Marea – Centro di Cultura del Mare

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logoVerrà inaugurato nella sede del Laboratorio Urbano Liberal’Arte, nel Chiostro di S. Domenico, domani giovedì 7 Luglio alle ore 18,30 a cura dei soci e collaboratori dell’associazione Emys. Parliamo di MAREA un museo innovativo, un centro culturale per un’esperienza museale narrativa del mare e della cultura ad esso legata, con l’ausilio delle tecnologie e degli strumenti multimediali e interattivi di ultima generazione.
 
Non ospitando reperti, l’allestimento museale multimediale sarà un racconto suggestivo del mare, articolato tra contenuti audiovisivi, sensori, suoni, realtà aumentata e giochi interattivi, con lo scopo di offrire al visitatore la possibilità di immergersi nella natura e nelle profondità marine, per entrare in un dialogo interattivo con i suoni e le visioni del territorio, alla scoperta della comunità che lo abita.
 
Insomma, un suggestivo percorso conoscitivo costellato di narrazioni e stimoli all’interattività e al dialogo, in una fusione di intuizioni e sensazioni dettate dall’ambiente esterno.  L’utente, quindi, non sarà spettatore passivo, ma attore coinvolto in un percorso in cui è egli stesso a scegliere, provocare, integrare la narrazione sul mare.

Museo del Mare

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museomare_01Museo del MareChi si immagina che il Mediterraneo, un mare tanto inquinato e vessato dalla invasiva presenza dell’uomo, sia ancora ricco di cetacei e tartarughe? Il nostro mare vanta un invidiabile “curriculum” di diverse specie di cetacei, tartarughe e tanti altri piccoli abitanti.  Il “Museo del Mare” vuole aprire il coperchio della scatola di sorprese rappresentata dal mondo di casa nostra per illustrare alcuni dei sorprendenti adattamenti di cetacei,  tartarughe, uccelli ed altri più piccoli animali alla vita marina. In esso sono custoditi esemplari di Tartarughe marine di diverse specie, una collezione ornitologica ed una Sezione di Invertebrati marini con collezione di molluschi, echinodermi e crostacei. La sezione più affascinante è quella cetologica rappresentando i cetacei un eccezionale documento dell’evoluzione biologica, degli adattamenti morfologici e fisiologici e dei problemi della conservazione delle risorse marine. Essa comprende scheletri completi di Tursiope, Stenella, Zifio e Grampo, tra cui una femmina adulta e un piccolo neonato. L’acquisizione di tali reperti è stata possibile grazie alla collaborazione con il Centro Studi Cetacei che ha organizzato, sin dal 1986 il monitoraggio degli esemplari spiaggiati lungo le coste italiane ed il loro recupero a fini di ricerca e per i musei. Tale attività è continuata, dal 2006, nell’ambito della Banca Dati Spiaggiamenti del Ministero dell’Ambiente in collaborazione con l’Università di Pavia e con il Museo Civico di Storia Naturale di Milano.

Sala Collezione Coppola

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La collezione Coppola è stata donata al Museo Civico nel 1982. E’ costituita da 20 tele, buona parte delle quali opera di Giovanni Andrea Coppola (Gallipoli 1597 – 1659) medico e pittore di nobile famiglia gallipolina che lasciò in eredità ai suoi familiari una raccolta di dipinti che gli eredi odierni hanno donato al museo. I soggiorni dei suoi anni giovanili a Roma ed a Napoli gli permisero di conoscere le opere dei grandi maestri del passato oltre a quelle dei più importanti esponenti della scuola tardo-manieristica, la cui influenza è evidente nella sua produzione. In particolare l’influsso del grande Guido Reni è visibile nelle sue opere, come la “Sant’Agata” e la “Maddalena Penitente” che fanno parte del fondo Coppola del museo. I dipinti della collezione attribuiti a Coppola rappresentano per lo più santi ed altri soggetti a carattere religioso, ma non mancano altri temi iconografici come paesaggi e ritratti. Di grande interesse la pregevole “Natura morta”. Della raccolta fanno parte anche alcuni dipinti di scuola salentina seicentesca raffiguranti temi canonici dell’iconografia religiosa.

 

SALA “COLLEZIONE COPPOLA”

Via de Pace Antonietta, 108 – 73014 Gallipoli LE
Martedì e Venerdì: dalle ore 16.00 alle ore 19.00
Sabato: dalle ore 9.30 alle ore 12.30

Telefono: 0833 264224 – 324 5574619

 

Biblioteca Comunale

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bibliotecaLa Biblioteca di Gallipoli è una delle Biblioteche pubbliche più antiche del territorio salentino per la provenienza, per la varietà, la datazione dei volumi rari e di pregio nonché per la peculiarità d’origine del suo contenitore (ex Oratorio dei nobili del XVIII secolo).  Nel 1823 il canonico e decano capitolare Carmine Fontò (1754 -1825) mediante un pubblico atto volle donare la sua biblioteca, ricca di circa tremila volumi, alla città ionica che aveva alle spalle una più che millenaria tradizione culturale. Un’altra consistente donazione è stata poi quella fatta da Bartolomeo Ravenna (1761 – 1826), la cui biblioteca privata era costituita da opere storiche, scientifiche, letterarie ed artistiche. Nel 1987 parte di questo patrimonio librario è stata trasferita nell’attuale sede di via S. Angelo dal Museo dove, invece, restano custoditi moltissimi volumi. Sempre nella sede di S.Angelo hanno trovato sistemazione tutti i testi che riguardano la storia, la cultura, l’economia di Gallipoli, gli incunaboli, i manoscritti, le cinquecentine e le seicentine pervenute dalla soppressione dei monasteri dei Domenicani, dei Cappuccini e dei Riformati e i fondi Ettore Vernole, Sebastiano Natali e Giuseppe Duma.

Tra i manoscritti è interessante citare La voce degli olii 1789 – 1821, manoscritto cartaceo contenente documenti ed atti della voce degli olii, il Libro Rosso di Gallipoli I, comprendente i privilegi reali alla città e il Libro Rosso II, copie di diplomi reali e di bolle pontificie a favore di Gallipoli. La Biblioteca Comunale è un importante punto di riferimento per la conoscenza della cultura salentina oltre che sede di un vasto patrimonio librario. Promuove numerose iniziative culturali: cicli di conferenze, presentazioni di volumi, convegni e mostre.

L’Archivio Storico del Comune di Gallipoli conserva i documenti prodotti e ricevuti dall’Amministrazione locale gallipolina dai primi del 1800 al 1970. La documentazione precedente al 1800 è conservata presso l’Archivio di Stato di Lecce. E’ diviso in tre sezioni: Preunitario, Postunitario e Archivio dello Stato Civile.
Nel tempo si sono aggiunti i fondi archivistici di enti soppressi o ricevuti dal Comune in deposito, denominati archivi aggregati e riguardano l’Archivio di Conciliazione, l’Archivio del Catasto e il Villaggio del Fanciullo. I documenti più pregiati riguardano le deliberazioni del decurionato, il catasto antico, le pratiche riguardanti il territorio e il patrimonio, congreghe e confraternite, dazio, P.N.F., pratiche di guerra, strade, l’illuminazione pubblica, l’acquedotto e fontana pubblica, l’orologio pubblico, le poste, la ferrovia, i restauri del Convento dei Domenicani, la Biblioteca e Museo, la Tonnara Comunale, il mercato del pesce e mercato coperto, il porto, ecc.
L’Archivio è ubicato presso la sede della Biblioteca Comunale, in via S. Angelo.
L’Archivio storico attualmente è in fase di riordino.
La fine dei lavori è prevista per dicembre 2009.

L’edificio (ex Oratorio dei nobili del XVIII secolo)

L’Oratorio dell’Immacolata dei Nobili risale alla seconda metà del XVIII secolo (1732).
La facciata semplice con ampia scalinata a doppia rampa (1789-1790). Nel piano inferiore la Chiesa di Sant’Angelo (XV secolo) oggi sede dell’Archivio storico Comunale.
L’interno ad unica navata è completamente rivestito di stucchi alle pareti con sei riquadri ovali in cui si inserivano le figure a rilievo a mezzo busto ricoperte da uno strato di cartapesta tutte ad opera di Mauro Manieri (1687-1744) e quatto nicchie con statue lignee di Re biblici e profeti.
Gran parte dell’arredo della chiesa è stato trasferito nella Chiesa di S. Francesco d’Assisi mentre la tela raffigurante l’Immacolata con una pregevole cornice lignea e l’Assunta dipinta per il controsoffitto da Francescano De Mura (1737) sono oggi conservate nel Museo Diocesano di Gallipoli.

Biblioteca Comunale

Via S. Angelo – 73014 Gallipoli
tel. 0833.260202, fax 0833.275540

Orari di apertura

  • Lunedì – Martedì e Giovedì: dalle ore 9.30 alle ore 12.30 dalle ore 15.00 alle ore 18.30 
  • Mercoledì – Venerdì: dalle ore 15.00 alle ore 18.30

Archivio Storico

Via S. Angelo – 73014 Gallipoli
tel. 0833.260202 o rivolgersi al Dirigente – Settore Affari Generali

La consultazione è consentita previa richiesta scritta a norma del Regolamento comunale

Museo Diocesano

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03Istituito il 6 febbraio 1983 dal vescovo Aldo Garzia, è allestito nell’elegante palazzo settecentesco dell’ex Seminario vescovile di Gallipoli. A compiere l’idea, espressa nel 1624 da Mons. De Rueda, della costruzione di un Seminario diocesano fu il vescovo Serafino Brancone grazie alla devoluzione a tale scopo delle disposizioni testamentarie dettate dal sacerdote Biagio Sansonetti per la fondazione di un Istituto per le Scuole Pie in Gallipoli. Il 16 marzo 1752 si pose la prima pietra di costruzione ad opera di mastro Adriano Preite da Copertino cui si attribuiscono anche i disegni di progetto. L’opera risulta compiuta nel 1756 ed ufficialmente inaugurata nel 1760 da Mons. Ignazio Savastano che ne aveva affidato la direzione al fratello, il padre gesuita Francesco Saverio. Il fronte del seminario realizzato in carparo esibisce modanature e fregi della elegante finestratura barocca replicati negli stessi anni nel primo ordine del palazzo Doxi. All’interno conserva la semplice ed austera cappella dedicata alla Vergine Immacolata. Nel seminario ebbe sede per qualche tempo fino al 1898 il museo comunale di Gallipoli.Integralmente restaurato tra il 1999 e il 2004. Si sviluppa su tre piani, con quindici sale di esposizione per complessivi 900 mq circa. Raccoglie 553 manufatti, comprendenti sculture, dipinti, argenteria e oreficeria liturgica, paramenti sacri e materiale archeologico, provenienti in massima parte dal tesoro della Cattedrale, ed anche dal palazzo vescovile e da diverse chiese della città. Tra le altre opere di straordinaria bellezza si possono ammirare preziosi calici, statue in cartapesta, paramenti sacri e oggetti in argento appartenenti ai secoli XVII e XVIII.

Museo Civico

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Immagine E.BARBANel 1872 il medico gallipolino Emanuele Barba (1819/1887) fondò un gabinetto naturalistico-zoologico donando al Comune di Gallipoli una ricca collezione di reperti biologici mineralogici e zoologici. Il primo impianto fu presso il Seminario di Gallipoli dove era allocata anche la biblioteca comunale. Fu solo nel 1895 che il Comune deliberò la costruzione del nuovo edificio da destinare a sede della Biblioteca comunale in cui troveranno posto anche le collezioni del Barba. Sono di quegli anni appunto le acquisizioni dei sarcofagi e delle numerose iscrizioni messapiche rinvenute ad Alezio ma anche reperti archeologici provenienti da Sannicola, Tuglie e Aradeo. In effetti nel nuovo edificio costruito sulla demolizione del vecchio ospedale di Gallipoli in Via Antonietta De Pace fu sistemata al piano terreno la biblioteca comunale mentre al piano superiore ebbe sede il gabinetto zoologico voluto da Emanuele Barba. La connotazione attuale di Museo Civico comunale è dovuta invece alla successiva acquisizione da parte del Comune di numerose collezioni tra cui quella dei vestiti antichi, delle armi e delle ceramiche ma soprattutto per la caparbia volontà dell’on. Guido Franco, di Ettore Vernole e di Giulio Pagliano i quali avevano promosso ad iniziare da 1925 una vera campagna delle acquisizioni soprattutto di natura archeologica.

MUSEO CIVICO “EMANUELE BARBA”

Martedì – Mercoledì – Giovedì – Venerdì: dalle ore 9.30 alle ore 12.30

Sabato e Domenica: dalle ore 9.30 alle ore 12.30 e dalle ore 15.30 alle ore 18.30

Per info e prenotazioni

Museo Civico “E. Barba” via Antonietta De Pace, 108

Tel.: 0833264224 – 3475229123

amartgallipoli@gmail.com   –   http://www.museocivicogallipoli.it