Casa della Carità San Francesco d’Assisi – Gallipoli

Nessun testo alternativo automatico disponibile.Casa della Carità San Francesco d’Assisi – Gallipoli. L’Associazione nasce per garantire un’adeguata gestione alla Casa della Carità “San Francesco d’Assisi”, espressione dell’amore verso i poveri di Gallipoli




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Casa della Carità San Francesco d’Assisi – Gallipoli – Via Carlo Muzio, 8 – 73014 – Gallipoli (Le)

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phone +39.0833.26.61.74

phone 

https://www.facebook.com/Associazione-Casa-della-Carit%C3%A0-San-Francesco-dAssisi-Gallipoli-158221107908699/


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Max Hamlet Sauvage

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Max Hamlet Sauvage: È nato sotto il segno del Capricorno il 19 gennaio 1950 a Gallipoli (Lecce) – Italia.

Vive e lavora in Italia e in Francia.

Nel 1969 segue i corsi di pittura della Scuola d’Arte Castello Sforzesco di Milano e succesivamente frequenta l’atelier di Arti incisorie sotto la guida del professor Pasquale D’Orlando. Nel 1972 frequenta i corsi della scuola libera di Anatomia a Brera (Milano).

Nel 1984 si iscrive ai corsi di fotografia all’Istituto ISAD con Luciana Mulas e succesivamente al Circolo Filologico Milanese (sezione fotografica) con l’insegnante prof. Virgilio Carnisio.

Fotografa dal 1970.

Ha incontrato molti artisti famosi nella sua vita.

Per saperne di più sull’Artista cercare su:

www.maxhamletsauvage.com

email: info@maxhamletsauvage.com

youtube film/interviste

facebook

contatti: tel. 333.824.38.42

Gli uccelli sono sempre stati importanti per me, perchè vanno dove vogliono, si posano dove possono e sono liberi. io prendoqueste penne degli uccelli e le utilizzo per un cerimoniale, perchè esse sul mio copricapo circondano il, creatore.
Tra tutti gli uccelli, l’aquila, che si libre nei cieli più alti, è la più vicina al creatore e le sue penne sono le più sacre di tutte.
E’ l’uccello più nobile, ecco perchè appartiene al popolo degli dèi” “Io sono la terra, i miei occhi sono il cielo. i miei arti sono alberi. io sono la roccia, la profondità dell’acqua.
Io non sono qui per sopraffare o sfruttare la natura. Io stesso sono l’animale e la natura.”

Max sauvage, 2012

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LA NUDITA’ DEL CORPO NEL MONDO MISTERIOSO FEMMINILE VISTO DA MAX HAMLET SAUVAGE
 
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A proposito della razza umana

Agli albori dell’umanità i bianchi erano negri, poi con il passare dei millenni si sono scoloriti. Sul nostro pianeta non esistono razze ma semmai esiste la razza umana che ha subito alcune mutazioni nel corso del passare dei millenni. L’uomo dei primordi nacque nelle selvagge savane dell’Africa Orientale circa 2 milioni e mezzo di anni fa e che all’incirca dopo un milione d’anni, invase l’Asia e altre terre che vennero chiamate Europa con delle migrazioni effettuate dall’Homo-erectus, che invase i continenti. Personalmente mi limito a ripetere che sul nostro pianeta esiste in realtà una sola razza umana la quale ha subito molte variazioni, per le diversità delle culture. Questa mia affermazione non vuole essere la dimostrazione d’una mia superiore conoscenza della Paleoantropologia, che con altre scienze studia i fenomeni della vita umana, seguendone le trasformazioni e lo sviluppo, ma semmai viene da me consolidata dal desiderio di convalidare una verità che è fondamentale per i nostri futuri destini, se riusciremo a capire che in definitiva la nostra razza umana è una grande fratellanza indivisibile: quindi aboliamo ogni oscuro nazionalismo, ogni differenza e ogni xenofobia.

(2004)

Riflessioni sulla mia pittura

La mia pittura è ben lontana dalle immagini oggettive prefabbricate di consumo merceologico degli artisti pop statunitensi, di Roy Lichtenstein e Andy Warhol. Il mio surrealismo s’ispira a Savinio, De Chirico, Dalì, Ernst, Magritte, Masson e Tanguy e altri protagonisti del surrealismo storico. Le provocatorie proposte dell’etica ed estetica surrealista sono così rivisitate in chiave “cartoonistica”. Marxismo e psicanalisi confluiscono nella concezione del surrealismo storico fondato, come scriveva Breton, “sull’idea di un grado di realtà superiore”. Per certi aspetti vi sono analogie accostabili ad Alberto Savinio. Le metamorfosi di Savinio, però, sottolineano il grottesco e lo stupore di una mitologia di cultura ellenica che resta ancorata al suo senso d’origine mediterranea della Magna-Grecia. Le mie metafore invece, in chiave ornitologica, mirano a classi sociali precise e denunciano, spero con ironia, la “cronaca quotidiana dell’attuale società industrializzata in preda alla catastrofe e al turbine di una nevrosi collettiva”. (1977)

Max Hamlet Sauvage, 1993

Max Sauvage, un neo-surrealista esistenziale

A prima vista appare un artista pop, allineato alle forme espressive di personaggi come Roy Lichtenstein ed Andy Warhol, è lui stesso tuttavia a denunciare la propria distanza da quel modo di fare arte: “La mia pittura” – dice – “è ben lontana dalle immagini oggettive prefabbricate di consumo merceologico che caratterizzano gli artisti pop statunitensi. Nel suo lavoro, il fumetto è elaborato e rivisitato: le mitologie quotidiane della nostra epoca sono demistificate in una dimensione sociale, metaforica e surreale. Max Hamlet Sauvage fa propria la provocatorietà delle opere surrealiste: si ispira a Magritte, Savinio, Ernst, Dalì, anche se poi decide di adottare la tecnica dell’illustrazione e del fumetto, per rivivere e ripercorrere tutte queste eredità. I suoi dipinti e le sue sculture finiscono per avere una forte carica ironica, interni di ville, scene di battaglia, ambienti metropolitani degradati, vengono rappresentati con una forte carica di barbarie e di violenza, assumono il significato di spezzoni di critica sociale, su cui, tuttavia, si cala sempre una dose di amara ironia, che trasfigura i personaggi trasformati da esseri umani, ad improbabili esseri, metà uomini, metà animali, con teste di uccello o di lupo. Le creature di Max Hamlet Sauvage sono creazioni biologiche in un certo senso contro natura che non perdono la propria dimensione mitica. Hamlet ci mette di fronte con le proprie opere a squarci di vita quotidiana in cui l’umanità viene smascherata nella propria natura bestiale fino ad apparire, forse in una propria dimensione autentica, una galleria di personaggi mitologici che non hanno più nulla di umano.

Stefano Ravaioli, 1997 (giornalista)


{tab=Scultura}

Le muse mitologiche di Hamlet Sauvage

La sapienza compositiva e l’espressività drammatica di Max Hamlet fondono un nuovo momento lirico, d’artista con molte parti di sé inedite, nel tema scultoreo-plastico. La versatilità di Max Hamlet approda ad una scultura di desideri che comprende la magia: arriva in un Eden segreto che fa ritorno ad una intimità significante, risultato espressivo di sentimenti dagli uomini semi-animali e dai pennuti canterini. Lo scultore non rincorre soltanto la conoscenza visiva, ma il fantasma della poesia attraverso tagli e prove di combinazioni formali che incide impietosamente nelle esperienze più tragiche e morfologiche; una scultura cioè che è specchio dell’anima di una sostanza umana oltre che di una inquietudine culturale. L’arte di Hamlet assume le vicende, gli accidenti, gli eventi della vita quotidiana, pietrificata e tormentata, un impegno ideologico di un uomo costante nel riconoscere le contraddizioni degli uomini e i drammi della nostra epoca. Queste sue prime sculture di bronzo, sono un’altra presenza qualificata del suo lavoro, sono realizzate per dare dimensioni ulteriori alle sue mises en scene pittoriche animate e abitate da mitologemi zoomorfi tra ironiche iconografie pop. “Intende misurarsi con Dalì scultore”, è stato detto da chi tra i primi ha visto tali sculture. Forse perché Max Hamlet tratta i metalli come Dalì li ha trattati, per ottenere policromie altrimenti impossibili e per far significare dettagli altrimenti irrilevabili. Forse perché la bizzarria composita s’impone all’attenzione più che l’ironia intellettiva. Forse perché i riferimenti al surrealismo sono numerosi e pertinenti, più che quelli ad ogni altri “ismo”. Il bestiario antropomorfo (così come le figure umane zoomorfe), con cui nelle opere pittoriche Max Hamlet Sauvage deride l’iconografia mitologica saviniana, è riproposto in queste sculture scorporato e dotato di una autonomia compositiva tridimensionale che esige spazio tutt’intorno per essere fruita. L’artista ha dato un titolo a questo suo nuovo ciclo creativo: Il sogno scolpito. Sia adottato come traccia per temi esegetici, anche dai suoi notiziatori o recensori occasionali.

Enzo Rossi-Róiss, 1991 (scrittore e critico)

Il divenire scultoreo nel corpo femminile: il nuovo capitolo dell’arte di Max Hamlet Sauvage

La tridimensionalità, ossia la conquista intensa dello spazio, il viverlo fisicamente nella sua definizione ambientale, ha sempre rappresentato una particolare condizione della scultura. Una condizione che ora Max Hamlet Sauvage sperimenta in una serie di lavori, fusi in bronzo o cera persa, che approfondiscono il senso drammatico delle sue metamorfiche configurazioni surrealiste. Stilizzazione e verità dell’oggetto dentro le sue continue trasformazioni strutturano una plasticità tanto organicamente compatta quanto fluidificatamente libera nella genesi delle sue provocanti allegorie. Il tema sviluppato nelle sculture bronzee è quello della donna percepita in tutte le sue dimensioni, dalla fertilità all’eros, dal sentimento al mistero, che la simbologia dell’autore coglie in fervide forme spettacolari dalla approfondita considerazione biologica. Una plasticità che prende corpo nella materia non tanto per una astratta formalizzazione, quanto per una caparbia possessione che filtra nel ritmo del gesto l’istinto di una comunicazione lucidamente austera e fantasticamente stravolta. Una sfida di tecnica che Max Hamlet assume non per azzardo, ma per logico sviluppo di una ricerca artistica in cui la pittura già aveva manifestato la sua determinata spinta alla conquista di nuove dimensioni spaziali. Con i presenti lavori si apre un capitolo inedito nel percorso creativo dell’ar-tista, volto ad indagare relazioni sempre nuove tra l’aspetto onirico del reale ed il drammatico divenire del violento contesto sociale contemporaneo.

Theo Aoristias, 1991 (critico d’arte)

{tab=Fotografie}

LA NUDITA’ DEL CORPO NEL MONDO MISTERIOSO FEMMINILE VISTO DA MAX HAMLET SAUVAGE

Queste mie rapresentazioni foto-ottiche del corpo umano nell’universo femminile, non sono certamente accademiche o pornografiche, nè emanano una carica erotica, nè vogliono documentare scene dell’evoluzione antropologica; hanno le valenze iconografiche di un linguaggio Post-Moderno, con una interpretazione artistica libera e contemplativa dell’espressività corporea.

Giocano perciò un ruolo emozionale che scaturisce dalla percezione, dai meandri misteriosi dell’intimo psichico, dall’inconscio e dal subconscio.

Tessano trame di esperienza di vita vissute e filtrata dalla retina del “Terzo Occhio”, tra significante e significato.

Ho fotografato il corpo di queste dolci ossessioni, con i volti privi di espressione, i lineamenti cancellati per riassumere una nuova comunicazione visiva. Ho trasformato, coprendo il volto con i mascheroidi-uccelli; ho cancellato così l’identità etnografica, fisica e fisiognomica delle tipologie razziali dell’immagine, facendo mimare il corpo, armonizzandolo con il suo insieme.

Ho preferito fermare con questi Click, la luce magica del colore della pelle, il profumo, il pulsare del corpo scoperto, che é meno noioso dei modelli vestiti che sfilano alle passarelle delle vanità degli Show-Room e nei tediosi e celebri imperi della moda.

MAX HAMLET SAUVAGE


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{tab=Esposizioni}

1990 Seleart – Novegro (Milan) Galleria Severgnini Cernusco sul Naviglio (Milan)
1991 Museo di Milano – Milan Galleria S. Michele – Brescia Museo Fondazione “R. Brindisi” Ferrara
1992 Galleria Severigni Cernusco sul Naviglio (Milan) Exhibition at the Arte Fiera Bologna
1993 Exhibition at the Arte Fiera Bologna Galleria d’Arte Cortina – Milan Expo Fiera – Verona
1994 Spazio prospettive – Milan
1995 Miart 95 – Milan
1995 Etruriarte 6 – Venturina
1995 Fondazione Museo – Brindisi. Lido di Spina – Ferrara
1995 Centro A.C.A.M – Ferrara
1996 Galleria Bergman 33
1996 Galleria Pallas – Prague
1997 Galleria Pyramida – Prague
1998 Centre Civique Milan 2 – Segrate Milan
2000 Forum du Casino de Hyères – Musée – Galerie Honoré Camos Bargemon
2001 Galerie le Bosphore – La Seyne sur Mer
2001 Salle Polyvalente – Belgentier
2002 Maison de la Culture “Paul Hermitte” – Signes
2002 Casino de Bandol – Bandol
2002 Château des Chaberts – Garéoult
2002 Grand Cafè de la Rade, Tolone (Francia)
2002 Maison du Cygne, Six Fours les Plages (Francia)
2003 Salle Polivalente Gareoult (Francia)
2004 Caroli Hotels Gallery, Gallipoli (LE) – Italia
2005 Club Bellavista, Gallipoli (LE) – Italia
2005 Alice Living Art Gallery Gallipoli (LE)
2006 Open-Space Surrealist Art Gallery Tuglie (LE)
2007 Casa degli artisti, Gallipoli (LE)

2007 Parabita in Arte, Parabita (LE)
2007 Palazzo Balsamo, Comune di Gallipoli (LE)
2008 Art Nike Galery, Nardò (LE)
2008 Art Spazio Udine
2009 Palazzo Orgnani, Martina, Venzone (UD)
2010 4

2011 3 (Officine Cantelmo, Lecce) 

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Maurizio Nocera

foto maurizionocera

Maurizio Nocera: Nato a Tuglie (Lecce) nel 1947.
Scrive dal 1969. Ha pubblicato: (con Antonio L. Verri) Dieci anni in rivista 1979-1988. Lettere a “Pensionante de’ Saraceni (1990); Antonio Antonio. Fabbricante d’armonia (1998); Compianto (2001); Totò Franz, altrimenti detto Totò Toma (2002); Il Fanalista d’Otranto (2003); Antonio o dell’Amicizia (2003); Figli, vostro padre uccidete/ La lama del tenente (2004); Crepuscolo nel Mare di Gallipoli (2004); Il morso del ragno. Alle origini del tarantismo (2005); Compagno sai dirmi dov’è l’officina riparazione sonetti? (2005).
Per conto dell’Associazione Ernesto De Martino-Salento di Calimera, ha curato la pubblicazione della collezione di “Quotidiano dei poeti” (2002) e, per conto dell’Istituto Diego Carpitella di Melpignano, la collezione di “Pensionante de’ Saraceni” (2004).
Ha curato e pubblicato l’inedito di Salvatore Toma, Cara Babi ti amo da morire sempre (2002).



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BIBLIOGRAFIA di Maurizio Nocera

libro crepuscolonelmaredigallipoli libro fattididolore libro ilfanalistadotranto libro neruda100anni libro pensionantedesaraceni antonioverri


1979
Alla nuova Albania , a cura di Maurizio Nocera , Circolo di Gallipoli dell’Associazione Nazionale Italia-Albania, Editrice Salentina, Galatina 1979.
1980
Mozione di sfiducia, firmato M. G. N., in  “Caffè Greco”, Lecce, ottobre 1980.
1981
Il compagno Pietro, firmato M. G. N., in “Caffè Greco”, Lecce, maggio 1981.
Io non obietto, maŠ(prima parte),firmato M. G. N., in “Il Corriere Nuovo”,  Galatina, 14 novembre 1981.
Io non obietto, maŠ(seconda parte)firmato M. G. N., in  “Il Corriere Nuovo”, Galatina, 19 dicembre 1981.
Giuseppe Ianne/ Poesie dai rovi, in “Il Corriere Nuovo”, Galatina, 19 dicembre 1981.
Appello per la vita, per la pace, contro la guerra nucleare, firmato M. G. N., in “Il Corriere Nuovo”, Galatina, 25 dicembre 1981.
1982
Emanuele Barba, medico, patriota e scrittore gallipolino, in  “Il Corriere Nuovo”, Galatina, 30 gennaio 1982.
Tra i contadini del Salento, firmato M. G. N., in  “Il Corriere Nuovo”, Galatina, 30 aprile 1982.
Emanuele Barba: titoli e meriti, in “Crescita Democratica”, Muro Leccese, maggio 1982.
Garibaldi e il Salento. Ricordi di Emanuele Barba, in “Il Corriere Nuovo”, Galatina, 31 maggio 1982.
I Ricordi Garibaldini di Emanuele Barba, in “Il Corriere Nuovo”, Galatina, 30 giugno 1982.
Diario d’Albania, in “Il Corriere Nuovo”, Galatina, 26 settembre 1982.
Il paese delle aquile, in “Il Corriere Nuovo”, Galatina, 24 ottobre 1982.
Garibaldini del Salento, in “Crescita Democratica”, Muro Leccese, 31 ottobre 1982.
Una lettera inedita di Emanuele Barba a Timoteo Riboli, in “Il Corriere Nuovo”, Galatina, 25 dicembre 1982.
Garibaldi e il Salento (Ricordi garibaldini di Emanuele Barba), in occasione delle celebrazioni garibaldine 1882-1982, Ediz. de Il Corriere nuovo, Galatina 1982.
Andare oltre (poesia), in “Pensionante de’ Saraceni”, aprile-maggio 1982.
Cultura di parole (poesia), in “Pensionante de’ Saraceni”, luglio-agosto 1982.
Compagno, sai dirmi dov’è l’officina riparazione sonetti?  (poesia), in “Pensionante de’ Saraceni”, novembre-dicembre 1982.
1983
A Rafael Alberti poeta della pace (poesia), in “Pensionante de’ Saraceni”, gennaio-febbraio 1983.
Ricordi Joyce? (poesia), in “Pensionante de’ Saraceni”, marzo-aprile 1983.
Comizio in piazza Garibaldi, firmato con lo pseudonimo Giovanni Craone, in “Crescita Democratica”, Muro Leccese, 13 maggio 1983.
Praga 1983 (poesia),  in  “Nuovi Orientamenti” n°79-80, Gallipoli, giugno 1983.
Postille a Garibaldi, in “Lecce e Garibaldi”, Capone Editore, Galatina 1983.
Da Praga un appello per la pace nel mondo, in “Quotidiano di Lecce” 22 luglio 1983.
Albania oggi, in “Nuovi Orientamenti”, n. 81, Gallipoli, settembre 1983.
Diario di Praga, in “Il Corriere Nuovo”, Galatina 27 ottobre 1983.
La Moldava è un nastro rilucente, in “Il Corriere Nuovo”, Galatina, 27 ottobre 1983.
Sull’attuale stato di conservazione delle abbazie di San Mauro e San Salvatore  nell’antico agro della città di Gallipoli, in “Cultura Salentina e proposte”, Società di Storia Patria per la Puglia – Sezione di Gallipoli, Congedo Editore, Galatina 1983.
Elenco degli scritti di Domenico De Rossi, in “Cultura Salentina e proposte”, Società di Storia Patria per la Puglia – Sezione di Gallipoli, Congedo Editore, Galatina 1983.
1984
Tommaso Fiore, un grande meridionalista, in “Il Corriere Nuovo”, Galatina, 31 marzo 1984.
Spigolature salentino-albanesi, in “Contributi”, a. III, n. 1, Congedo Editore, Galatina 1984.
Luigi Maggiulli: la vita, l’opera, in “Muro Leccese” , a cura di M. De Marco,  Edizioni del Centro di cultura sociale e ricerche archeologiche “San Domenico” di Muro Leccese, Galatina 1984.
Bonaventura Mazzarella negli scritti inediti di Emanuele Barba, in “Nuovi Orientamenti”, a. XV, n. 87, Gallipoli 1984.
1985
Badisco ’84: l’arte prima della storia / Tarsie di Enzo Fasano , a cura di Maurizio Nocera,  Alezio 1985.
La vita e la morte nell’ultimo romanzo di Bernardini, in “Il Corriere Nuovo”, Galatina, 31 gennaio 1985.
1986
Raffigurazione dell’assedio del 1484 negli stemmi araldici dei sindaci gallipolitani (con V. Vinci), in  Atti del Convegno nazionale su “La presa di Gallipoli del 1484 ed  i rapporti tra Venezia e Terra d’Otranto” (Gallipoli,, 22-23 settembre 1984),  Società di Storia Patria per la Puglia – Sezione Convegni XVI, Bari 1986.
Albania oggi , a cura di Maurizio Nocera , Circolo di Lecce dell’Associazione Nazionale Italia-Albania, Alezio 1986.
Il X Congresso provinciale dell’Anpi, in “Il Corriere Nuovo”, Galatina, dicembre 1986.
1987
Patria e Libertà, in “Il Corriere Nuovo”, Galatina, maggio 1987.
1988
Per il Cile, in “La via del Cile” , a cura di Maurizio Nocera , Comune di Martignano,  Alezio 1988.
Salvatore Toma: Le rane hanno il pancino chiaro (con A. Verri), Cartella Edizioni Dopopensionante, carte sciolte 79, Lecce 1988.
Il ’68 vive, in  “Il ’68: cultura e cinema” , a cura di V. Camerino, Capone Editore, Cavallino 1988.
La pittura immaginale di Oronzo Coluccia, in “Il Corriere Nuovo”, Galatina, febbraio 1988.
40° anniversario della Costituzione Repubblicana, in “Il Corriere Nuovo”, Galatina, aprile 1988.
È ancora possibile la soluzione della Questione Meridionale?, in “Il Corriere Nuovo”, Galatina, giugno 1988. 
La lettura immaginale di Oronzo Coluccia, Nuova Emme, Lecce 1988. 
1989
Gallipoli e il 40° della Costituzione, in “Il Corriere Nuovo”, Galatina, gennaio 1989.
1990
Achille oh Achille in “On board”   n.II , Lecce, aprile-maggio 1990. 
Georges Lapassade, Stati modificati e transe (traduzione dal francese di M. Nocera con R. Curcio e P. Fumarola), Editrice Sensibili alle foglie, Roma 1990.
Lucio Conversano: In rari giorni, lontano da Modì (con A. Verri), Cartella Edizioni Dopopensionante, carte sciolte 57 Lecce 1990.
Enzo Sozzo: l’uomo, l’opera , a cura di Maurizio Nocera, Alezio 1990.
Ezechiele Leandro: Il soldato di filo di ferro (con A. Verri), Cartella Edizioni Dopopensionante, carte sciolte 91, Lecce 1990.
Gaetano Martinez: una bellezza disperata (con A. Verri), Cartella Edizioni Dopopensionante, carte sciolte 94, Lecce 1990.
Il cielo in testa – Disegni di Edoardo De Candia “Excelsus Magister” (con A. Verri), Cartella Edizioni Dopopensionante, carte sciolte 226,  Lecce 1990.
Di undici sauri del colore del Salento e di altro ancora, in “Le carte del saraceno:  progetti e visualità dalla Regione Salento” ( a cura di A. Verri), Erreci edizioni, Centro culturale “Pensionanti de’ Saraceni”, Maglie 1990.
Dieci anni in rivista 1979-1988: l’inedito, (con A. Verri), Banca Popolare Sud Puglia, Lecce 1990.
Omaggio al Salento, a cura di Maurizio Nocera, Otranto agosto 1990.
Oronzo Coluccia, Il divino pensiero (Autobiografia di un naif) , a cura di Maurizio Nocera, Editrice salentina, Galatina 1990.
1991
Raffaele Spada: S/Fondali , a cura  di Maurizio Nocera,  Centro culturale  “Pensionante de’ Saraceni”, Alezio 1991.
W l’Italia W Raiuno (poesia), in “Ballyho/Quotidiano di comunicazione”,  n. IV, 19 maggio 1991.
Intervista a Sergio Vuskovic Rojo in “Ballyho/Quotidiano di comunicazione”  n.VI, 22 maggio 1991.
Norman Mommens  in  “Ballyho/Quotidiano di comunicazione” n. IX, 25 maggio 1991.
Storia minima di Arsapo in “Ballyho/Quotidiano di comunicazione”  n.XIII, 30 maggio 1991.
Conversando di letteratura con Aldo De Jaco, in “Titivillus” n.I, luglio 1991.
I rischi dell’umanità  in “Titivillus” n.I, luglio 1991.
Sud Sound System  in “Titivillus” In.I, ottobre 1991.
Cittadini del Mediterraneo in “Titivillus”  n. III, novembre 1991.
1992
L’arrivo dello spirito in “Titivillus” n.IV, gennaio 1992.
1993
La Costituzione italiana proibisce l’impiego delle nostre forze armate al di fuori dei  confini nazionali, in Atti del Convegno “Giù le armi”, Roma 13-14 marzo 1993.
1994
Ad Antonio L. Verri (nota), in “Mostra fotografica a Cursi 12-24 marzo 1994”, a cura del Laboratorio Santa Maria del Paradiso, Lecce 1994.
Testi in “La danza della piccola taranta. Cronache da Galatina (dalla parte dei protagonisti): 1928-1993. A memoria d’uomo” di Giorgio Di Lecce, Roma 1994.
L’arte prima della storia  in  “Enzo Fasano: l’intarsiatore alla ricerca della felicità” , a cura di Maurizio Nocera,  Editrice salentina, Galatina 1994.
Intervista alla famiglia De Raho, in “ Francesco De Raho, Tarantolismo nella superstizione e nella scienza”, Sensibili alle foglie editore, Roma 1994.
Testi e interviste in  “La danza delle spade”, di Giorgio Di Lecce, Sensibili alle foglie editore,  Roma 1994.
1995
Enzo Sozzo , La valigia: vita vissuta di pittore, partigiano, comunista, a cura di Maurizio Nocera e C. Sozzo, Conte Editore, Lecce 1995.
Testo – Prefazione di G.Lapassade  in “Morso d’amore”  di Luigi Chiriatti,  Capone editore, Cavallino 1995.
Una presenza nel Santuario di Badisco: le impronte di mani (con C. Giannuzzi),   in “Note di Storia e di Cultura Salentina” (Società di Storia Patria per la Puglia – sezione di Maglie),  a. VIII, Argo Editrice, Lecce 1995.
1996
Nel Salento torna la tarantola, ma può tornare?, in “Olis: idee per la nuova era”,  a. 3, n. 19, novembre 1996, Roma 1996.
Divinità a Porto Badisco (con C. Giannuzzi), in “Apulia,” n. III,  Matino 1996.
Cipro: un altro luogo di frontiera, in “Pietre/ Giornale dei Comuni del Salento”, Tricase, settembre-dicembre 1996.
1997
Per Giuseppe Alberganti, in “Giuseppe Alberganti, Una vita per i lavoratori”, Centro Gramsci, Lecce, gennaio 1997.
Malta, isola della Grande Madre, in “Pietre”, Tricase, luglio 1997 e aprile 1998.
La concezione materialista del mondo dinanzi alle sfide del Terzo Millennio, in occasione del IV Centenario della nascita di Cartesio (con G. Amata e A. Calabria), Alezio 1997.
Emanuele Barba e lo Spartaco di Gallipoli, in “Note di Storia e di Cultura Salentina” (Società di Storia Patria per la Puglia – sezione di Maglie e Otranto), a. IX,  Argo Editrice, Lecce 1997.
Il porto di Otranto: cenni storici, in “Otranto e il mare” ( a cura di Lino Piconese), Lega Navale Italiana – Sezione di Otranto, in occasione dei Cento Anni della Lni 1897-1997 e dei Trenta anni della Sezione di Otranto  1966-1996, Conte Editore, Lecce 1997.
Nel Salento torna la tarantola, in “Tarantismo” , a cura di Luigi Chiriatti, Gino Bleve Editore, Tricase 1997.
Andando con Verri per un Salento di pietre in “Pietre” , Tricase aprile 1997. 
“Che” guerrigliero eroico, in “Pietre”, Tricase, novembre 1997.  
1998
Nazim Hikmet: Senti fratello mio, in “Pietre”, Tricase, febbraio 1998.
Nazin Hikmet, La conga con Fidel (cura, testi e traduzione di M. Nocera e J. Lussu), Bleve editore, Tricase 1998.
Antonio Verri: fabbricante di armonia (con Luigi Chiriatti e Fernando Bevilacqua), Istituto “Diego Carpitella” di Alessano, Calimera, Cutrofiano Melpignano, Sternatia, Alezio 1998
A Torrepaduli il rito di San Rocco in “Il rito di San Rocco”, videocassetta a cura dell’Ass. NuovAracne, Torrepaduli 1998.
Prefazione  in “Francesco Vespoli, Incontri cubani. Personaggi interpreti della Cuba di oggi”, Essenziale Edizioni, Calimera 1998. 
Per Antonio Verri, in  “Libero Cantiere”, Lecce, maggio 1998.
“Caro Silvio Caro Pantaleone” di Silvio Nocera, a cura di Maurizio Nocera, Ideemultimediali, Galatina 1998.
Soggiorno a l’Avana, in “Pietre”, Tricase, agosto 1998.
Maria Martner, artista delle pietre (con Ada Donno), in “Pietre”, Tricase  ottobre 1998.
1999
Ciao Joyce, amica del cuore, in “Pietre”, Tricase, marzo 1999.
Redazione della parte italiana in “Enver Hoxha, Ricordi “, a cura di Ilir Hoxha, Tirana 1999.
Quella volta che Totò Franz chiese di Aoh! (poesia), in  “Spulp Art Factory Industries”, Lecce, ottobre 1999. 
2000
Il presepio di Crono (poesia), in “Spulp Art Factory Industries”, Lecce, maggio 2000.
Sangue della mia terra in “Catalogo d’arte Paola Scialpi”, Lecce 2000.
Testo in  “Mito e Tarantismo”,  a cura di  Paolo Pellegrino, Pensa, Lecce 2000.
Luigi Stifani di Nardò, in “Io al santo ci credo. Diario di un musico delle tarantate”, di Luigi Stifani, Alezio 2000.
Salvatore Toma poeta in “Apulia”  n.I, marzo 2000. 
Il canto di Cristina di Uggiano la Chiesa in “Ernesto De Martino/la Puglia, il Salento” di Maurizio Merico, Esi, Salerno 2000.
Il naso di Tore, in “il Cocchiere dei Sogni”, Vignacastrisi, giugno 2000.
Vittore Fiore: poeta nato sui mari del tonno, in “Libero Cantiere”, Lecce, dicembre 2000.
Che Gran Bazar la vita (poesia) in “Libero Cantiere”, Lecce, dicembre 2000
Antonio Verri. Schegge del contesto di Ada Donno e Rita Goffredo,  a cura di Francesco Saverio Dodaro e Maurizio Nocera, Lecce 2000. 
2001
Transe e tarantismo. Intervista a Salvatore che vive in un paesino del Salento, Kurumuny, Calimera, dicembre 2001.
Testo in “Kurumuny”, di Luigi Chiriatti,  Kurumuny Edizioni, Calimera dicembre 2001.
A sud di ogni altro sud: identità ancestrali in “Terra salentina/i sud e le loro arti”, Arnesano 2001.
Fumata sullo scoglio di Badisco (poesia) in “Limini” a.V, luglio/agosto 2001, Lecce 2001.
no due e tre! Bull Boys, Bull Boys (poesia) in “Il Bardo” a. XI, n.1, luglio-agosto 2001.
Ottocento parabitano: Gaetano Vinci (I Parte), in “NuovAlba”, ottobre 2001, Parabita 2001.
Ottocento parabitano: Gaetano Vinci ( II Parte) in “NuovAlba”, dicembre 2001, Parabita 2001.
La contrada del poeta (poemetto) in “Ventinove giugno duemila. Antoine De Saint-Exùpery Centenarie”, a cura di Maurizio Nocera, Grazia Chiesa, Pierre Restany, Antonio Massari , D’Ars Edizioni 2001.
Alcuni dubbi sul significato del toponimo “Maglie” (con Cosimo Giannuzzi), in “Note di Storia e Cultura Salentina”,  Società di Storia Patria per la Puglia – Sez. Maglie,  2001
I gioielli dell’Alchimia raku di Giovanni Giancane e Antonio Mocavero (cartolina), Lecce 2001.
Canto per Neruda, in  “Neruda Sono un poeta di pubblica utilità”, di Sergio Vuskovic Rojo, a cura di Maurizio Nocera,  Bleveditore, Tricase 2001.
 Mocambo, in “Apulia”, Matino, settembre 2001.
Pietro Scavo non c’è più, in “Pietro Scavo, Imperialismo Revisionismo Socialismo”, Centro Gramsci edizioni, Lecce, novembre 2001.
Segni d’arsapo (poesia), in   “Catalogo Guglielmo Scozzi” Lecce 2001.
Questa Madre, in – il naso di Tore, “Foglie di noce marcite”, Vignacastrisi, febbraio 2001.
Per Gisela Schmeer, in “Gisela Schmeer, Il Panno Rosso, dove si narra di un uomo pizzicato dalla tarantola”,
Capone editore, marzo 2001.
2002
Badisco (poesia), in  “Il Bardo” a. XII, n.1 marzo-aprile 2002.
Il fanalista d’Otranto,  I poeti de “L’uomo e il mare”, Gallipoli 2002. 
Di te fratello indio magliese (poesia) in “Superba è la notte”, Poet Bar n.3, a cura del Fondo Verri e S/Pulp Art Factory Industries, Besa Editore, febbraio 2002. 
Totò Toma, altrimenti detto Totò Franz, a cura di Maurizio Nocera e Antonio Verri, Fondo Verri Libero Cantiere, Amaltea Editore, Lecce 2002.
Immagini del tarantismo. Galatina: il luogo del culto (con Luigi Chiriatti), Capone editore, Cavallino 2002.
em>Compianto (7156 ore), Edizioni del Pescecapone, Carpignano Salentino 2001.
La scomparsa di Angelo Cassinera, in “Angelo Cassinera, Fedeltà alla Resistenza”, Centro Gramsci, Lecce, giugno 2002.
Bavota (poesia), in  “Madrigali d’estate” Parabita 2002.
Il sogno di un poeta contadino, in “Antimo Margiotta, Non solo parole”, Kurumuny-poesia, Calimera  2002.
La pittura onirica di Michela Del Tinto, in  “Michela Del Tinto, La città in-possibile”, Galatina  2002.
L’arsapo che volò(poesia),  in “Il Bardo” a.XII,  n.2 dicembre 2002.
Le civiltà di Badisco, in “Apulia”, Matino, dicembre 2002.  
Quotidiano dei poeti. Collezione completa, a cura di Maurizio Nocera, Associazione Ernesto De Martino-Salento, Calimera 2002.
2003
Gallipoli mon amour (prima parte) in “Anxa News”,  Anno I, gennaio 2003.
Gallipoli mon amour (seconda parte) in “Anxa News”, Anno I, marzo 2003. 
Gallipoli mon amour (terza parte) in “Anxa News”, Anno I, maggio 2003.
Antonio Antonio o dell’amicizia, Il Laboratorio, Parabita 2003.
Emanuele Barba . Le carte storiche del Dott.E.Barba (con Scheda Bio-bibliografica) in  “Anxa News”,  Anno I, settembre 2003. 
Ruderi d’abbazia (poesia), in “Il Bardo” a. XIII, n.2, dicembre 2003.
Con il miele e l’incanto di un sorriso. Il Salento nelle immagini di Annabella Rossi(con Luigi Chiriatti), in “Annabella Rossi e la fotografia. Vent’anni di ricerca visiva nel Salento e in Campania” a cura di Vincenzo Esposito,  Liguori Editore, Napoli 2003.
Teta Petrachi la Capicifera del Salento, in  “Niceta Petrachi, Malachianta. Canti salentini di tradizione orale” Kurumuny Edizioni, Calimera novembre 2003.
Memorie d’altri tempi, in “Peschi e terrarussa”, di Giancarlo Colella,  Edizioni dell’Iride, Tricase 2003.
Domenico De Rossi. Storico e Umanista Gallipolitano, in “Note di Storia e Cultura Salentina”, a. XV, Maglie 2003.
“A.L.Verri  Il pane sotto la neve”, a cura di Maurizio Nocera, Edizioni Kurumuny, Calimera 2003.
Lo splendore delle ceramiche “Raku” di Giovanni Giancane, in “LiberArs”, Arnesano 2003.
2004
L’ultimo Geymonat politico, in “ Il pensiero unitario di Ludovico Geymonat”, Centro Gramsci, Edizioni Nuova Cultura, Teramo 2004.
Carmelo Bene. I primi passi da gigante, Kurumuny Edizioni, Calimera 2004.
Per Isabella Morra e Diego Sandolval de Castro, in  “Diego e Isabella, una tragica storia d’amore”, Nova Siri 2004.
Canto per Neruda (poesia) in  “Neruda. L’invenzione di Valparaiso” di Sergio Vuskovic Rojo, a cura di Maurizio Nocera,   2004
Ernesto Barba figlio del sole (prima parte) in “Apulia” 2004
Ernesto Barba figlio del sole (seconda parte) in “Apulia” 2004 
Ernesto Barba figlio del sole (terza parte) in “Apulia” 2004
“E ti prego di credermi”, in  “Corrado Calò, Semplicemente 26” , Kurumuny-poesia, Calimera 2004.
Zimba, in, “Zimba. Voci, suoni, ritmi di Aradeo” di Giuseppe Migali,  Kurumuny-Edizioni, Calimera 2004.
Il ritrovamento di alcuni manoscritti di Oronzo Pasquale Macrì di Maglie, in “Il Labirinto metrico di Oronzo Pasquale Macrì” di Cosimo Giannuzzi, Congedo editore, Galatina 2004
Il ruolo delle donne nella civiltà messapica  in  “Anxa News”,   Anno II,  gennaio 2004. 
Domenico De Rossi Storico e umanista gallipolitano in  “Anxa News”,   Anno II, marzo 2004.
Nel 1484 i Veneziani assediarono e bombardarono Gallipoli dal mare in  “Anxa News”, Anno II, maggio 2004.
Mattanza di pini! ­ “Bambini”,  in  “Poesia per la Pace”, Lecce 2004. 
Pablo Neruda (Centenario della nascita)  in  “Anxa News”,  Anno II, luglio 2004.
Figli, vostro padre uccidete / La lama del tenente , Edizioni “I quaderni del Bardo”, Copertino  2004.
Prefazione, in “L’isola della luce”, di Augusto Benemeglio, I poeti de “L’uomo e il mare”, Gallipoli 2004.  
Sulle due edizioni del “Libro Rosso” di Gallipoli  in  “Anxa News”, Anno II, settembre 2004.
Goteborg (poesia)  in  “Anxa News”,  Anno II, novembre 2004.
Crepuscolo nel mare di Gallipoli,  I poeti de “L’uomo e il mare”, Gallipoli 2004. 
Stemmi araldici dei Sindaci gallipolitani  (con Vitantonio Vinci) in  “Anxa News”,  Anno II, novembre 2004.
Mare di Gallipoli (poesia), in “Il mare deve vivere”, Antologia artistico-letteraria a cura di Augusto Benemeglio, I poeti de L’uomo e il mare, Gallipoli 2004. 
Pensionante de’ Saraceni. Collezione completa , a cura di Maurizio Nocera,  Istituto Diego Carpitella Melpignano 2004.
2005
Mai più una Shoah   in  “Anxa News”,   Anno III, gennaio 2005.
Terra d’ulivi (poesia),  in “Il Bardo”a. XIV, n.1, febbraio 2005.
Italo Tricarico, il pittore dal sorriso buono in  “Anxa News”,  Anno III, marzo 2005.
Arsapo amava la luce del sole (poesia),  in “Il Bardo” a. XV, n.2, maggio 2005.
Compagno, sai dirmi dov’è l’officina riparazione sonetti? , Biblioteca Minima, Novoli 2005.
Prefazione a “Allende nel mondo” di Sergio Vuskovic Rojo, a cura di Maurizio Nocera  Quaderni di “Gramsci”, Martignano 2005.
Ma lo zio che mestiere fa?, in “Almeno tu, amico mio. Viaggio intorno alla figura di Antonio L. Verri”  a cura di Elio Scarciglia, Edizioni  “Terra d’Ulivi”, Lecce 2005.
Prefazione  in  “Il contesto sociale-politico a Taurisano negli ultimi anni del fascismo e nei primi della Repubblica” di Salvatore Antonio Rocca,  Edizione A.C.O. (Associazione Culturale “Odigitria”),  Taurisano 2005.
Mazzini duecento anni dopo, in “Canto con voce di lutto” di Augusto Benemeglio, Edizioni “Terra d¹Ulivi”, Lecce 2005.  
Il morso del ragno alle origini del tarantismo, Capone Editore 2005.
Pablo Neruda 100 anni  in  “Anxa News”,  Anno III, settembre 2005.
Il gesto eroico di Edoardo in “Arte e Luoghi”, Il Raggio Verde, ottobre 2005. 
Neruda Cento Anni,  I poeti de L’uomo e il mare, Gallipoli  2005.
Il manuale tipografico di Alberto Tallone (1868-1968)  in “Il Bardo” a. XV,  n.3 , dicembre 2005.
“Le sacre pietre di Contrada Monaci” di Silvio Nocera, a cura di Maurizio Nocera, Kurumuny-Edizioni, Calimera 2005.
2006
Giuseppe Mazzini e i repubblicani salentini, in  “Anxa News”, Anno IV,  gennaio 2006.
Antonio Sforza Un poeta per Otranto, a cura di Maurizio Nocera e Angelo Piconese , I poeti de L’uomo e il mare, Gallipoli  2006.
Il Teatro Garibaldi di Gallipoli  in  “Anxa News”, Anno IV, marzo 2006.
Il libro dell’On.Giacinto Urso. Le passioni di una vita: onestà, correttezza, solidarietàin  “Anxa News”,     Anno IV, settembre 2006. 
Giancarlo Montelli: l’artista “favoloso” in “Arte e Luoghi”, Il Raggio Verde,  Lecce dicembre 2006.
Storia di un raro libro italiano di Pablo Neruda  in “Il Bardo”,  a.XVI,  n. 2 , dicembre 2006.
I cantori di Martano, in “I Cantori di Martano”, Kurumuny Edizioni, Calimera, aprile 2006. 
Edoar Edoar, Edizioni Il Raggio Verde, Lecce 2006.
Postfazione,  in  “Proverbi sponganesi” di Pina Corvaglia,  I poeti de L’uomo e il mare, Gallipoli  2006.
I cantori di Martano, in “I Cantori di Martano”, Kurumuny Edizioni, Calimera  2006.
Florio Santini e il suo mal d’Africa, in “Mi ammalai di Mal d’Africa” di Florio Santini,  I poeti de “L’uomo e il Mare”,  Gallipoli 2006.
Compianto, Edizione Tallone, 103 esemplari, ottobre 2006.
2007
Prefazione in “Sulle tracce di IT119342” di Luigi Cataldo, Il Laboratorio, Parabita 2007.
Mia Martini. Una cantante dimenticata  in  “Anxa News”,   AnnoV, gennaio 2007.
Mostra del libro antico a  Milano in  “Anxa News”, AnnoV, marzo 2007.
Il romanzo nudo di Francesco Saverio Dodaro in “Arte e Luoghi”, Il Raggio Verde,  Lecce marzo 2007.
A Milano il libro ha un cuore antico in “Arte e Luoghi”, Il Raggio Verde,   aprile 2007.
Breviario di Platone  in  “Anxa News”,  AnnoV, maggio 2007.
Prefazione a  “Ancòra un anno” di Salvatore Toma, a cura di Maurizio Nocera, Capone Editore 2007. 
Enrik Giorgio Michopulo il mago del violino che ama scrivere le favole in “Arte e Luoghi”, Il Raggio Verde,   maggio 2007.
Odore di inchiostri in“Arte e Luoghi”, Il Raggio Verde,  giugno 2007.
Storia di un libro raro “Italiano” di Pablo Neruda, in “L’Esopo, Rivista trimestrale di Bibliofilia”, n. 109-110,
marzo-giugno 2007.
Fintotontopazzo (poesia)  in “Locandine Letterarie”, a cura di Francesco Saverio Dodaro e Maurizio Nocera, Edizioni “Il Raggio Verde”, Lecce 2007.
Nascita e rinascita della Sezione della Società Storia Patria di Gallipoli  in  “Anxa News”, AnnoV, luglio 2007.
Presentazione (con Gianni Carluccio), in  “Masserie del Salento” di Cesare Daquino, Capone Editore, Cavallino 2007.
Breviario di Platone di Sergio Vuskovic Rojo in “Arte e Luoghi”, Il Raggio Verde, luglio/agosto 2007.
Ernesto Barba, figlio del sole, a cura di Maurizio Nocera, Rosario Amodeo e Franco Pisanello, I poeti de “L’uomo e il mare”, Gallipoli 2007.
Il Sud poetico di Vittorio Bodini in  “Arte e Luoghi”, Il Raggio Verde,  settembre 2007.
Manuale tipografico di Alberto Tallone in “Il Bardo” a. XVII, n.1 , settembre 2007.
Prefazione in “Neruda il Grande Amico” di Francisco Velasco, I poeti de “L’uomo e il mare”, Gallipoli 2007.
I manifesti storici della festa dei Santi Patroni stampati dalla Tipografia del Commercio in “L’Ora del Salento”, Lecce, 25 agosto 2007.

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FIDAS Gallipoli

fidasgallipoliIl SANGUE umano è un fluido viscoso di origine naturale, indispensabile alla vita e soprattutto non riproducibile artificialmente. L’impossibilità di ottenerlo tramite procedimenti chimici e il suo larghissimo impiego terapeutico rendono il sangue sempre insufficiente. Non c’è istituzione o singolo che, da solo, possa far fronte a questa perenne emergenza che può essere superata solo con la consapevolezza e la solidarietà di tutti i cittadini. La maggior parte di noi può donare il sangue e la maggior parte di noi, almeno una volta nella vita, potrebbe averne bisogno.

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{AG thumbWidth=”70″ thumbHeight=”50″ thumbAutoSize=”none” arrange=”priority” backgroundColor=”ffffff” foregroundColor=”808080″ highliteColor=”fea804″ frame_width=”500″ frame_height=”300″ newImageTag=”0″ newImageTag_days=”50″ paginUse=”0″ paginImagesPerGallery=”50″ albumUse=”0″ showSignature=”0″ plainTextCaptions=”0″ template=”classic” popupEngine=”slimbox”}associazioni_e_gruppi/fidas_gallipoli/galleria_fidas{/AG}

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FIDAS GALLIPOLI – Via Mazzini, 27 – 73014 – Gallipoli (Le)

{tab=Campagna DONARE il SANGUE}

La campagna “DONARE il SANGUE vuole insistere ancora una volta non solo sulla necessità di avere a disposizione più “oro rosso” possibile, ma anche spiegare quanto donare il sangue sia un atto di sensibilità e di consapevolezza che ci farà sentire fieri di noi stessi.

Donare sangue periodicamente garantisce a noi, donatori potenziali, un controllo costante del nostro stato di salute, attraverso visite sanitarie e accurati esami di laboratorio. Abbiamo così la possibilità di conoscere il nostro organismo e di vivere con maggiore tranquillità, sapendo che una buona diagnosi precoce eviterà l’aggravarsi di disturbi latenti.

Il fabbisogno nazionale di sangue intero, secondo le indicazioni dell’Istituto Superiore di Sanità, è calcolato in 2.300.000 unità, mentre quello del plasma è di 850.000 litri. Per raggiungere queste cifre i donatori dovrebbero essere almeno 1.300.000. Ma siamo ancora molto lontani da questa cifra. Per coprire il fabbisogno è necessario ricorrere all’importazione di plasma e di emoderivati che non sempre sono ottenuti da donatori volontari periodici. Soprattutto nel periodo estivo si avverte un calo di donazioni, mentre il bisogno di sangue aumenta, anche per il maggior flusso di turisti e per il fabbisogno di servizi come, ad esempio, l’alta chirurgia e i trapianti.

{tab=Calendario Donazioni}

Le donazioni si effettuano presso il
Centro Trasfusionale dell’Ospedale di Gallipoli
dalle 8:30 alle 11:30
Gennaio: 06 e 24
Febbraio: 21
Marzo: 13
Aprile: 03
Maggio: 01 – 29
Giugno: 12 – 16
Luglio: 17 – 31
Agosto: 21
Settembre: 11
Ottobre: 02 – 30
Novembre: 13 – 27
Dicembre: 11

{tab=Informazioni}

CONSIGLIO DIRETTIVO

Presidente
Francesco RIPA

Vice Presidente

Monica SOLIDORO

Roberto PERRONE

Segretario

Nicola RIPA

Tesorieri

Nicola PIRO

Consiglieri

Piero FIORINI – Luigi TRICARICO – Marcello PEDACI – Luigi PACELLA

Consiglio probiviri

G. BUCCARELLA, R. MISCIALI, E. CHIANELLA

Supplente

M. AIELLO

Consiglio dei revisori dei conti

M.R. CASALINO, G.CAPRARO, L.MISCIALI

STORICO delle DONAZIONI

Anno Totale Donazioni Anno Totale Donazioni Anno Totale Donazioni
2001 786 2011 1800
2002 838 2012 1501
2003 836 2013 1305
2004 953 2014 1147
1995 573 2005 1055 2015
1996 516 2006 1175
1997 419 2007 1349
1998 520 2008 1700
1999 652 2009 1791
2000 761 2010 1823


{tab=Altro}

FIDAS “Federazione Italiana Associazione Donatori di Sangue” 

La Fidas é n’associazione ca ave fattu sulu bene allu paese nosciu e nù ‘nc’è palore cu se ringraziene sti cristiani cu lu core t’oru.

Quiddha ca osci se chiama “Associazione Donatori Volontari Sangue” te Caddhipuli, associata F.I.D.A.S., nasciu 39 anni ‘rretu. Tandu sciene ‘ngiru cu n’ambulanza e na barrella. Tuttu se fice crazzie allu tuttore Dante Provenzano, ca ciujedhi se pote rescurdare mai, e a crandi cristiani comu lu Gianni Chetta, li fratelli Zingarelli e lu Mariu Carmelu Vincenzo. A ‘ddh’ebbuca ‘nc’era tantu basognu te sangu; ficuratebbe n’associatu ca fatiava alla Germania, lu P. Pumpeu, ca era fattu te picca la maggiore età, sippe pè talefunu ca mammasa ‘bbia basognu te sangu parcè ‘nd’erene fare n’oparazzione. Senza la penza toi fiate pijau lu trenu e se ‘ndè turnau a casa cu pozza jutare mammasa. Te tandu ogni fiata ca ‘nc’è basognu ete lu primu ca se tae te fare. Tanti te quiddhi ca pè primi se scrissara all’Associazione ‘ncora moi tane lu sangu, tanti addhi ‘mbece s’ane fatti crandi e nù put’essere ‘cchiui, ma sulu pè stu motivu!

Alli primi te l’anni ’80, topu te lu tuttore Dante Provenzano, vinne la dottoressa Enrica Secchi. L’associati ‘nzignara cu cuntene ammienzu alla gente te la ‘mpurtanza te la dunazione e ca nù sulu l’ommini la putiene fare, ma puru le femmene. A principiu faccincunu nù critia poi sempre ‘cchiù cristiani scira all’assoziazione. Li scritti erene pronti giurnu e notte cu fuscene allu spitale ogni fiata ca ‘nc’era basognu, puru quandu li chiamavene pè casi privati. Nu crande crazie vae ‘ncora moi alla dottoressa Secchi, all’addhi tuttori, alli parametici e a tutti l’operatori te lu centru trasfusionale te lu spitale “Sacru Core te Gesù” te Caddhipuli, sempre all’erta pè ogni basognu. Topu la dottoressa Secchi pijau lu postu l’Antoniu Crisogianni.

Lu 25 e lu 28 marzu te lu 1983 ‘nci foe la prima manifestazione pubbrica te l’Associazione. Se festeggiau lu gemellaggiu tra li dunatori te la pruvincia te Vicenza e quiddhi te la pruvincia te Lecce. ‘Rrivara nienzitemenu ca 750 vicentini cu nu trenu speciale. Alla manifestazione ‘nc’era lu Presitente Naziunale e vinti sindaci te li cumuni te la pruvincia; nu cruppu te staffettisti te Vicenza fuscìu pè tuttu lu Salentu e purtau alle Vescuvu te Caddhipuli nu ‘rracalu te lu Vescuvu te Vicenza a memoria te la festa. Mijara te caddhipulini ficiara l’onori a sta gente ca vania te luntanu e alli marciatori, li vagnuni te le scole ‘ssira cu li mesci e tutti schiattiriscievene li mani cuntenti pè sta crande festa ca mai, prima te tandu, s’era fatta na cosa te cusì. Lu giurnu topu ‘ncì fora 430 dunazioni te sangu. Tandu, intra l’Associazione se faciene tante cose; se furmau puru nu cruppu tiatrale ca fice toi cummetie mai fatte prima e se partecipau puru allu carniale caddhipulinu.

Alla fine te l’anni ’80 l’Associazione noscia foe fra le prime, a tutta l’Italia, cu portene intra le scole l’itea te la dunazione. Le prime scole ca partecipara fora lu Nauticu, lu Scientificu e lu Prufessiunale te Caddhipuli. Te cusì li vagnuni ca sciene alla scola capira la ‘mpurtanza te la dunazione te lu sangu. ‘Rrivau puru lu Presitente nou, lu Marcellu Maggiu, e cu iddhu se organizzara sempre cose nove, comu la “Festa te l’Aquilone” e la “Biciclettata”. Mancava ‘ncora la sede pè le dunazioni te sangu ca te recula, menmtru tandu, se faciene susu la chiazza Tellini, intra “all’autoemoteca” te lu spitale te Caddhipuli, addhu ‘nc’erene toi barrelle. Se ‘nzignau puru cu se cullabbura cu li clebbi sportivi te lu paese, quiddhu te la Juve, te lu Caddhipuli, te lu Milan e de l’Inter. Foe tandu ca muriu te leucemia furminante lu giovanissimu sciocatore te la Juve, l’Andrea Fortunato; te ‘ddhu giurnu ‘ncora osci, ogni annu, l’Associazione ‘ndè tetica alla memoria sua na sciurnata pè la dunazione te lu sangu.

A principiu te l’anni ’90 lu Presitente era l’Angelu Fontanarosa. Le dunazioni te sangu se radduppiara. ‘Ncì foe na forte cullabborazione, ca se face onore ‘ncora osci, cu la Chiesia te San Gerardu Majella, tandu era parrucu Don Gigi De Rosa. La dunazione se facia la tumenaca te le Parme, e la samana teticata alli festeggiamenti a onore te San Gerardu Majella. Lu 1998 ‘ddevantau Presitente lu Francescu Ripa. Se fice la sede nova alla via Mazzini addhu finarmente se putira fare puru le duanzioni te sangu, ca prima se facine sulamente sull’autoemoteca. Se cuntinuau la cullabborazione cu addhe scole superiori te lu territoriu. Foe organizzata na gara fra li vagnuni te le classi ‘cchiù erte te le scole superiori. Allu primu ‘ndè tesara na urza te stutiu te toi mijuni te lire. Allu secondu nu mijone e allu terzu menzu mijone. Lu tema te la gara era “La Donazione del Sangue nel suo contesto sociale e normativo”.

Allu 2000 ‘rrivau lu Vinticinquesimu Anniversariu. Foe fatta na bellissima manifestazione sulla rutunda te lu Litu te S. Giuvanni. Crande foe lu jutu te la famija Ravenna. Lu tirettivu tecise ca cu ‘ddhi sordi s’erene te ‘ccattare le pultrone elettriche anatomiche pè la dunazione te sangu e cu se mintene intra le cambere te l’Associazione.. Allu 2002 foe fatta la “Befana te lu Donatore”, na bella festa cu se scangene l’aucuri e li ‘rracali te Natale, intra allu salone te la chiesia te Santu Lazzuru. Allu 30° Anniversariu, era la ‘Bbifania te lu 2005, foe ‘rrecalatu allu repartu te pediatria te lu spitale te Caddhipuli na machina pè lu “screening acusticu” pè li piccinni ‘mpena nati. Foe lu primariu te lu repartu, lu tuttore Giovanni Pepe, ca la pijau a cunsegna; alla cerimonia ‘nc’erene tutti li tuttori te lu repartu, li dunatori e lu Sinducu Venneri. Trorà ca foe pè casu ma propriu d’annu se ‘rrivau a mille dunaziuni. Anzi, ticimula tutta: fora millecinquantacinque, pè nù essere pinnai.

L’Associazione, allu 2006 ‘nzignau cu cullabbura puru cu lu cumitatu te la festa te S. Cristina e cu la Cumunità te lu Cannitu. Foe fatta na bellissima serata te canti e balli caddhipulini susu la chiazza te lu Sacru Core e foe pubbricatu susu lu calandariu “Cantu te Caddhuzzu” lu marchiu te l’Associazione e tanti muttetti cu cunvorgene alla dunazione te sangu sempre ‘cchiù gente.

Allu 2007, paru cu le scole Elementari te lu 2° Polu te chiazza Carducci, se fice la manifestazione “Donare è Amare” cu li lavuretti fatti te li vagnuni a tema cu la dunazione. Sempre intra st’annu , allu 32° anniversariu, è statu ‘mbitatu, pè lu “Sestu Emoradunu”, nu cruppu te appassiunati te Motu Guzzi, canusciuti comu li “Falchi Lanari”, vanuti pè la prima ota quassotta allu Salentu. Topu la dunazione sfilara pè tuttu lu paese cu li motori e tutti putira ‘mmirare ‘ddhe motu t’ebbuca. Lu 2007 se chiutiu cu 1394 dunazioni. Quistu a purtatu l’Associazione allu primu postu fra tutte quiddhe te la pruvincia te Lecce, propriu pè lu crande numuru te dunazioni fatte. Sempre a st’annu s’ave organizzata la prima dunazione cu la Chiesia te Sant’Acata e cu le cunfraternite te Caddhipuli vecchiu. Comu premiu pè l’attività fatta intra tuttu l’annu, l’Associazione “Citta Nuova” te Caddhipuli ‘nd’ave tatu lu Premiu “Citta Nuova”. Lu 2008 ave vistu na crande cullaburazione, pè lu terzu annu te secutu, cu li Carbunieri te la Cumpagnia te caddhipuli e lu sempre ‘cchiù vivu jutu te le scole tecniche. Pè la prima ota partecipau puru l’Associazione Cummercianti te lu centru storicu e te Caddhipuli nou. La cullaburazione, ormai te toi anni ‘cquai, cu la Chiesia te Sant’Antoni te Patuva, cu quiddha te la Chiesia te San Carbieli, te la ‘Ndulurata e la dunazione fatta cu la Chiesia te Santu Lazzuru è stata tantu ‘mpurtante quantu cradita.

Nu picchi te storia

La prima ota ca se fice na dunazione te sangu foe allu 1819, pè “trasfusione diretta, braccio a braccio”, cu na cannula speciale. Sta cuntamu te na trasfusione ta sangu umanu, e si parcè prima te tandu panzara puru cu fazzene la stessa cosa però cu lu sangu te l’annimali, comu l’aunieddhu o la pecura. ‘Nci panzau l’ostetricu Jame Blundell ca, propriu quandu sta parturia na cristiana cu nu travaju mutu tifficile, fice la trasfusione parcè sta muria pè na emorraggia “post partum”. Lu tuttore Davies, ca lu jutava, ‘ndè tese lu sangu. Topu te iddhu foe dunatu sangu te toi ommini, ca stavene a bona salute, pè d’emorraggia topu lu partu. La trasfusione foe fatta cu mezzi scarsi e ‘mpruvvisati ma furtunatamente valiti. Te cusì se sciu ‘nnanti mentru a quandu nu ‘cchiara e sperimetara lu sistema te l’anticoagulanti, certe soluzioni ca parmattira cu se cunserava lu sieru.

Allu 1901 lu scienziatu viennese Karl Landsteiner cuntau pè la prima fiata te li risurtati ca ‘bbiu cu certi esperimenti addhu se capiu ca ‘nc’erene tre cruppi te origgine: A,B,C.

Foe allu 1903 ca n’addhu viennese, lu Alfred De Castello, e lu triestinu Adriano Sturli acchene lu quartu cruppu chiamatu AB. Allu 1929 lu Cumitatu te Iggiene te la Lega te le Nazziuni tae la tefinitiva lista te lu sistema te li cruppi A-B-AB-0. Te tandu fora chiari puru tutti li prubblemi te cumpatibilità fra lu dunatore e cinca lu pija lu sangu e finarmente se putira fare tante trasfusioni cu mute ‘cchiù pussibbilità cu vane a bonu fine.

A Londra, allu 1930, se custituiu pè la prima ota la “Banca te lu Sangu” ca secutava nu nou cuncettu ca lu sangu dunatu putia essere lassatu intra alla banca pè 4-5 giurni, intra alle celle fricurifere a – 4/6°C, crazie all’anticoagulante, citratu te sodiu, ca stava intra alli flacconi.

Osci na sacca te sangu pote ‘rrumanire intra lu depositu pè na quarantina te giurni.

L’annu 2008 ‘ndè vite cu lu rinnou te lu il Cunsiju Tirettivu, vene cunfermatu a Presitente te l’Associazione lu Francescu Ripa e comu Vicepresitente R. Perrone, M. Solidoro; Secretariu: N.Ripa; Tesorieri: N.Piro; Cunsijeri: P. Fiorini, L. Tricarico, M. Pedaci, L. Pacella; Cunsiju Probiviri: G. Buccarella, R. Misciali, E. Chianella; Supplente: M. Aiello; Cunsiju te li revisori te li cunti: M. R. Casalino, G. Capraro, L. Misciali.

Allu dunatore:

Crazzie a te, cinca sinti sinti… A tutti ui Crazzie!Crazzie puru te vanda te cinca mai bè l’ave tittu. Crazzie.

Francesco Ripa

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phone +39.0833.26.17.21 (tel. e fax)

phone +39.340.74.53.030

mail: gallipoli@fidasleccese.it


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Bernardo Gatto

home 1 00Personaggio autenticamente gallipolino, è stato insegnante di musica nei corsi di Orientamento Musicale, alle dipendenze del Ministero della Pubblica Istruzione prima e della Regione Puglia poi, con la qualifica di “Operatore per l’Educazione Permanente”.
Libero dagli impegni d’ufficio al mattino, e della scuola al pomeriggio, davanti al piano o alla sua scrivania, il maestro scriveva di tutto; musica leggera, canzoni, musica bandistica, ma anche articoli giornalistici di vario contenuto che poi venivano pubblicati su varie testate e riviste di allora Busacca, La Gazzetta del Mezzogiorno, Quotidiano, Puglia Notiziario Le Cronache della Regione Puglia, Risveglio musicale, L’uomo e il mare, ecc..
La canzone “Gallipoli”, tanto in voga ora da queste parti, grazie a Teleonda, é molto più vecchia delle altre; perché l’ha scritta quando aveva meno di venti anni e d’estate, alla sera, quando al caffè “Jolanda”, nel magnifico scenario del corso Roma, c’era concerto, era il brano più richiesto della serata. Di marce ne ha scritte undici (sei sinfoniche e cinque marcette).
Al concerto bandistico, tenuto il cinque agosto del 2000 in Piazza Tellini, i concittadini e i molti turisti presenti, erano visibilmente trasportati da quei motivi così originali e così avvincenti. Grandi bande da giro, come Squinzano, Conversano ed altre, hanno eseguito in tempi e piazze diverse, una sua marcia sinfonica “Daniela”, applauditissima dovunque.
Motivi di musica leggera, per supporti di commedie musicali o film, ne ha scritti 17, nove dei quali sono stati la colonna sonora nella commedia “Mbarredde te tascibule” tenuta al Teatro “D’ESSAI” di Lecce il 24 aprile del 2003, cosa per la quale gli è stato conferito il premio speciale “Sissi Pecoraro”; consegnatogli personalmente dal Presidente del Consiglio Provinciale di Lecce; gi altri otto, come è noto, sono stati il supporto musicale del programma “Ci mangiamu oscj”, realizzato e trasmesso dalla nostra Teleonda. Canzoni ( alcune con testi altrui ) ne ha scritte 30, le più note “Cielo azzurro”, “Beddha mia Ttina mia”, “Gallipoli”.
È una fortuna, che un po’ di anni fa, con l’amico F. Mauro, registrò su CD tutto il suo repertorio di musica leggera e canzoni, cantando egli stesso i suoi brani; perché se non l’avesse fatto, essendo ora, molto avanti con gli anni e con molti acciacchi, mancandogli la necessaria mobilità e lucidità, non avrebbe più potuto farlo, salvando così tutte le sue creazioni, compreso le marce, registrate nello spettacolo di Piazza Tellini. Ora il suo eccellente materiale, allo scopo di una maggiore conoscenza e divulgazione è a disposizione di quanti operano nel campo della musica e nello spettacolo “complessi di musica leggera”, “complessi bandistici”, “scuole da ballo” , “circoli culturali”, per averne è sufficiente rivolgersi allo studio del maestro di via Nardo 32 – Gallipoli.