Frantoio Oleario del Vicerè

Il Frantoio del Vicerè è uno dei trentacinque frantoi accatastati presenti nel sottosuolo della città vecchia insieme a circa duemila cisterne che servivano per lo stoccaggio dell’olio.

Riportato alla luce nel 2002 e completamente ripulito da un incredibile quantità di materiale di risulta e di scarichi fognari finalmente lo si è reso fruibile nell’agosto del 2013.

L’olio lampante (cioè destinato solo all’illuminazione) consentì alla “Città Bella” di vivere circa tre secoli nel benessere e nella ricchezza e tutto ciò che oggi si può ammirare losi deve quasi esclusivamente alla produzione di questo “Oro Liquido”.

Tale commercio fù talmente imponente che già nel 1500 garantiva benessere economico alla maggior parte della popolazione gallipolina,per lo più rappresentata dal ceto dei facchini che nel XVI secolo istituirono una propria Congregazione sotto il titolo di Santa Maria della Purità ed eressero una delle più belle Chiese non solo di Gallipoli ma dell’intero Salento.

Tutta questa imponente attività incominciò a vedere il suo graduale declino dopo la metà del ‘700 a causa dell’avvento di altre fonti energetiche molto più economiche e facili da ricavare dando però il via ad una produzione di olio destinato solo all’alimentazione ovviamente in frantoi che col tempo venivano costruiti sempre pù in superficie dato che i frantoi ipogei non consentivano di avere nè le situazioni igenico-sanitarie idonee nè le condizioni lavorative che permettessero agli operai di lavorare dignitosamente e in sicurezza.

[box type=”info” align=”” class=”” width=””]Info & Contatti

[wp-svg-icons icon=”home” wrap=”i”] Frantoio del Vicerè

[wp-svg-icons icon=”location-2″ wrap=”i”] Via Santa Maria, 6, 73014 Gallipoli, Italia

[wp-svg-icons icon=”phone” wrap=”i”] +39 0833261057 – + 39 3478220512 – +39 3386889318

[wp-svg-icons icon=”earth” wrap=”i”] www.frantoiodelvicere.it

[wp-svg-icons icon=”envelop” wrap=”i”] frantoiodelvicere@gmail.com

[/box]

Fontana Greco Romana

fontana_anticoprospettoA 600 passi dal paese a levante c’era un luogo chiamato “Corici” che in greco vuole dire “Terma”. Si crede che ai tempi dei greci questo era il luogo di bagno per le ragazze. In questo luogo si scavarono da una parte cinque pozzi e dall’altra quattro che comunicavano tra loro con canali sottoterra. I primi pozzi portavano l’acqua in una grande vasca fabbricata verso il mare di tramontana, oggi distrutta, nel luogo che si chiamava “Fontana vecchia”; i secondi la portavano dentro l’acquedotto che portava l’acqua alla Fontana, che si trova vicino il ponte, per uso dei cristiani e degli animali. Li primi cinque pozzi è un bel pò che non funzionano perché i canali si sono tutti rovinati e l’acqua va a finire in mare. L’acqua che ora esce dalla Funtana, vine dai secondi pozzi ed è inferiore di quantità rispetto a prima. Temendo i guasti del mare, nel 1824, a spese del Comune, è stato fabbricato l’acquedotto nuovo, più verso terra e per crescere la portata dell’acqua ai primi quattro pozzi se ne sono aggiunti altri due quando si è buttata a terra la vecchia vasca. L’acqua della Fontana sono state state sempre considerate buone di sapore e di grande qualità.

La cinta muraria di Gallipoli

La città di Gallipoli fu concepita già dall’VIII secolo dopo Cristo come presidio fortificato e le sue alte e possenti mura chiudevano il lungo periplo bastionato che terminava con la struttura fortificata del Castello e del Rivellino.

Monumento ai caduti

per webOpera dell’architetto gallipolino Manfredi Franco, inaugurato il 23 marzo del 1924: un grande obelisco, situato al centro di una fontana, realizzato nei primi anni del fascismo, reperendo i fondi necessari finanche con una grande lotteria. Su tre lastre di marmo murate alla base del monumento furono incisi i nomi dei 75 caduti gallipolini nella prima guerra mondiale; sulla quarta lastra, invece, si incise il bollettino della vittoria. Il piazzale circostante il monumento fu intitolato prima ad Armando Casalini, vittima fascista, e dopo la caduta del Regime a Giacomo Matteotti. testo dal libro “Il Monumento ai Caduti di Gallipoli” di Cosimo Perrone

Viale Giovanni Bovio – 73014 Gallipoli LE

Chiostri

Castello e Rivellino

Sul Castello di Gallipoli, Ettore Vernole dedicò un corposo volume edito a Roma, nel 1933, sotto l’egida dell’Istituto di Architettura militare del Museo del Genio, che aveva sede in Castel Sant’Angelo. In quel volume, dopo aver raccolto presso l’Archivio di Stato di Napoli interessanti ed inediti documenti e studiato quelli disponibili presso quello di Lecce e presso la nostra biblioteca comunale, lo studioso gallipolino volle ricostruire le vicende costruttive dell’antica rocca, di origine bizantina e che si affacciava, nel 1195, sulla piazza dei Naoneti, all’incontro con la strada Cuzubelli.

Frantoio Oleario di Palazzo Granafei

Il Frantoio Ipogeo di Via Antonietta De Pace, a Gallipoli, è l’unico dei trentacique frantoi ipogei del 1600 interamente ristrutturato. In questo luogo suggestivo è possibile ammirare antiche attrezzature utilizzate per la produzione del cosiddetto olio lampante che Gallipoli esportava in tutta Europa.

Gallipoli, già dall’inizio del XVI secolo, risultava la maggiore piazza europea in materia di oli. In particolare si produceva olio grasso che serviva ad illuminare i grandi centri d’Europa. Città come Parigi, Londra, Berlino, Vienna, Stoccolma, Oslo, Amsterdam ecc. usarono l’olio salentino per illuminare le strade fino alla fine del XIX secolo, quando l’arrivo dell’elettricità mandò in crisi l’esportazione dell’olio lampante.

Frantoi di Palazzo Granafei

Si estendono nel sottosuolo per circa 200 mq., al di sotto dei palazzi D’Acugna e Grassi che si fronteggiano su Via Antonietta De Pace. Sono di proprietà dell’Associazione Gallipoli Nostra che nel 1988 li ha completamente restaurati e aperti alla fruizione pubblica. All’interno sono stati ricostruiti, su modelli del XVII secolo, alcuni torchi alla calabrese (a due vitoni). Originale è invece un torchio alla genovese (a vitone unico) e alcune presse del XIX secolo. La visita si presenta particolarmente stimolante attraverso gli ambienti di macinazione e spremitura, con le sciaghe (luoghi di deposito delle olive), le stalle e i caratteristici pozzetti di raccolta dell’olio e delle acque di vegetazione. Guide esperte fanno conoscere al visitatore le tecniche e le fasi di lavorazione dell’olio d’oliva, facendo rivivere nel contempo, momenti significativi di storia e di cultura locale in tempi in cui oltre che a fini alimentari l’olio veniva commercializzato soprattutto per fini industriali (nella cardatura delle lane – per questo era molto richiesto dai Paesi del Nord Europa, Svezia e Inghilterra in testa) e per l’illuminazione pubblica e privata.

Orari di visita:

Da Gennaio ad Aprile  – Novembre e  Dicembre: Tutti i Sabati e le Domeniche dalle ore 10 alle 12;

Maggio ore 10-13/16-19  Giugno  10-13/16-21  Luglio  10-24 Agosto   10-24  Settembre 10-13/16-21

Ottobre 10-12,30/15-17,30

[box type=”info” align=”” class=”” width=””]Info & Contatti

[wp-svg-icons icon=”home” wrap=”i”] Frantoio di Palazzo Granafei

[wp-svg-icons icon=”location-2″ wrap=”i”] Via ………….  73014 Gallipoli, Italia

[wp-svg-icons icon=”phone” wrap=”i”] +39 0833264242 – + 39 3488956109

[wp-svg-icons icon=”earth” wrap=”i”] http://www.gallipolinostra.it/

[wp-svg-icons icon=”envelop” wrap=”i”] ass.gallipolinostra@libero.it

[/box]

 

Frantoio Oleario di Palazzo Briganti

Gallipoli, già dall’inizio del XVI secolo, risultava la maggiore piazza europea in materia di oli. In particolare si produceva olio grasso che serviva ad illuminare i grandi centri d’Europa. Città come Parigi, Londra, Berlino, Vienna, Stoccolma, Oslo, Amsterdam ecc. usarono l’olio salentino per illuminare le strade fino alla fine del XIX secolo, quando l’arrivo dell’elettricità mandò in crisi l’esportazione dell’olio lampante.

Frantoio di Palazzo Briganti

Era Privo delle attrezzature di macinazione e spremitura, presenta una antica vasca di macinazione a tre pietre ed un torchio (da vino) del XIX secolo. Restaurato nel 1980. Appartenne alla famiglia dei Briganti.

Visite su prenotazione.

[box type=”info” align=”” class=”” width=””]Info & Contatti

[wp-svg-icons icon=”home” wrap=”i”] Frantoio di Palazzo Briganti

[wp-svg-icons icon=”location-2″ wrap=”i”] Via ………….  73014 Gallipoli, Italia

[wp-svg-icons icon=”phone” wrap=”i”] +39 0833 – + 39 

[wp-svg-icons icon=”earth” wrap=”i”] 

[wp-svg-icons icon=”envelop” wrap=”i”]

[/box]

Frantoio Oleario di via Angeli

Gallipoli, già dall’inizio del XVI secolo, risultava la maggiore piazza europea in materia di oli. In particolare si produceva olio grasso che serviva ad illuminare i grandi centri d’Europa. Città come Parigi, Londra, Berlino, Vienna, Stoccolma, Oslo, Amsterdam ecc. usarono l’olio salentino per illuminare le strade fino alla fine del XIX secolo, quando l’arrivo dell’elettricità mandò in crisi l’esportazione dell’olio lampante.

Frantoio via Angeli

Era Privo delle attrezzature di macinazione e spremitura, presenta una antica vasca di macinazione a tre pietre ed un torchio (da vino) del XIX secolo. Restaurato nel 1980. Appartenne alla famiglia dei Briganti.

[box type=”info” align=”” class=”” width=””]Info & Contatti

[wp-svg-icons icon=”home” wrap=”i”] Frantoio di via Angeli

[wp-svg-icons icon=”location-2″ wrap=”i”] Via ………….  73014 Gallipoli, Italia

[wp-svg-icons icon=”phone” wrap=”i”] +39 0833 – + 39 

[wp-svg-icons icon=”earth” wrap=”i”] 

[wp-svg-icons icon=”envelop” wrap=”i”]

[/box]

Arene, Cinema e Teatri

Arene, cinema e teatri, un insieme di differenti discipline, che si uniscono e concretizzano nell’esecuzione di un evento spettacolare dal vivo. Gallipoli vanta il più grande teatro della Regione Puglia (il Teatro Italia).