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Arcobaleno su… Tanzania

Arcobaleno su… Tanzania

L’Associazione “ARCOBALENO SU… TANZANIA” svolge, in detta nazione, attività di cooperazione e sviluppo. Il nostro è un gruppo di volontari laici che si adopera nell’esaminare e nel risolvere microprogetti relativi a problemi riguardanti l’educazione scolastica, la sanità e l’alimentazione, includendo anche eventuali interventi presso gli orfanotrofi, i centri di accoglienza per anziani e ammalati di AIDS, nonché gli ammalati di lebbra. La raccolta di fondi avviene attraverso la conoscenza diretta delle persone o gruppi che ci vogliono sostenere e ai quali viene rilasciata relativa dichiarazione e ampia documentazione del nostro operato svolto in Tanzania oppure con versamento attraverso conto corrente postale.T eniamo a precisare che i micro-progetti da noi sostenuti vengono realizzati durante la nostra permanenza in Tanzania e che non viene inviata alcuna somma di denaro in anticipo, a meno che non vi siano tutte le garanzie richieste.

Ampalea dei Leoni

L’Associazione Ampalea Dei Leoni costituitasi a Gallipoli ha come fondamento l’Arte, la Tradizione e la Musica. L’evento clou è “Fiamme Di Stelle” che si svolge il 30-31 dicembre presso il Lungomare Galileo Galilei (altezza Piazza Falcone-Borsellino). Due giorni di musica, con la presenza di una gigante opera in cartapesta sotto un cielo illuminato dai fuochi d’artificio. Il protagonista di questo evento è “Lu Pupu Te Fine Annu”, una delle tradizioni più antiche di Gallipoli piena di folclore ed usanze  che si perdono nella notte dei tempi. Il 31 dicembre, allo scoccare della mezzanotte,  il manufatto in cartapesta raffigurante un anziano signore, viene bruciato e fatto scoppiare, scacciando così,  con il fuoco purificatore, tutte le cattiverie ed i malesseri dell’anno passato, celebrando il giusto connubio tra la fine dell’anno vecchio e l’inizio dell’anno nuovo. A Pasqua invece la tradizione dello “sparo della Carema”, i ragazzi dell’ampalea dei leoni vi aspettano all’incrocio tra via Specolizzi via Cordova.

Santa Rita – 22 maggio

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FESTA DI S. RITA

Programma:

14-21 Maggio NOVENA

ore 18:00 Santo Rosario – Vespri

ore 19:00 S. Messa

22 Maggio

FESTA DI S. RITA

ore 11:30 S. Messa e Supplica alla Santa

ore 18:00 Santo Rosario – Vespri

ore 19:00 S. Messa

ore 20:00 Processione per le vie della Città nuova.

Al termine benedizione delle rose.

Rita nasce  a Roccaporena, una frazione di Cascia (PG),nel 1371 da Antonio Lotti e Amata Ferri, entrambi molto religiosi, che le impartirono un’educazione improntata sui Valori Cristiani, tanto che sin da piccola nutrì il desiderio di consacrarsi a Cristo, ma i genitori la indirizzarono verso il matrimonio. Così, intorno al quindicesimo anno di età, sposò Paolo Mancini, uomo di nobile stirpe e dall’indole orgogliosa ed autoritaria, dal quale ebbe due figli.

La nostra Santa, per ben diciotto anni di vita coniugale, si dedicò totalmente alla sua famiglia, impartendo ai figli un’educazione religiosa e suscitando una conversione nel cuore del marito riavvicinandolo alla fede, ma ben presto la tranquilla vita coniugale fu sconvolta dall’assassinio del marito Paolo, ucciso da alcuni suoi amici a causa di alcuni rancori mai sopiti.

Rita, credente fino in fondo, perdonò gli assassini di suo marito ma si angosciò profondamente quando capì che i suoi figli ardevano dal desiderio della vendetta. Si affidò allora alla preghiera, auspicando addirittura la loro morte fisica piuttosto che vederli responsabili di un omicidio che li avrebbe resi schiavi dell’odio e della violenza, sentimenti che inevitabilmente conducono alla morte spirituale. Poco tempo dopo i due ragazzi si ammalarono contemporaneamente ed entambi morirono. Rimasta sola, Rita si consacrò totalmente a Dio entrando nell’ordine agostiniano, dove visse in santità e letizia fino al giorno della sua morte, avvenuta il 22 Maggio del 1457.

La vita religiosa della Santa era caratterizzata dalla preghiera più fervente e da un’intensa vita contemplativa, dove riusciva a cogliere e ad assaporare la dolcezza dell’Amore di Cristo, che inevitabilmente trasformava il suo animo rendendola “Alter Christi”. Basti pensare che la sera di un Venerdì Santo, dopo la predica di Fra’ Giacomo della Marca, mentre era in profondo raccoglimento dinanzi ad un Crocifisso, meditando sui dolori della sua Passione, ricevette una spina dalla corona di Cristo conficcata sulla fronte, segno di una profonda unione sponsale, ormai instauratisi, tra Rita e Cristo suo sposo. Rita, dopo la sua canonizzazione, è stata sin da subito amata e venerata da una moltitudine di fedeli, sparsi in ogni dove, e ancora oggi il tempio, nel piccolo paesino umbro di Cascia, dove riposano le sue spoglie mortali, è visitato ogni anno da migliaia di devoti, che impetrano  la sua intercessione per ogni tipo di grazia spirituale e corporale.

Nella nostra Gallipoli la devozione verso la Santa dei “casi disperati ed impossibili” è molto diffusa, ed una associazione di laici ne cura il culto nel piccolo Santuario di Santa Maria del Canneto. Infatti nel giorno della vigilia della sua festa liturgica vi è la processione, con il simulacro della Santa, per le vie della città, dove durante il pio pellegrinaggio vengono recitati inni e preghiere in onore di Rita, mentre nel giorno della sua memoria liturgica vi è, nel piccolo Santuario, la solenne celebrazione liturgica e la consueta benedizione delle rose, fiore da sempre dedicato alla nostra Santa.

a cura di Cosimo Spinola