domenica , 16 dicembre 2018
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Basilica Cattedrale di Sant’Agata – Gallipoli

santagata_facciataPresso l’archivio di Stato di Lecce si trova un documento nel quale vi é scritto che il 31  maggio del 1629 si svolse la cerimonia della posa della prima pietra della Cattedrale alla presenza dell’arciprete don Michele di Valandia, pri­ma Dignità del Capitolo, in rappresentanza del Vescovo Consalvo De Rueda in quei giorni assente, perché a Napoli, e di numerosi cittadini. Per coprire le spese dei lavori concorrono i lasciti del munifico G. Giacomo Lazzari (uno degli uomini più illustri della Città, vissuto a cavallo del seicento, divenuto protomedico di Sicilia e professore di filoso­fia e medicina nell’Università di Messina, morto in Lecce nel maggio del 1628). Altre cospicue donazioni vengono dal vescovo De Rueda, dalle famiglie gallipolitane dei Venneri, dei De Marco, dei Cariddi ed ancora dai cittadini come i De Magistris, i Protopapa, i Munittola e lo stesso G. Andrea Coppola il quale si offre a dipingere la stupenda tela riproducente  il Martirio di Sant’ Agata, come segno di riconoscimento per il diritto di patronato all’altare dedicato all’Assunzione di Maria al cielo.

 

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La chiesa: Storia, Origini e Restauri

santagata_telagrandeLa Concattedrale di S. Agata si trova nel cuore della città vecchia, nel ammirarla non si può fare a meno di notare il suo carparo che esprime totalmente il barocco leccese. Edificata nel 1629 per volere del facoltoso medico Gian Giacomo Lazzari, che ne affidò la costruzione agli architetti Scipione Lachibari e Francesco Bischetti, essa sorge sui resti di un’antica chiesa medievale dedicata a S. Giovanni Cristoforo. Il prospetto è caratterizzato da nicchie contenenti le statue in pietra di Sant’Agata, di San Fausto, di San Sebastiano, di Santa Marina, di Santa Teresa d’Avila e i busti dei Santi Agostino e Giovanni Crisostomo impostati sui riccioli delle volute di raccordo. Invece l’interno è a croce latina a tre navate, con due file di colonne in ordine dorico realizzate in carparo; le numerose tele, di artisti del ‘600 e ‘700, fanno della concattedrale una vera e propria pinacoteca; vi sono opere del gallipolino Andrea Coppola, del napoletano Nicola Malinconico e del figlio Carlo, di Giovan Domenico Catalano e Francesco Giordano. Nel presbiterio, delimitato da una balaustra marmorea, s’innalza un maestoso altare maggiore in marmi policromi, opera dell’artista bergamasco Cosimo Fanzago, che ne esaltano la forma, mentre lungo le navate laterali si possono ammirare le numerose pale d’altare realizzate dai pittori gallipolini che raffigurano molte scene religiose, tra cui una buona parte riguardano Sant’Agata e poi vi è l’Adorazione dei Magi, l’Assunta, il Miracolo di San Francesco da Paola, la Vergine col Bambino, i Santi Andrea Apostolo, Giovanni Battista e l’Entrata in Gerusalemme. Intorno all’altare ci sono la Cattedra vescovile ed il grande Coro in legno di noce con quarantuno stalli. La Basilica fu impreziosita ulteriormente per volere del Vescovo Consalvo De Rueda e conserva anche diverse reliquie di santi, poste in grandi teche.

In passato la cattedrale custodiva la reliquia della mammella di Sant’Agata, ora situata presso la chiesa di S. Caterina d’Alessandria a Galatina. 

Si può accedere nella chiesa, posta su un piano rialzato rispetto a quello stradale, salendo per tre gradini attraverso l’ampio ingresso centrale o i due più piccoli laterali. Le dimensioni dell’impianto risultano di m. 45 nella lunghezza massima e di m. 31 nella larghezza; l’altezza, nel punto più elevato è di m. 30.

La navata centrale ha dodici colonne doriche che, sino all’incrocio con il transetto, si succedono su ogni lato nel seguente ordine:

–   la prima è addossata alla parete di fondo;

–   le tre successive sono libere, cioè intervallate

–   le ultime due sono binate.

Esse con il loro capitello e con il cestello superiore fanno da base di appoggio agli eleganti archi a tutto sesto e finemente decorati, mentre gli spazi che si determinano tra gli archi stessi, sino alla fascia dell’architrave, sono ornati con rosoni.

Interno: Pianta, Altari, Tele, Organo e Sagrestia

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Altari

Gli Altari sono distribuiti così:

santagata_altaremaggioreL’ALTARE MAGGIORE

In fondo alla navata centrale, nel mezzo dell’ampia zona presbiteriale, delimitata da una artistica balaustra marmorea a colonnine ed alla quale si accede per tre gradini, si innalza questo altare, la cui struttura in marmi policromi pregiati contribuisce a rendere più solenne la sacralità della zona. Opera del bergamasco Cosimo Fanzago, artista famoso nella lavorazione del marmo e nell’intarsio realizzato con lapislazzuli, con madreperle e con un’altra grande varietà di preziose pietre dure, avrebbe dovuto orna­re la cappella di patronato della nobile Famiglia dei Filomarini, nella chiesa dei Santi Apostoli a Napoli. Ma poiché detta cappella ebbe una sistemazione diversa da quanto in precedenza progettato e tale da non richiedere più la collocazione dell’altare del Fanzago,  il vescovo Oronzo Filomarini, titolare della Diocesi di Gallipoli agli inizi del Settecento, lo acquistò a sua spesa e lo destinò alla ricostruita Cattedrale gallipolitana, che con lodevole mecenatismo si adoperava a rendere più sontuosa, affidandone l’incarico ad esperti maestri nell’arte del cesello ed a famosi artisti del pennello, come il tedesco Giorgio Aver ed il pittore Nicolò Malinconico. Alla ineguagliabile sacra struttura fanno da corona la Cattedra vescovile ed il grande Coro in legno di noce intagliato, con i suoi quarantuno stalli. Nelle parti accessorie, l’altare è completato da preziose “cartegloria” in argento e da diversi grandi candelieri dalla doratura rutilante, che inquadrano un grande Crocefisso in legno del Settecento, opera di Giovanni Bernardino Genuino, sistemato al centro del Tabernacolo. Gli intarsi policromi sono ovunque: nei pannelli di varia forma e dimensione che rivestono la struttura dell’altare, creando finissimi disegni di anfore con fiori e altri disegni dall’ornato perfetto nel quale sono inserite farfalle ed api svolazzanti: nelle volute laterali che sorreggono la mensa nell’alzato che ha al centro un artistico ciborionelle parti laterali dell’alzato stesso che terminano con le ricciute teste di cherubini scolpite nel bianco marmo ed ancora nella parte sottostante la mensa, dove l’intarsio presenta una decorazione che, di per sè sola, costituisce un vero capolavoro.

ALTARI DEL TRANSETTO

santagata_latosx6_altare_soccorsoALTARE DELLA MADONNA DEL SOCCORSO

Si trova nella cappella che, ricavata sul lato sinistro del transetto, è opera posteriore alla morte di G. Bernardino Genuino, come l’altra similare che si apre sul lato destro del transetto stesso. Al centro del dorsale è sistemato il dipinto su tela, nel quale l’ignoto artista ha rappresentato con fine delicatezza la Vergine che il popolo invoca come auxilium christianorum e che venera con viva devozione.  Sulle pareti laterali, verso il basso, sono inserite due iscrizioni marmoree che ricordano il diritto di patronato della famiglia Ravenna, che volle contribuire all’abbellimento della Cattedrale proprio facendo costruire detta cappella con fini marmi e ornare con fregi.  In plano, dinanzi alla cappella, è la tomba gentilizia dei Ravenna.

santagata_latodx6_altare_sssacramentoALTARE DEL SS. SACRAMENTO

L’altare, dono del munifico O. Filomarini, presenta una struttura non poco diversa di quella dell’altare del Soccorso: il dossale, infatti, anche per le dimensioni della tela che vi è applicata, è inquadrato da due sole colonne doriche (una per lato), sormontate dal capitello e da un cornicione a linea spezzata, sulle cui estremità poggia un timpano mozzo, che nella parte centrale è completato da una ornamentazione quasi triangolare a volute. La tela esalta il Trionfo dell’Eucaristia con S. Tommaso D’Aquino e S. Giovanni Nepomuceno è firmata da Francesco Giordano, probabilmente figlio, o, quanto meno, parente del grande e più noto Luca Giordano, e rivela nel disegno, nella impaginazione e negli effetti cromatici non pochi contatti con lo stile caratteristico di Luca. Ciascuna delle pareti della cappella è ornata con una tela: a sinistra, si vede l’adorazione di un vegliardo. A destra, il sonno di Saul che il pennello di Nicola Malinconico ha reso con perfetta aderenza ai due temi espressi nei dipinti. Il diritto di patronato, già appartenuto alla Famiglia Pirelli, e passato alla Famiglia Balsamo, è attestato dall’iscrizione tombale gentilizia. Alla cappella del SS. Sacramento è aggregata la omonima importante Confraternita “… dotata di sufficienti rendite, che si impiegano per la sua manutenzione, nonché per solennizarsi la festività del Corpus Domini, con l’Ottava, e per l’esposizione del Santissimo in ogni terza Domenica del mese. Nel sepolcro dei Vescovi della Diocesi, davanti all’Altare del S.S. Sacramento, dal 12 Luglio 1999 riposa, per Sua espressa volontà, Mons. Vittorio Fusco, Vescovo della Diocesi di Nardò- Gallipoli dal 12.9.1995 all’11.7.1999

ALTARI NAVATA SINISTRA

santagata_latosx1_altare_sanisidoroTELA ALTARE DI SANT’ISIDORO AGRICOLA

Informazioni

Tipologia Bene: Altare con tela

Tecnica: Olio su Tela

Data: seconda metà del XVII secolo

Collocazione: primo altare della navata sinistra entrando,

Autore: Luca Giordano,

Ulteriori Notizie: L’altare è arricchito da una grande cornice doppiamente decorata ed inquadrata da un ricco fregio ad intagli con volute a cartoccio contenente la tela raffigurante il miracolo di S. Isidoro Agricola. La mensa marmorea sottostante, sorretta da graziose teste di cherubini, è ornata da un pannello marmoreo con intarsi geometrici e floreali.

santagata_latosx2_altare_miracolisanfrancescoTELA ALTARE DI S. FRANCESCO DI PAOLA

Informazioni

Tipologia Bene: Pittura

Tecnica: Olio su Tela

Data: 1653 – 1659

Collocazione: secondo altare della navata sinistra entrando,

Autore: Giovanni Andrea Coppola,

Ulteriori Notizie: Questo altare è impreziosito da una cornice lignea intagliata e dorata ad arco a tutto sesto contenente la grande tela raffigurante S. Francesco di Paola che libera gli ossessi dal demonio. La sottostante mensa è ornata da pannello marmoreo con intarsi geometrici e floreali.

santagata_latosx3_altare_adorazionedeimagiTELA ALTARE DI ADORAZIONE DEI MAGI

Informazioni

Tipologia Bene: Pittura

Tecnica: Olio su Tela

Data: 1657

Collocazione: terzo altare della navata sinistra entrando,

Autore: Giovanni Andrea Coppola,

Ulteriori Notizie: Cornice lignea con arco a linea spezzata contenente la tela raffigurante l’Adorazione dei Magi, con mensa quasi identica a quella degli altari precedenti.

santagata_latosx4_altare_verginecolbambinoTELA ALTARE MADONNA DELLE GRAZIE

Informazioni

Tipologia Bene: Pittura

Tecnica: Olio su Tela

Data: prima metà del XVII secolo

Collocazione: quarto altare della navata sinistra entrando,

Autore: Giandomenico Catalano (1632 – 1705),

Ulteriori Notizie: Questo altare è costituito da una macchina lignea riccamente intagliata e dorata contenente la tela raffigurante la Madonna delle Grazie con ai lati i Santi Andrea e Giovanni Battista. La tela è impreziosita lateralmente da formelle lignee dipinte da G.A. Coppola, raffiguranti episodi della vita della Vergine Maria. La mensa sottostante è ornata da pannello marmoreo arricchito da intarsi geometrici e floreali.

santagata_latosx5_altare_martiriosagataTELA ALTARE DI S. AGATA

Informazioni

Tipologia Bene: Pittura

Tecnica: Olio su Tela

Data: 1650

Collocazione: braccio sinistro del transetto entrando,

Autore: Giovanni Andrea Coppola,

Ulteriori Notizie: La macchina di questo altare, impostata secondo il rigido schema antibarocco salentino, consta di due coppie di colonne scanalate che, tese su alti plinti caricati dallo stemma del vescovo, racchiudono quattro riquadri ornati di tele raffiguranti le martiri Apollonia, Lucia, Agnese e Cecilia, oltre i due tondi dei SS. Gaetanto Thiene e Andrea Avellino e reggono una larga trabeazione sulla quale s’imposta un fastigio che si incurva oltre il piano attico occupato centralmente dallo stemma del vescovo Oronzo Filomarino e da due coppie di giarre con frasche e globi. Al centro dell’altare troneggia la grande pala raffigurante il martirio di S. Agata (1650), opera di Giovanni Andrea Coppola.

ALTARI NAVATA DESTRA

santagata_latodx1_altare_incoronazioneTELA ALTARE INCORONAZIONE DI MARIA

Informazioni

Tipologia Bene: Pittura

Tecnica: Olio su Tela

Data:1659

Collocazione: primo altare della navata destra entrando,

Autore: Giovanni Andrea Coppola,

Ulteriori Notizie: Strutturalmente la parte inferiore di questo altare è in gran parte simile a quello dedicato a S. Isidoro Agricola. La pala della Vergine Incoronata con i SS. Nicola e Oronzo, che il Coppola cominciò a realizzare nel 1659, non fu portata a termine per la sopravvenuta morte del maestro.

santagata_latodx2_altare_assunzionevergineTELA ALTARE ASSUNZIONE DI MARIA

Informazioni

Tipologia Bene: Pittura

Tecnica: Olio su Tela

Data: 1645

Collocazione: secondo altare della navata destra entrando,

Autore: Giovanni Andrea Coppola,

Ulteriori Notizie: L’altare dell’Assunzione di Maria è costituto da una mensa marmorea con frontale intarsiato. E’ impreziosito da pannelli laterali lignei e da una maestosa cornice lignea intagliata e dorata, entro cui è incastonata la bellissima pala dell’Assunta, capolavoro pittorico di Giovanni Andrea Coppola.

santagata_latodx3_altare_trinitaanimeTELA ALTARE ANIME DEL PURGATORIO

Informazioni

Tipologia Bene: Pittura

Tecnica: Olio su Tela

Data: 1642

Collocazione: terzo altare della navata destra entrando,

Autore: Giovanni Andrea Coppola,

Ulteriori Notizie: Questo altare, formato da una mensa marmorea con relativo frontale intarsiato, è sovrastato da una grande ed elaborata cornice lignea, intagliata ed elegantemente dorata. Vi è inserita la grande pala del concittadino Giovanni Andrea Coppola, raffigurante la Ss.ma Trinità con le Anime del Purgatorio, con firma autografa dell’autore apposta lungo l’asta dell’Arcangelo Michele

santagata_latodx4_altare_ssimmacolataTELA ALTARE IMMACOLATA

Informazioni

Tipologia Bene: Pittura

Tecnica: Olio su Tela

Data: 1616 – 1684

Collocazione: quarto altare della navata destra entrando,

Autore: fra Angelo da Copertino,

Ulteriori Notizie: Questo altare, scolpito nella pietra leccese da Ambrogio Martinelli,è l’unico altare dalla struttura prevalentemente barocca esistente nella Cattedrale di Gallipoli e racchiude la tela raffigurante la Vergine Immacolata, attribuita al francescano fra’ Angelo da Copertino.

santagata_latodx5_altare_martiriosansebastianoTELA ALTARE DI S. SEBASTIANO

Informazioni

Tipologia Bene: Pittura

Tecnica: Olio su Tela

Data: 1715 – 1721

Collocazione: braccio destro del transetto entrando,

Autore: Nicola Malinconico,

Ulteriori Notizie: Questo altare, del tutto simile a quello di S. Agata, racchiude tra le colonne le piccole tele raffiguranti i santi Rocco, Isidoro, Oronzo e Gennaro, oltre i due tondi dei SS. Biagio e Fausto ed è impreziosito dalla grande pala raffigurante il martirio di S. Sebastiano (1715 – 1721) di Nicola Malinconico.

Organo: 

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Diocesi di Nardò Gallipoli ©2016

Esterno: Facciata, Torre Tarloce e Campane

santagata_facciataesternaLa Facciata – Della facciata si è interessato, in verità, con puntuale precisione e perizia il nostro L. C. Fontana  ed è in particolare al suo lavoro che ci riferiamo in gran parte, grati per essere stati autorizzati a tenere presenti le notizie e le indicazioni relative all’argomento, le quali ci hanno consentito di con­durre una lettura delle caratteristiche strutturali della facciata stessa; let­tura che, tuttavia, abbiamo integrato con gli elementi derivanti da una nostra ricognizione.

L’insieme della facciata che reca inciso sul frontone A.D. 1696, l’anno cioè in cui la fabbrica della Cattedrale viene ultimata, esprime in modo più che evidente due ordini stilistici con caratteristiche del tutto diverse. Queste inducono a ritenerne la progettazione da parte di due diversi architetti e l’esecuzione, ovviamente, in periodi di tempo successivi.

La parte inferiore è segnata da lesene-paraste scanalate di ordine do­rico, che sono così distribuite: due poste, quasi accoppiate, sui lati più esterni, e due intervallate tanto a destra quanto a sinistra dell’ingresso centrale; tutte terminano con un abbozzo di capitello, oltre il quale si svi­luppano un architrave con formelle dalla varia decorazione ed un corni­cione dalla modanatura pronunziata che poggia su un dittico dentato e che inquadra tutta una zona inferiore.

Le lesene-paraste concorrono a disegnare cinque settori. Al centro, quello del grande portale sormontato da un cornicione, sul quale si svi­luppa un timpano spezzato con volute a “cartoccio”, mentre, ancora oltre, si apre una nicchia rettangolare con alloggiamento di una statua lapidea di S. Agata che, sviluppandosi oltre l’architrave, la interrompe.

Lateralmente al portale, le zone-scomparti presentano una nicchia rettangolare per parte, con un sottile cornicione inferiore che poggia su mensole a voluta e con un cornicione superiore completato da un timpano triangolare.

Nelle nicchie sono contenute, a destra di chi guarda, la statua lapidea di S. Sebastiano santagata_facciatasan1sulla cui base è incisa la leggenda ISTEQUE MORBO LIBERAT URBEM e, sulla sinistra, quella di S. Fausto con la breve incisione PROTEGE NOS, FAUSTE.santagata_facciatasan2

Negli scomparti laterali più esterni si aprono due portali più piccoli, sormontati da semitimpani, che racchiudono un fregio e, superiormente, da una finestrella rettangolare, oltre la quale sono un altro fregio e un timpano curvilineo.Un insieme, perciò, caratterizzato da un alternarsi di pieni e di vuoti, che determinano un gradevole gioco di effetti chiaroscurali in questa sezio­ne della facciata portata a compimento nel corso della prima metà del sei­cento, e con la parte superiore limitata ad uno sviluppo verticale del solo corpo centrale sino all’altezza della copertura a tettoia.

Non c’era, pertanto, la grande nicchia rettangolare al di sopra del portale centrale ed inserita tra piano inferiore e piano superiore: è opinabile, quindi, che la statua in pie­tra di S. Agata, allogata con ogni probabilità entro la nicchia a sinistra del grande portale, solo successivamente dovette essere sistemata nella predet­ta nicchia centrale, cioè dopo i lavori di modifica e di completamento della zona superiore della facciata, che, per conseguenza, venne ad assumere una morfologia diversa rispetto a quella precedente che rispondeva al criterio architettonico della scansione geometrica, sostenuto ed attuato dal Grimal­di specialmente per la facciata della chiesa di S. Irene in Lecce e con ogni probabilità tenuto presente dalle maestranze gallipoline.

Bene osserva L. C. Fontana che l’esecuzione dei lavori di modifica in parola è da collocare nel periodo di tempo compreso tra gli anni 1683 –1696 e poichè proprio il 1683 coincide con la presenza in Gallipoli dell’architetto leccese Giuseppe Zimbalo, non è da escludere che detta pre­senza abbia potuto influire nei criteri di modifica della zona superiore del­la facciata della Cattedrale; una ipotesi che potrebbe essere avvalorata dal fatto che studiosi e critici d’arte come Calvesi-Manieri-Elia ricono­scono in questa zona della facciata “una ricca decorazione simbolesca”.

santagata_facciatascentralePer il piano superiore della facciata della Cattedrale gallipolitana, in­somma, architetto e maestranze locali debbono avere tenuto presenti gli schemi preferiti da G. Zimbalo, anche se in tal modo si è creata una strut­tura prevalentemente decorativa che, proprio per la densa trama dell’or­nato, non presenta un logico legame con i motivi architettonici offerti dalla presenza delle paraste joniche.

Ce ne dà la prova una attenta lettura della seconda sezione della facciata. Al di sopra del robusto cornicione appartenente al piano inferiore della struttura, è inserita una fascia che contiene una trabeazione ricca­mente decorata con metope e con motivi di chiaro stile balaustrale, nella quale si possono leggere gli scopi ben precisi di stabilire una duplice fun­zione di cesura tra le due sezioni e di continuità nello sviluppo della se­zione inferiore attraverso le accentuate caratteristiche decorative del pia­no superiore.

santagata_facciatasantagataCome elemento di raccordo, inoltre, vi contribuisce la grande nic­chia centrale per sistemarvi la statua della protettrice S. Agata (già nella nicchia a sinistra accanto al portale centrale), anche se ciò porta necessa­riamente ad interrompere la continuità sia della prima che della seconda trabeazione.

santagata_facciatasantamarinaIn corrispondenza, poi, alle due nicchie presenti nel piano inferiore, se ne aprono altrettante santagata_facciatasantateresainquadrate da cornici decorate ad intagli e com­pletate da un leggero timpano; vi trovano sistemazione le statue lapidee di S. Marina, a sinistra, e di S. Teresa, a destra; e, quasi a dare una certa continuità alle paraste doriche sottostanti, si innalzano due paraste joniche per parte, le quali delimitano, all’esterno, le predette nicchie e, all’in­terno, una grande finestra rettangolare a nido d’ape.

Superiormente a ciascuna nicchia, si sviluppa un cornicione a linea spezzata e dall’oggetto pronunciato, completato da un semitimpano nel cui vano è un basamento che funge da appoggio ad un ornamento a volute e a ghirigori, mentre pinnacoli ad intagli sono sulle estremità laterali del cornicione stesso.

La grande finestra centrale a nido d’ape, disegnata tutt’intorno da una cornicetta con decorazione floreale, è affiancata, più all’esterno, da altra ricca decorazione che si sviluppa in verticale sino a saldarsi alla sot­tile doppia cornicetta che delimita in alto la finestra.

Il ritmo ascensionale, che caratterizza la seconda sezione della faccia­ta, continua, al centro, con un liscio riquadro delimitato da una semplice cornice sagomata lungo il lato superiore e la cui probabile funzione pote­va essere quella di alloggiamento per una scultura a bassorilievo, peraltro mai realizzati; superiormente questa parte del fastigio è completata da un elegante cornicione pure sagomato ed ornato con pinnacoli a pigna.

Interessanti motivi ornamentali presentano, infine, le due zone laterali più estreme.

A sinistra, su un primo basamento a grosse volute intagliate frontali e laterali e terminate con un cornicione arrotondato con decorazioni inci­se nello stesso, se ne sviluppa un secondo più arricchito con volute e con vari intagli, sul quale poggia un cestello con scanalature verticali, sor­montato da una grossa pigna.

santagata_facciatasangiovannicrisostomoContigua a questo motivo è un’altra struttura che, a forma di capitello composito, costituisce la base di appoggio del busto lapideo di S. Giovanni Crisostomo.

Un singolare ed ulteriore motivo a foglie arricciate e con sviluppo curvilineo, terminante con il busto di un grazioso putto alato, che sembra sorreggere una pigna con intagli e rosette, costituisce un elemento di rac­cordo con la parte superiore della zona centrale.

santagata_facciatasantagostinoSulla destra, si sviluppa una struttura del tutto simile a quella ora descritta, con la sola variante del busto lapideo che raffigura S. Agostino; e, pertanto, il piano superiore della facciata, nel suo insieme, rivela un ritmo ascensionale dalla ideale forma triangolare, che peraltro è in rapporto alla diversa altezza delle navate laterali rispetto alla navata centrale.

Possiamo dire, in sintesi, che la facciata del nuovo sacro edificio ri­vela indubbiamente un contrasto tra le due sezioni o piani, in quanto nel­la parte inferiore dominano le forme lineari e quelle geometriche, che de­terminano un alternarsi armonioso di pieni e di vuoti con conseguenti ef­fetti chiaroscurali di grande valenza, di sicuro influsso degli schemi com­positivi dell’architettura sacra del Grimaldi; nella sezione superiore, invece, prevale la ricchezza delle forme de­corative espresse dalle volute, dagli intagli floreali, dalle foglie arricciate, dalle teste di cherubini alati, dai pinnacoli a pigna, molto vicini alle for­me pittorico-ornamentali zimbalesche.

Si tratta, tuttavia, di un contrasto per il quale la compresenza dei due stili contribuisce a creare una scenografia dai caratteri decisamente positivi.

santagata_torreorologioTorre Tarloce: Della torre si iniziò a parlare già dal 1518. Alla fine del 1700 fu distrutta perché si diceva che fosse stata costruita male, la nuova torre si fabbricò tra il 1704 e il 1712 con sindaco Enrico Roccio. L’orologio “Tarloce” fù inserito nel 1746, si fabbricò pureil campanile e inserita la campana nuova.

 

santagata_torrecampaneLe campane

Il suono delle campane della Cattedrale è facilmente riconosciuto dagli abitanti, sia da quelli che vivono nel centro storico e sia da coloro che popolano la Città nuova e ciò per il fatto che la perfetta fusione del metallo conferisce ad esse una sonorità ineguagliabile.

Eccone una breve descrizione:

la più grande di circa quintali 10, porta la seguente iscrizione

MODERANTE ECCLESIAM BENEDICTO XIV IMPERANTE IN REGNO AMBAR SICILIARUM CAROLO BORBONIO REGE. GALLIPOLIT. SEDEM ARCHIEPISCOPO ANTONIO MARIA R. A. PISCATORI LT MANTECAZA A. D. MDCCXLII. SANCTUS DEUS. + SANCTUS FORTIS + SACTUS IMMORTALIS + MISERERE NOBIS + PER IPSUM + CUM IPSO + ET IN IPSO +     EST TIBI DEO PATRI OMNIPOTENTI IN UNITATE SPJRITUS SANCTI + OMNIS HONOR + ET GLORIA AMEN + 1744.

La seconda del peso di quintali 5,75 porta la seguente iscrizione:

AES SACRUM CAMPANAE QUOD IN HONOREM VIRGINIS MARIAE DEI PARENTIS IMMACULATAE AB OMNI LABE ORIGINALIS CULPAE IN SUA INTEGERRIMA CONCEPTIONE EX ANIMO DEVOTE SACRAVIT ILL. ET RLV. EPISC. D. ANTONIUS LA SCALA A. R. 5. MDCCCLVI IN CATHEDRALI GALLIPOLITANA.

La terza del peso di circa quintali tre porta la seguente iscrizione

CAIETANO MULLER EPISCOPO ET R. SUBECONOMO F. D’ELlA CURANTE. FRANCISCUS OLITA A. D. 1899 LYCII REFUNDIT ME FRACTAM QUAM MICHAEL OLITA EIUS PROAVUS CAROSINI FUDERATA. D. 1864

santagata_torre_campana_a   santagata_torre_campana_b   santagata_torre_campana_c

La quarta campana (non esistente più), del peso di 1 quintale, portava la seguente iscrizione: “Giuseppe Olita da Lecce fuse 1895”Questa campana fu sostituita con l’attuale nel 1935 fatta fondere a Trani da Nicola Giustozzi.

santagata_torre_campana_d1   santagata_torre_campana_d3   santagata_torre_campana_d2

 

Eventi: Feste Religiose, Feste Patronali, Funzioni ecc…

 

Galleria – Esterno

Galleria – Interno

Galleria – Altari

Galleria – Campane

Galleria – Organo

Galleria – Sagrestia

Galleria – Seminario

Galleria – Terrazzo

Galleria – Torre dell’Orologio

Orari e Contatti

Orario Invernale Sante Messe Sant’Agata

Feriale: 9 – 18,30 – Festivo: 10 – 18,30

via Duomo – Gallipoli (LE)

info@cattedralegallipoli.it

www.cattedralegallipoli.it

0833.261987

Il Parroco è ditisponibile ogni giorno prima della Celebrazione per il Sacramento della Riconciliazione.

Sono disponibili guide esperte per una Visita Commentata alla Chiesa.

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