Mons. Gaetano Muller

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Quando nel 1898 la divina Provvidenza sceglieva tra l’illustre ed esemplare Clero Napoletano, il nostro amatissimo  Vescovo Monsignor D. Gaetano Muller, pel governo spirituale di questa nostra Diocesi, allora una nota di amore e di letizia fece sorridere il cielo sereno , ed il glauco mare di questa ionica città, invitando tutto il popolo ad esultare di santa gioia.

Si …intuiva esso nel futuro Pastore, l’amoroso padre, l’intrepido e degno ministro di Dio, il dottissimo prelato, il sostegno e l’aita dei miseri, l’amico sincero di tutti.

Nasceva Egli in Napoli il 9 gennaio 1850 da saggi e piissimi coniugi D. Errico Muller, dottore i legge, figlio del Direttore dell’Orfanotrofio di Barletta, e da D. Lucia Ferrara, figlia dell’illustrissimo Sig. Francesco Ferrara, comandante emerito di questa piazza di Gallipoli , ed ufficiale del Genio, che poi fu trasferito a Siracusanella in qualità di Generale.

Gaetano, fin daklla sua tenera età, educato diligentemente nelle massimwe del Vangelo, imparò dalla sua affettuosa genitrice a venerare con culto speciale la verginetta S. Agata, anzi fu la prima immagine, ch’ebbe a conoscere, di cui una antica effige adornava un muro di sua casa; e le sue preghiere infantili furono talmente accette, da meritarsi poscia il premio , eleggendoloIddio a Pastore d’un gregge, che della protezione e del culto alla Martire Catanese si vanta.

Ritemprato così fin dalla puerizia, di buon ora mostrò, come la natura e la grazia si davano in esso la mano per informarlo secondo il disegno, che Dio aveva sopra di lui. Ma ben presto i dolori della vita dovevano funestarlo, e ciò avvenne, quando di sei anni appena, la falce della parca troncava la preziosa vita dedl suo diletto genitore, e nel breve spazio di quattordici mesi, quella della sua carissima genitrice. Fu allora, che il giovinetto passò alle amorevoli cure dello zio paterno D. Francesco Muller, Ufficiale del Genio Civile, il quale con sollecitudine e tenerezze particolari si studiò di proseguire la missione paterna, ed assecondare lo spirito della vocazione clericale del fanciullo, che doveva costantemente serbare intemerata e pura nella carriera dell’illibata sua vita.

Indossato l’abito talare, vi recò vanto di eletto ingegno, di animo docile alla disciplina, e trassesi gran profitto nell’acquisto delle sacre scienze, e nel perfezionamento di quella Scienza pura dei Santi, la quale discende dal cielo, che, in una pubblica disputa tenuta nel Liceo Arcivescovile sull’infallibilità del  Papa, Egli ed il suo carissimo amico D. Carlo Negri si distinsero fra i migliori.

Era ben naturale quindi, se ordinato Sacerdote nel dicembre del 1873, subitamente si rivolgesse a debellatre il vizio, ed a far fiorire la virtù nei teneri cuori dei giovani sia nelle Cappelle serotine, sia nelle Congregazioni di spirito; doppia istituzione, che ha reso sempre rinomato il Clero napoletano, ed ha contribuito a conservare intatto il deposito della Fede nel popolo. Primieramente egli si studiò di allettare ad esercizi di pietà le giovani menti dei convittori del Conservatorio di Musica di S. Pietro Maiella, di preservarli dalle facili seduzioni di che si circondano i canti molli, e la soavità delle armonie, e premunirli dei pericoli d’una scienza, che trascina inopinatamente al materialismo. Poscia Egli alternò l’opera sua alle varie Congregazioni dell’Albergo dei Poveri, e dell’Ospedale degli Incurabili, ove colle continue confessioni ed apostolica predicazione seppe trarre molte anime a Dio.

Però non erano ancora trascorsi due anni, dacchè erasi laureato in Sacra Teologia, quando nel 1878 Monsignor De Niquesia, Vescovo d’Aquino, faceva richiesta d’un professore di Scienze Sacre alla R.ma Curia di Napoli, e la scelta cadde su D.Gaetano Muller, il quale per ben quattro anni insegnò si egregiamente, che una immensa calca di giovani, affluita alle sue dotte lezioni, riportò tal vasto tesoro di cristiano sapere, da formarne più tardi di loro, operai indefessi nella vigna del Signore, ed apostoli ferventi nell’azione cattolica laicale.

Ritornato Egli in Napoli, dapprima fu dai suoi superiori invitato all’insegnamento del Ginnasio Arcivescovile, e poscia, nominato sostituto professore di Teologia, e prefetto del Circolo Teologico, vi spese tutt’i tesori del suo ingegno e del suo cuore. Fu nel medesimo tempo, che nei Frati Agostiniani non solo, ma anche nel Collegio dei Cinesi insegnò con  molta lode; e quando questi ultimi furono aggregati alla Propaganda Fide, allora l’illustrissimo Monsignor Zezza, amico suo carissimo, lo volle precettore di Scienze Sacre nel suo giovane Clero della diocesi di Pozzuoli.

Più tardi per volere dei suoi Superiori fu nominato Revisore del Clero, Convisitatore dell’Archidiocesi, Esaminatore e Vice Segretario del Clero, cariche onorifiche, che disimpegnò con tanto zelo e carità, d’acquistarsi l’amore, il rispettoe la venerzaione di tutti gli ecclesiastici.

Fra le svariate e molteplici occupazioni, D. Gaetano Muller, nella qualità di Prefetto della Cappella dell’Addolorata, vi si consacrò con tutto l’ardore della sua pietà, e per alquanti anni non visse, non respirò, non ebbe altre aspirazioni, che la sua al Cappella, ove i fedeli accorrevano per l’istruzione religiosa, tratti dalla forza della sua virtù, e dalla dolcezza delle sue maniere.

Diresse ancora, qual Superiore Ecclesiastico, le pie donzelle del Ritiro di Maria SS.ma Immacolata, e nella sua delicata missione addivenne lor padre, consigliere, medico e difensore.

Oratore forbito ed instancabile, predicò dai più illustri pulpiti della Metropoli e dell’Archidiocesi, or intessendo orazioni panegiriche, or facendo corsi di santi esercizi, e non solo il popolo, ma anche il clero pendeva dal suo labbro, restandone purtroppo contento ed entusiasta.

Ma tante virtù non potevano rimanere sotto il moggio, che non giungessero all’orecchio vigile del Supremo Gerarca, che elevandolo al sommo onore dell’Episcopio, lo chiamava a reggere questa nostra Diocesi, il che avvenne nel 18 marzo 1898, vigilia del Protettore universale della Chiesa Cattolica.

Monsignor Gaetano Muller fece il suo ingresso nella Città di Gallipoli, trionfalmente accolto, nel dì 28 Gennaio 1899, non avendo altro ideale, che la Diocesi, la Religione ed il Cielo; ed allo svolgimento di queste tre soavi parole, che sono la sintesi della sua vita, i tre amori del suo nobile cuore, si consacrò talmente, che il popolo Gallipolino, in breve tempo, ne ha raccolti i benefici frutti di restaurazione morale e materiale.