Staff via Varese

Lo “Staff di via Varese” cura gli eventi della tradizione gallipolina: Il tradizionale “Pupo” di Capodanno. Una Tradizione a cui nessun Gallipolino sfugge. Allo scoccare della mezzanotte che accompagna la fine del vecchio anno e inaugura il nuovo, un fantoccio fatto di cartapesta (rappresentante appunto il vecchio anno) viene fatto esplodere come buono auspicio per l’anno nuovo.

Insieme allo Staff di via Varese hanno creato il nuovo sodalizio Reunion group.

Santa Lucia

Sin dall’antichità si è diffusa in tutte le regioni una fervida devozione verso la giovane martire siracusana, attestata in numerose iscrizioni marmoree che testimoniano quanto già, sin dai primi secoli del cristianesimo, i primi cristiani tenessero in grande considerazione la testimonianza di Lucia e ne diffondessero il culto con grande fede. La tradizione cristiana, che da sempre si amalgama armoniosamente con la veridicità storica, narra di una giovane, orfana di padre, appartenente ad una ricca famiglia di Siracusa, che era stata promessa in sposa ad un pagano. La madre di Lucia, Eutichia, da anni ammalata, aveva speso ingenti somme per curarsi, ma nulla le era giovato. Fu così che Lucia ed Eutichia, unendosi ad un pellegrinaggio di siracusani al sepolcro di Agata, pregarono  Sant’ Agata affinché intercedesse per la guarigione della donna. Durante la preghiera Lucia si assopì e vide in sogno S. Agata che le diceva: Lucia, perché chiedi a me ciò che puoi ottenere tu per tua madre? Nella visione S. Agata le preannunciava anche il suo patronato sulla città di Siracusa. Ritornata a Siracusa e constatata la guarigione di Eutichia, Lucia comunicò alla madre la sua ferma decisione di consacrarsi a Cristo. Il pretendente, insospettito e preoccupato nel vedere la desiderata sposa vendere tutto il suo patrimonio per distribuirlo ai poveri, verificato il rifiuto di Lucia, la denunciò come cristiana. Lucia, a causa delle dure leggi persecutorie ancora in vigore emanate dall’imperatore Diocleziano, dovette subire un processo durante il quale la giovane Santa non rinnegò mai la sua fede, dimostrandosi anzi pronta a sacrificare anche la sua giovane vita per testimoniare il Vangelo, unica fonte di Verità e di salvezza eterna. Sottoposta ad ogni genere di torture ne uscì sempre illesa fino a quando venne decapitata. Privo di ogni fondamento, ed assente nelle molteplici narrazioni e tradizioni, almeno fino al secolo XV, è l’episodio di Lucia che si strappa gli occhi. L’emblema iconografico degli occhi sulla coppa, o sul piatto, è da ricollegarsi, semplicemente, con la devozione popolare che l’ha sempre invocata protettrice della vista a motivo del suo nome Lucia (da Lux, luce). Nella nostra Città Bella il culto verso la Santa  Siracusana è stato  da sempre curato dalla Confraternita di Santa  Maria del Monte Carmelo e della Misericordia che, con grande zelo e devozione,   ancora oggi  ne celebra la memoria liturgica. Nell’approssimarsi della sua festa infatti, che annualmente ricorre il 13 Dicembre, il Sodalizio celebra un triduo di preghiera in onore della Santa che si conclude il giorno della vigilia quando, dal piccolo oratorio dei calzolai, uscirà la processione con il simulacro della giovane Santa, accompagnato dal tradizionale suono della Pastorale gallipolina; il giorno della sua memoria liturgica, poi, vi è la solenne celebrazione eucaristica che si conclude con il canto responsoriale finale del “ Si Sana cupis”, dedicato alla nostra Santa. Infine è doveroso ricordare come Santa Lucia, ormai da più di mezzo secolo, sia venerata anche nella Parrocchia di San Lazzaro, situata nella zona nuova di Gallipoli; la devozione al culto, in questa realtà parrocchiale, fu introdotta e tenacemente realizzata dal Parroco Don Cesario Aiello e prontamente proseguita dal nuovo parroco Don Santo Tricarico, chiamato alla guida di questa comunità parrocchiale dopo la morte del suo predecessore.

a cura di Cosimo Spinola.

Questa festa come Santa Teresa Matre (il 15 di ottobre), San Martino (l’ 11 di novembre), Santa Cecilia (il 22 di novembre), Sant’Andrea (il 30 di novembre) e l’Immacolata (l’8 di dicembre).

Sono feste di casa che ci avvicinano al Natale: si suona la pasturale e si rispettano le usanze. A pranzo si mangia qualcosina, quelli più rispettosi delle usanze fanno digiuno, mentre la sera le famiglie si ritrovano sullo stesso tavolo. Si mangiano le rape, il baccalà con le patate, pesce e polipo fritto (purpu frittu). Ma quello che non deve mancare sono “le pittule”: si fanno in diversi modi: senza niente, alla pizzaiola o col pesce soprattutto seppia).

Ultima pastorale prima di natale, si mangiano “pittule, rape e baccalà”.

Immacolata

Il Pontefice Pio IX l’8 dicembre 1854 con la Bolla Pontificia “Ineffabilis Deus” proclamava il dogma dell’Immacolata Concezione, che sancisce come la Vergine Maria sia stata preservata immune dal peccato originale fin dal primo istante del suo concepimento, privilegio concesso dalla potenza divina a Maria, non per i suoi meriti, ma per i meriti di Gesù Cristo che doveva essere partorito da quel grembo benedetto da Dio. Tale dogma non va confuso con il concepimento verginale di Gesù da parte di Maria, in quanto sono due questioni teologiche ben distinte, nonostante ci siano delle apparenti similitudini. Tale dogma, non espresso esplicitamente nella Sacra Scrittura, fu confermato dalla stessa Santa Vergine nel 1858 durante le sue apparizioni a Lourdes; qui la nostra Madre Celeste, durante le apparizioni alla giovane Bernardette, contadina quattordicenne del luogo, affermò esplicitamente di essere “L’Immacolata Concezione”, dando così conferma decisiva al dogma che il Sommo Pontefice aveva solennemente dichiarato. Intensa è stata sempre la fede e la devozione, da parte dei credenti, verso Maria Immacolata e in Gallipoli questo dogma mariano è stato sempre particolarmente venerato. Nella città ionica, infatti, da sempre la Confraternita dell’Immacolata  cura e diffonde il culto verso la Vergine Immacolata, con una novena di preparazione alla memoria liturgica, che si conclude il giorno della vigilia della festività, quando ha luogo la processione con il simulacro di Maria Immacolata per le vie del centro storico dove, durante il pellegrinaggio, le preghiere dei fedeli si intervallano con la dolce nenia della pastorale gallipolina, eseguita da alcuni musicanti; il giorno della festa liturgica, poi, che ricade l’8 Dicembre, vi è la solenne celebrazione liturgica conclusiva, che vede la partecipazione di numerosi fedeli. Come per altre ricorrenze liturgiche, anche per la festività di Maria Immacolata il popolo gallipolino è solito ricordare tale ricorrenza anche a tavola: infatti il giorno della vigilia, dopo il digiuno della mattinata, si è soliti a pranzo degustare una “puccia”, condita rigorosamente con tonno, alici e capperi, rispettando e perpetuando così antiche consuetudini marinare, mentre a cena viene generalmente riproposto il classico menù natalizio gallipolino, fatto di calde e croccanti “pittule”, rape stufate e un ottimo baccalà, preparato nei modi più svariati.

a cura di Cosimo Spinola.

Questa festa come Santa Teresa Matre (il 15 di ottobre), San Martino (l’11 di novembre), Santa Cecilia (il 22 di novembre), Sant’Andrea (il 30 di novembre) e Santa Lucia (il 13 di dicembre); sono feste di casa che ci avvicinano al Natale.

Staff via Agrigento

Lo Staff di via Agrigento sono da anni che cura la realizzazione di eventi di tradizione gallipolina. Tra questi il tradizionale Pupo di capodanno.

Insieme allo Staff di via Varese hanno creato il nuovo sodalizio Reunion group.