Il Carnevale di Gallipoli è uno degli eventi più importanti che hanno luogo nella città. La prima edizione viene ricordata nel lontano 1954, ed il crescente successo, va attribuito a famiglie come quelle di Scarpina, Greco, Perrone e Carretta che hanno dedicato tempo ed amore nell’arte della cartapesta, trasformando il Carnevale di Gallipoli da semplice evento cittadino a uno dei più importanti eventi carnevaleschi del Salento.

Lungo la strada principale di Gallipoli (Corso Roma) si raccolgono un numero sempre crescente di persone per assistere alla sfilata dei carri allegoricio-grotteschi e dei numerosi gruppi mascherati.

La maschera tipica di Gallipoli è “lu Titoru”.

"Lu Titoru"

Il Carnevale a Gallipoli inizia il 17 Gennaio, giorno in cui la chiesa ricorda Sant’Antonio Abate (Sant’Antoni te lu focu), il santo egiziano protettore degli animali.

Un rito religioso che presenta dei tratti pagani, legato a un periodo dell’anno dedicato da sempre al culto della famiglia e al riposo dal lavoro contadino, che prima si passava davanti al fuoco di un camino o di una stufetta, di quelle economiche e smaltate di bianco.

Un rito religioso che presenta dei tratti pagani, legato a un periodo dell’anno dedicato da sempre al culto della famiglia e al riposo dal lavoro contadino.

Un atto di devozione con cui la popolazione, anticamente, affidava la custodia e la protezione di quanto avevano di più prezioso: il rischio concreto di andare incontro a lunghi periodi di stenti.
Un rito purificatore, quindi, che potesse scacciare tutti gli influssi dannosi.
Un atto di devozione con cui la popolazione, anticamente, affidava la custodia e la protezione di quanto avevano di più prezioso: il rischio concreto di andare incontro a lunghi periodi di stenti.Un rito purificatore, quindi, che potesse scacciare tutti gli influssi dannosi.

La sera del 17 gennaio vengono accese in un grande falò cataste di legna con gli scarti della potatura degli ulivi ed anche di vecchi mobili al suono dei tamburelli e della “pizzaca”.

Le "focaredde"

Il Carnevale a Gallipoli inizia il 17 Gennaio, giorno in cui la chiesa ricorda Sant’Antonio Abate (Sant’Antoni te lu focu), il santo egiziano protettore degli animali.

Un rito religioso che presenta dei tratti pagani, legato a un periodo dell’anno dedicato da sempre al culto della famiglia e al riposo dal lavoro contadino, che prima si passava davanti al fuoco di un camino o di una stufetta, di quelle economiche e smaltate di bianco.

Un atto di devozione con cui la popolazione, anticamente, affidava la custodia e la protezione di quanto avevano di più prezioso: il rischio concreto di andare incontro a lunghi periodi di stenti.Un rito purificatore, quindi, che potesse scacciare tutti gli influssi dannosi.

La sera del 17 gennaio vengono accese in un grande falò cataste di legna con gli scarti della potatura degli ulivi ed anche di vecchi mobili al suono dei tamburelli e della “pizzaca”.

La fine del Carnevale e l'inizio della Quaresima

Alle ore 22 del martedì grasso, al rintocco delle campane della Chiesa di San Francesco d’Assisi, la banda ed i gruppi mascherati raggiungono il Centro Storico annunziando l’inizio della Quaresima.

Artisti, acrobati, ballerini e giochi di luce e musica per attendere i 12 rintocchi del Campanone della Chiesa di S. Francesco che decretano la fine del Carnevale, come da tradizione verranno lasciate le maschere.

I regnanti del Carnevale consegnano la chiave della città alla Confraternita del SS. Crocifisso, che la custodirà fino al Carnevale successivo.