lingue di fuoco delle focareddhe, che illuminavano il cielo plumbeo di Gennaio, non riscaldano più i nostri anziani; di chi sarà la colpa? non so.. forse non è la sede più opportuna questa per parlarne, ma una cosa è certa!! quando un popolo permette, al fluire del tempo, di cancellare la propria memoria storica, andrà sicuramente incontro alla perdita della sua identità.

[wp-svg-icons icon=”user” wrap=”i”] testo a cura di Cosimo Spinola

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Sagitta Ferens

sagitta_ferensUn nuovo evento proposto da Amart in collaborazione con la Parrocchia della Basilica Concattedrale di Sant’Agata in Gallipoli.
“…SAGITTAS FERENS…”
incontro storico-artistico sul culto e l’iconografia di San Sebastiano a Gallipoli.
L’incontro si terrà nel pieno rispetto delle norme anticontagio con ingressi limitati, uso delle mascherine e distanza di sicurezza.

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Il miracolo di Santa Teresa di Lisieux

santateresadilisieuxTutto cominciò quando l’allora Priora del monastero, madre Carmela del S. Cuore di Gesù, alla nascita Ida Piccinno, era stata colpita da pleurite, una malattia molto frequente allora e si trovava a letto.

Quando era avvolta da una forte febbre una voce  femminile le disse: « Non temete, ciò che faccio è per il vostro bene, non per il vostro male ». Continuando: « Dio si serve indifferentemente degli esseri del cielo come di quelli della terra: ecco, io vi porto cinquecento lire per sovvenire ai bisogni della vostra comunità».

La Priora rispose: « Ma i debiti del convento sono solo di trecento lire! ». Molto tempo dopo si scoprirà che quella strana voce apparteneva a S. Teresa di Gesù Bambino, conosciuta anche come Teresa di Lisieux e come Santa Teresina.

La madre superiora difatti aveva un urgente bisogno per il monastero di quelle trecento lire. Una legge del governo italiano del 17 febbraio 1861, un mese prima dell’unità d’Italia, aveva stabilito l’espropriazione e la soppressione di moltissimi beni ecclesiastici soprattutto nel Meridione, dove erano anche più numerosi.

Nell’elenco dei beni da sopprimere compariva il monastero delle Carmelitane di Gallipoli, che come gli altri, poteva garantirsi la sopravvivenza solo pagando una cospicua percentuale di tributi all’erario.

La comunità delle Carmelitane di Gallipoli  fino al 1900 si era sostenuta grazie all’ opportuno ingresso in convento di una nobile e facoltosa giovane gallipolina, appunto Ida Piccinno, divenuta poi madre Carmela del S. Cuore di Gesù, che qualche anno dopo la professione solenne dei voti fu eletta Priora del monastero, con una speciale dispensa del Papa.

La stessa Priora dunque che sarà protagonista degli avvenimenti di cui stiamo parlando. Madre Carmela fino al 1908 non aveva mai sentito parlare di quella giovane carmelitana d’oltralpe morta in odore di santità qualche anno prima.

Nulla di strano considerando che persino in Francia la piccola Teresa de Lisieux già Thérèse Françoise Marie Martin, non era ancora considerata né  mistica, né  santa visto che fu beatificata nel 1923 e fu proclamata santa da papa Pio XI il 17 maggio 1925.

Madre Carmela dunque venne a conoscenza di Teresa di Lisieux dopo che la priora delle suore Marcelline di Lecce le fece dono dell’autobiografia della mistica francese, nota col titolo di “Storia di un’anima”.

Nel mentre  il monastero di Gallipoli chiuse l’anno 1909 con un grosso deficit, di  trecento lire. A quel punto madre Carmela decise di cominciare  assieme alle sue consorelle un triduo di preghiere alla SS. Trinità chiedendo l’intercessione di Teresa di Lisieux. Nella notte fra il 15 e il 16 gennaio 1910, ultimo giorno del triduo, accadde il miracolo ciò che le carmelitane speravano, ma che nessuno pensava potesse realmente avvenire.

A madre Carmela febbricitante apparve  in sogno Teresa di Gesù Bambino, così corse verso la cassetta delle offerte, che si trovava nella “stanza della ruota” e con immenso stupore vi trovò le cinquecento lire promesse.

Dalle ricostruzioni del dialogo  tra madre Carmela e S. Teresina si rintracciarono alcuni elementi che permisero a questo miracolo di pervenire alla Congregazione per le Cause dei Santi e quindi  di essere ritenuto utile per il processo di beatificazione e poi santificazione di Teresa di Lisieux.

[wp-svg-icons icon=”user” wrap=”i”] testo a cura di https://www.vaticano.com/santa-teresa-di-lisieux-e-il-miracolo-di-gallipoli/

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Solennità di San Sebastiano

sansebastianoSebastiano nasce intorno al 256 d.c a Milano, da una famiglia cristiana, che lo educa  all’esercizio del perdono e della carità, in piena confomità ai principi evangelici.

Il nostro Santo intraprende molto presto la carriera militare, distinguendosi per  coraggio e senso di lealtà verso le istituzioni civili imperiali, tanto da essere trasferito a Roma, con la nomina di comandante della prima coorte della prima legione, a servizio dell’Imperatore Diocleziano.

Sebastiano, nonostante vivesse in un ambiente pagano,dove le abitudine e i riti dei Gentili erano la norma,non dimenticò mai la sua fede verso Cristo e la sua Parola, prodigandosi, senza sosta, nell’aiutare i cristiani perseguitati da Diocleziano.

Egli si distinse tanto, nell’esercizio della carità, da attirare le attenzioni dell’Imperatore, che venne così a conoscenza della sua fede verso il Dio dei cristiani; immediatamente Diocleziano ordinò a Sebastiano di rinnegare la sua fede ed aderire al culto pagano, ma il Santo non si fece intimidire e giurò fedeltà eterna a Gesù Cristo, in quanto solo nella sua Parola vi è la verità e la via che conduce  alla vita eterna.

Diocleziano sentendosi tradito, ordinò la condanna a morte dell’ufficiale romano, il quale, legato ad un palo, fu trafitto da numerose freccie; in seguito il suo corpo martoriato fu seppellito nelle catacombe che oggi vengono appunto dette “di San Sebastiano”.

La sua festa liturgica ricorre il 20 di Gennaio e, nella nostra città bella, la devozione verso questo Santo è stata da sempre molto sentita, tanto da essere consacrato, nei secoli scorsi, patrono della città e protettore in particolar modo del Comune e degli uffici pubblici, insieme alla vergine catanese Agata.

Molto suggestiva, da vedere assolutamente, è la processione organizzata nella vigilia della sua festa, dove il Santo, protettore della polizia municipale, viene portato in processione per le vie della città vecchia, accompagnato da tutti i sodalizi confraternali della città. Da notare che la statua di San Sebastiano, un busto in argento con profili in oro, viene portato in processione accompagnato dalla statua, anch’essa in argento, di Sant’Agata ed è un emozione unica vedere le statue, dei due santi patroni della città, per i meandri della città vecchia, tra preghiere e intenso raccoglimento da parte dei fedeli. Il giorno della festività, infine, vi è  in cattedrale il solenne pontificale celebrato dal Vescovo della nostra diocesi, dove al termine del quale, al canto del Te Deum, il Santo viene portato in spalla, lungo le due navate della Chiesa, da quattro vigili urbani, rispettando e perpetuando così un’antica tradizione.

[wp-svg-icons icon=”user” wrap=”i”] testo a cura di Cosimo Spinola

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Inaugurazione del Plastico della Città di Gallipoli

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L’opera, il plastico in cartapesta del centro storico di Gallipoli, sarà donata alla città: il passaggio di consegna del plastico avverrà alla presenza dell’artista Luigi Tricarico, del Sindaco Stefano Minerva e dell’Associazione Commercianti e Imprenditori di Gallipoli.

“Sono contento di accogliere a nome della città tutta quest’opera così rappresentativa in uno dei luoghi più rappresentativi della città. La collaborazione con il Presidente Matteo Spada e l’Associazione Commercianti e Imprenditori di Gallipoli si è rivelata molto preziosa: invito così tutta la cittadinanza a prendere parte alla cerimonia che si svolgerà secondo standard di sicurezza.” commenta il Sindaco Stefano Minerva.

“Siamo felici che ora il plastico abbia trovato la collocazione che merita: il nostro centralissimo Mercato Coperto. Li potrà essere apprezzato dalla cittadinanza e dai turisti e potrà innescare un processo di evoluzione dello stesso mercato coperto, con l’augurio che possa ospitare sempre più eventi ed opere di questa importanza e con questa capacità attrattiva e, soprattutto, durante tutto l’anno solare. Speriamo sia la prima pietra sulla quale posare il resto!” aggiunge Matteo Spada, Presidente Associazione Commercianti e Imprenditori di Gallipoli.

Ingresso libero.

Donazione Ravenna – Spagna/Borsci

Il Museo Civico “Emanuele Barba” si arricchisce grazie alle donazioni di due prestigiose e storiche famiglie gallipoline, ovvero i Ravenna e la famiglia Spagna-Borsci: per la stagione estiva 2020, tra le varie azioni intraprese per promuovere le attività culturali del Museo, molta attenzione infatti è stata rivolta alla promozione e alla valorizzazione del prestigioso patrimonio locale.

L’Amministrazione Comunale di Gallipoli, da svariati anni, ha attuato azioni finalizzate al potenziamento e al miglioramento della fruizione dei beni culturali, per contribuire alla valorizzazione e alla conservazione del patrimonio storico, artistico e ambientale del territorio.

In particolare il Museo Civico è tra i luoghi che producono cultura e costituiscono la nuova infrastruttura sociale di una realtà che considera la valorizzazione dei beni culturali e ambientali non solo come elemento di attrattività, ma anche come motore di innovazione e crescita interna e soprattutto di coesione sociale.

Per questo motivo, nell’ambito dell’azione di valorizzazione portata avanti dal Comune di Gallipoli obiettivo primario è quello di incentivare la conoscenza del patrimonio culturale con la presentazione delle due recenti donazioni Ravenna – Spagna/Borsci.

L’attuale Amministrazione Comunale, nel 2017, ha accettato le donazioni rispettivamente degli eredi Avv. Bartolo e dott.ssa Teresa Ravenna e della famiglia Spagna/Borsci; questo è per noi un grande onore: arricchire il patrimonio del Museo Civico vuol dire arricchire la comunità rafforzando la propria identità e la diffusione della storia gallipolina” – commenta il Sindaco Stefano Minerva.

Si parla tanto di cultura ma occorre innanzitutto “educare alla cultura”: pertanto invito tutta la cittadinanza a visitare il Museo Civico e a vivere un’esperienza affascinante. Rievocare la storia di Gallipoli vuol dire costruire basi solide per una maggiore consapevolezza della città.”

In particolare, la donazione Ravenna consta di alcuni manufatti antichi di Famiglia, ovvero un dipinto raffigurante la Madonna Immacolata di Giulio Pagliano, alcuni ombrelli, abiti vari d’epoca, accessori, un copricapo, un portamonete, copriletti, una cappelliera una valigia).

La famiglia Spagna/Borsci ha donato un dipinto raffigurante Corrado Spagna, Sottotenente di complemento del 122° reggimento fanteria, nato a Gallipoli il 25 agosto 1895, valorosamente caduto in combattimento il 15 settembre 1916 sul Carso. Si tratta di un dipinto olio su tela (1,70×80 cm) di Giulio Pagliano, al dipinto sono unite due medaglie tra cui quella d’argento conquistata sul campo dell’onore e una sciabola di ordinanza; tali memorie sono pervenute per legittima successione da Spagna Achille, padre di Corrado, e Torquato Spagna.

L’acquisizione delle donazioni di fatto mira ad incrementare il patrimonio del Museo Civico e ad assicurare le migliori condizioni di valorizzazione, utilizzazione e fruizione pubblica dei beni suddetti.

 “Ringrazio di cuore i donatori per questo straordinario regalo fatto alla città. Non potevamo non accogliere di buon grado tali donazioni che rappresentano un indubbio arricchimento culturale e patrimoniale per il Museo, dato il significativo pregio storico ed artistico delle donazioni” – conclude il Sindaco Stefano Minerva.

Da svariati anni stiamo attuando azioni finalizzate alla valorizzazione e conservazione del Museo Civico. Con la riapertura del Museo siamo pronti ad accogliere i visitatori dopo questo lungo periodo d’interruzione. È l’occasione per i cittadini di far conoscere il nostro patrimonio culturale, dobbiamo affrontare la stagione estiva con una promozione turistica della città a livello territoriale rivolto alle persone che vivono in Puglia.” aggiunge l’Assessore al Turismo, Assunta Cataldi.

La presentazione delle due donazioni è prevista il 20 luglio alle ore 19.30 presso il Museo Civico di Gallipoli e sarà fruibile fino al 20 agosto p.v; dopo i saluti istituzionali del Sindaco Stefano Minerva,  le donazioni saranno presentate dalla Dott.ssa Paola Renna per la famiglia Ravenna e da Elio Pindinelli per la famiglia Spagna/Borsci.

Nell’ambito dell’azione di fruizione dal 18 luglio p.v. il Museo Civico riaprirà – dopo un lungo periodo di chiusura per lavori di manutenzione straordinaria, tutti i giorni – inclusi sabato e domenica – dalle ore 10 alle 13.00 e dalle 17 alle 24.00 a cura dell’Associazione AMART di Gallipoli.

Alberto Gianfreda, Mirabilia

Dopo l’inaugurazione della “Collezione Ravenna”, a partire dal 26 luglio il Museo Civico “Emanuele Barba” ospita la prestigiosa esposizione “Mirabilia” dell’artista desiano Alberto Gianfreda, curata da Lorenzo Madaro, critico d’arte e docente di Storia dell’arte all’Accademia di belle arti di Lecce.

L’Amministrazione Comunale di Gallipoli rafforza così la programmazione culturale per la stagione estiva, puntando su progetti di qualità e sul coinvolgimento diretto dei contenitori culturali e del centro storico.

Ad introdurre il progetto, Lorenzo Madaro il quale spiega che “il progetto espositivo dedicato ad Alberto Gianfreda intende creare studiati cortocircuiti visivi e temporali tra la straordinaria collezione delle “meraviglie” del Museo Civico di Gallipoli e l’arte contemporanea, grazie all’allestimento delle sue opere – vasi in ceramica ‘frantumati’ e ricomposti grazie all’ausilio di catene di ferro – a stretto contatto con la collezione del museo.
“L’arte contemporanea progetta il passato”, l’assunto teorizzato da Achille Bonito Oliva è il punto di partenza per una riflessione a maglie larghe che non coinvolge soltanto la collezione in senso stretto, ma anche l’idea contemporanea del museo, piattaforma sempre più orientata verso un confronto dialettico tra le epoche storiche e culturali, economiche e sociali. Inoltre un progetto di questa consistenza potrà certamente rivitalizzare l’afflusso turistico del museo, anche grazie a una comunicazione mirata sulle riviste d’arte contemporanea italiane.
Il fine è il confronto, il dialogo dialettico tra epoche e mondi differenti, che hanno nel display espositivo – e quindi nell’allestimento – un comune denominatore.”

Rispettando totalmente la natura e l’impostazione della collezione e quindi dell’allestimento attuale del museo, il progetto di Gianfreda si pone proprio come attività tesa alla sua stessa valorizzazione, mediante i processi, le pratiche e le visioni della sua ricerca.

Ad ospitare il progetto il Museo Civico inteso come nuova infrastruttura sociale di una realtà che considera la valorizzazione dei beni culturali e ambientali non solo come elemento di attrattività, ma anche come motore di innovazione e crescita interna e soprattutto di coesione sociale.

“Ospitiamo volentieri il progetto dell’artista Alberto Gianfreda perché grazie alla sua arte la nostra città acquisisce un valore inestimabile. L’attuale Amministrazione abbraccia tutti i progetti di qualità, in particolare questo progetto dona alla programmazione estiva della cittò un plus significativo in termini artistici e culturali. Invito i cittadini gallipolini, visitatori e turisti a visitare il nostro museo e a scoprire questa straordinaria esposizione: una squisita occasione di crescita collettiva” dichiara il Sindaco Stefano Minerva.

Riparte la ZTL

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Il Comune di Gallipoli attiva la Zona a Traffico Limitato, per la stagione estiva, nel centro storico della città.

A causa dell’attuale emergenza dovuta al COVID-19 e la situazione del traffico, l’attivazione della ZTL, quindi dell’APU, Area Pedonale Urbana, nel Centro Storico viene attivata, seppur in ritardo. Abbiamo ascoltato le richieste dei residenti e dei lavoratori e abbiamo proceduto nella tutela della collettività.”, dichiara l’Assessore Paola Scialpi con delega alla Polizia Municipale.

La ZTL, istituita nel 2004, nasce dall’esigenza, soprattutto nel periodo estivo, di contenere l’inquinamento atmosferico ed acustico esistente a causa della circolazione dei numerosi veicoli a motore in tutta l’isola del centro storico, nonché all’esigenza di migliorare la vivibilità e la fruibilità dello stesso da parte dei residenti e dei numerosi turisti e di tutelare la circolazione pedonale, l’ordine pubblico ed il patrimonio culturale di valore storico-artistico.

La Zona a Traffico Limitata sarà attiva dal 13 giugno fino al 30 settembre, dalle ore 11 alle ore 02 del giorno successivo, a partire dall’intersezione del Ponte Seicentesco con la Riviera Cristoforo Colombo. Potranno circolare solo i veicoli autorizzati e quelli a trazione elettrica; i residenti già in possesso di pass potranno contare sul rinnovo automatico.

È partita il 6 luglio e sarà attiva fino al 30 settembre, dalle ore 00:00 alle ore 24:00, la Zona a Traffico Limitato in località Baia Verde. Per limitare il traffico e garantire maggiore tranquillità, si rinnova la ZTL per l’intera area, ad eccezione delle strade Via della Chiesa, Via delle Dune, Gran Viale al Mare. La sosta sulle suddette strada è possibile solo ai soggetti aventi diritto muniti di pass.

È dunque il divieto di circolazione e, conseguentemente, di sosta per l’intero arco della giornata, ad esclusione degli aventi diritto. La circolazione nella ZTL è interdetta a tutti i veicoli a motore, con esclusione di quelli a trazione elettrica, e con esclusione dei ciclomotori – così come definiti dall’art. 52 del vigente Codice della Strada – e dei motoveicoli – così come definiti dall’art. 53 dello stesso Codice della Strada.

Sono consentiti l’accesso e la sosta per le sole operazioni di carico – scarico merci, con veicoli con portata non superiore a 3,5 t di massa complessiva.

Eventuali deroghe dovranno essere concesse con specifiche autorizzazioni.

Spazi Culturali

Il Comune di Gallipoli, Assessorato alla Cultura, propone Spazi Culturali, la rassegna letteraria della città, giunta quest’anno alla seconda edizione.

17 appuntamenti per 29 autori, 20 moderatori, 5 musicisti e due registi: dopo il successo della prima edizione, l’Amministrazione Comunale propone un secondo appuntamento, più ricco e più intenso, per dare spazio agli autori locali e non solo. Sono in tutto 29 gli autori presenti dello scenario cittadino, provinciale e nazionale: tra gli ospiti i gallipolini Lucio Chetta, Luigi Grassetti, Luigi Liaci, Andrea Donaera, Laura De Vita fino ad arrivare a Luca Bianchini, scrittore e conduttore radiofonico di fama internazionale, ospite il 6 agosto per l’appuntamento organizzato in collaborazione con il Salento Book Festival.

Per la stagione estiva, l’Amministrazione Comunale di Gallipoli ha puntato su una serie di attività culturali, appuntamenti che spaziano dal Museo alla Biblioteca per contribuire alla valorizzazione e alla diffusione della cultura. La Biblioteca Comunale è infatti divenuta nel tempo il luogo ideale dove leggere un libro, incontrarsi, fare cultura, ascoltare musica. Uno spazio dove si può dare voce alle iniziative di tutti, associazioni, ordini professionali, giovani e meno giovani, che abbiano qualcosa da raccontare o semplicemente voglia di ascoltare e di capire, di informarsi e di approfondire la conoscenza.

Non potevamo arrenderci e abbiamo così accolto tutte le richieste culturali che ci sono giunte: abbiamo costruito un calendario ricco di appuntamenti e rispettato tutte quelle che sono le accortezze nazionali e regionali ” – commenta il Sindaco Stefano Minerva.“ Il risultato è una festa collettiva dove la Biblioteca Comunale si pone come centro nevralgico culturaleAlla base di Spazi Culturali vi è la volontà di rendere i contenitori culturali spazi di aggregazione, in grado di far accendere nuovamente quel vivace interesse culturale nell’intera città.”

Si parte il 21 luglio con Michele Grimaldi, autore per Aracne Editrice del libro “La macchia urbana. La vittoria della disuguaglianza, la speranza dei commons”, con prefazione di Walter Tocci; insieme a lui, Daniele Coricciati, fotografo di spicco pugliese con il suo “Santolivo. Requiem per un albero”, un’opera fotografica leggera come la memoria e profonda come le radici. Le fotografie scattate da Daniele Coricciati raccontano una performance del 2017 del Teatro Koreja, editore del suddetto.

Il 28 luglio è l’occasione giusta per fare un giro intorno al mondo: moderati dalla viaggiatrice incallita Giorgia Abatelillo, tre autori alternano i propri racconti. Dal viaggio on the road di Stefano Medvedich di “Soli in Africa Io e la mia Vespa”  alla testimonianza di Giuseppe Caridi del “suo” Afghanistan con “Viaggio nel cuore di un popolo straordinario”.

Il giorno dopo, il 29 luglio, un omaggio ad uno dei poeti più incisivi dello scenario salentino: Girolamo Comi. Il volume è presentato dal professore di storia moderna dell’Università del Salento Mario Spedicato e da Giovanna Bino, del Ministero dei Beni Culturali.

Il 6 agosto, ospite del quarto appuntamento di Spazi Culturali è Luca Bianchini, autore del libro “Baci da Polignano”, presentato in collaborazione con il Salento Book Festival; l’11 agosto è invece il gallipolino Andrea Donaera con il libro “Io sono la bestia” ad intrattenere il pubblico.

Dai viaggi alla poesia, la rassegna abbraccia anche la letteratura per l’infanzia e per i ragazzi: Caterina De Vita presenta il suo libro di filastrocche per bambine e bambini “Filastroccando e Raccontando” per un appuntamento tutto al femminile. Con lei, anche Giulia Reale autrice di “Libraria” e Delia Marzo con “La Poltrona Rossa”. Ancora, il 20 agosto, Collettiva Edizioni  presenta il doppio appuntamento con Simona Cleopazzo, autrice di “150+1”, e Roberta di Seclì, “Conosco una madre”.

Il 21 agosto, in collaborazione con la Pro Loco di Gallipoli è la volta di Gino Schirosi che presenta il suo ultimo lavoro, “Profumo d’Antico”; il 25 parte invece un’avventura dall’altra parte del mondo: il barese Antonio Magistrale trasporta il pubblico in un’atmosfera orientale con “Cinese da Strada”, accompagnato dal corto “Art stories in Songzhuang – Beijinga” a cura dei registi di Medtifilm, Fabrizio Lecce e Tommaso Faggiano.

Nel mese di settembre, in particolare martedì 8, Spazi Culturali ospita le poesie raccolte nell’ultimo libro “Pansieri mei” del gallipolino Luigi Liaci e l’autrice copertinese Maria Katia Raganato con “Come un faro nella notte”, opera ambientata nella Città Bella. Non manca un evento in collaborazione con il Gallipoli in Poesia Festival che vede protagonisti due poeti salentini: Maria Pia Romano e Luigi Palazzo, rispettivamente con “Le amiche imperfette” e “Non raccontarmi il cielo”.

Laura De Vita, il 13 settembre, accompagnata dal Maestro Luigi Solidoro, presenta “Vita e Opere di Ercole Panico” a cui segue l’appuntamento del 6 ottobre con Fernanda Vaglio e il libro “Le relazioni familiari nel Diritto dell’Unione Europea”. Il 13 ottobre Antonello d’Ajello presenta il libro “Ventuno Gradini”, mentre il 15 ottobre la neretina Giulia Maria Falzea e Claudia Gori,direttamente da Prato, presentano “Anatomie dei Sentimenti”, un’enciclopedia illustrata delle emozioni a cui si unisce il lavoro di Dario Goffredo, “Alfabeto Affettivo”. Gran finale il 17 e il 24 ottobre con il doppio appuntamento made in Gallipoli: Don Luciano Solidoro, Mino Maggio, Luigi Grassetti e Lucio Chetta concludono la seconda edizione di Spazi Culturali.

Il primo appuntamento di Spazi Culturali è previsto il 21 luglio alle ore 21: ad inaugurare la rassegna il Sindaco Stefano Minerva. 

Obbligatoria la prenotazione all’indirizzo:  spaziculturali@comune.gallipoli.le.it.

Posti limitati, sarà garantita la distanza tra i presenti. Per prendere parte agli eventi sarà obbligatorio l’uso della mascherina.