A cumbriccula

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L’Associazione Artistico culturale teatrale ‘A Cumbriccula nasce nel 2008 a Gallipoli, per volere di un gruppo di amici uniti dalla passione per il teatro e l’arte in generale. Da allora Presidente Daniele Suez e regia di Luigi Bottazzo.

Fin da subito ‘A Cumbriccula ha seguito una linea originale, puntando su testi propri (in vernacolo e in lingua) alternando testi drammatici a testi comico esilaranti e miscelando cinema e teatro. Proprio questa miscela ha visto realizzare dei cortometraggi utilizzati proprio a teatro.  In questi anni l’associazione ha operato nel sociale, collaborando con altre realtà e realizzando spettacoli anche a fine solidale. Il primo intento dell’associazione è emozionare e divertire rendendo lo spettatore, l’unico vero protagonista dello spettacolo. I nostri lavori: Sulla Via Del Calvario – La Passione di Cristo – Santa Teresina
di Lisieux  CCi se face pe’ li sordi….. – Aspettando la vita – La più grande storia mai raccontata – La passione di cristo –
Sta vita è na cambiale, e quandu scate… – Non ci resta che ridere – Aspettando la fine del mondo – Stavene meju quandu stavene pesciu…

Per informazioni:

Mary Cacciatore (pubbliche relazioni)

tel.: 347/1809856 – 340/3359323 – 347/3181161

mail: a-cumbriccula@libero.it

facebook: A Cumbriccula Aact.

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Carnevale a Gallipoli

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Il Carnevale di Gallipoli è uno degli eventi più importanti che hanno luogo nella città. La prima edizione viene ricordata nel lontano 1954, ed il crescente successo, va attribuito a famiglie come quelle di Scarpina, Greco, Perrone e Carretta che hanno dedicato tempo ed amore nell’arte della cartapesta, trasformando il Carnevale di Gallipoli da semplice evento cittadino a uno dei più importanti eventi carnevaleschi del Salento. Lungo la strada principale di Gallipoli (Corso Roma) si raccolgono un numero sempre crescente di persone per assistere alle sfilate dei carri allegoricio-grotteschi e dei numerosi gruppi mascherati; si lanciano coriandoli e stelle filanti. La maschera tipica di Gallipoli è lu Titoro”.

LU TITORU:

Il titoro in realta è una maschera che rappresenta la morte (il funerale) del Carnevale. Tradizione vuole che Teodoro fosse un giovane gallipolino, che, tornato dal militare, chiese alla madre un piatto di polpette, il suo piatto preferito. La madre accontentò il figlio, ma questi, nella foga di mangiare le polpette, si strangolò con una di esse. Nelle sfilate del carnevale passa la bara e tutti piangono la sua perdita.

Nel gruppo mascherato viene rappresentato il giovane morto, steso in un carretto addobbato come un carro funebre, e tutt’intorno la madre e uomini vestiti da prefiche (chiangi morti) che tra un pianto e l’altro mangiano polpette e bevono vino.

Periodo Natalizio

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Nel periodo del Natale si usa suonare la Pastorale gallipolina per le vie della città, una sonorità che dovrebbe ricordare quello che i pastori suonarono a Gesù bambino.La sera prima dopo aver mangiato si mette il bambinello nel presepe poi si va a messa. L’indomani i bambini mettono la letterina sotto il piatto.

Natale

“..E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi…”, in questa piccola frase estrapolata dal Prologo del Vangelo di Giovanni vi è racchiuso tutto il Mistero del Santo Natale: la stessa Parola di Dio, per mezzo della quale ogni cosa è stata creata, ha assunto la condizione umana ed è entrata dirompente nella storia di questa nostra umanità sofferente. Il Figlio di Dio,innamorato pazzo dell’uomo, da Onnipotente ed Eterno quale era  si è fatto  piccolo e fragile, da ricco si è fatto umile e povero, fino a nascere in una povera grotta, privato anche dell’essenziale. Il Natale di Gesù ci ricorda come quella notte santa il Divin Bambino non gioiva ma soffriva il freddo,la fame, l’angustia e le privazioni; Natale quindi è anche dramma, sacrificio di un Dio che si è spogliato di tutto per venire al mondo, il Natale testimonia l’umiltà, la debolezza e la fragilità, la scomodità alla comodità, il freddo al tepore delle case, il digiuno all’opulenza dei banchetti. Il Natale è un dramma di una famiglia che per amore si è rifugiata nelle stalle piene di sporcizie ed escrementi, per amore ha  sofferto freddo e fame, per amore ha  dovuto subire persecuzioni dei potenti fino a fuggire allontanandosi dai propri affetti. Natale testimonia l’Amore, quell’ Amore che il più delle volte costa caro, impone sacrificio fino a nascere in condizioni miserevoli e morire sul duro legno della croce, e tutto questo per ridare a noi tutti la dignità di essere nuovamente considerati Figli dello stesso Padre, riconciliati con lui. Il Natale da sempre è anche sinonimo di valori come l’amore e l’unità vissuti in ambito familiare, e quindi ogni nucleo familiare trascorre la festa del Santo Natale in compagnia dei propri parenti. La sera della Vigilia vengono preparati deliziosi piatti della tradizione (fra cui le immancabili pittole), poi, finita le cena, ci si reca in Chiesa per partecipare alla Veglia di preghiera e alla Santa Messa di mezzanotte e al termine della quale si torna a casa, ci si scambia gli auguri e si depone Gesù Bambino nella grotta del presepe, per mano del più piccino, mentre tutti gli altri convenuti recitano le preghiere di circostanza accompagnate dal canto “Tu scendi dalle stelle”. Dopo aver adempiuto a queste consuetudine religiose, grandi e piccini si siedono a tavola per trascorrere qualche ora in allegria con vari giochi di società o con il gioco delle carte, mentre i più grandi nel frattempo degustano qualche buon dolcino accompagnato da un buon bicchierino di anice.

a cura di Cosimo Spinola


Il presepe

Un tempo per fare il presepe si usavano: il sughero ancora impregnato dell’odore del mare servito per far galleggiare la rete da pesca la sabbia raccolta sulla riva del mare i rami di pino arcuati sotto il peso di pigne arance, mandarini, taralli “nnasparati”. Poi si usavano pupi, rigorosamente di terracotta. Da i Re Magi che non erano tre ma quattro (lu Re Tromba, lu Re Carusu, lu Re Vecchiu e lu Re Moru), forse in ossequio ai “quattru pizzi” della terra da cui era logico che tutti accorressero a rendere omaggio al Signore.Poi c’era sempre un personaggio con la testa rivolta a guardare il cielo, lu macu te la steddha, da leggersi come emblema di una stoltezza che ignora la verità anche quando le è vicino. Meno frequente ma non rara infine, la presenza di pupi che riproducevano la strage degli Innocenti, con neonati in fasce dalle teste mozzate ed un boia armato di scimitarra

Santo Stefano

Stefano è stato il primo discepolo ad essere martirizzato dai pagani, e proprio per questo la sua memoria liturgica viene celebrata subito dopo quella del Santo Natale di Nostro Signore Gesù Cristo, re dei martiri. Dagli Atti degli Apostoli apprendiamo come Stefano sia stato arrestato dopo La Pentecoste, torturato fino ad essere ucciso per mezzo di una cruenta lapidazione. In lui si realizza in modo esemplare la figura del martire come imitatore di Cristo; Egli contempla la gloria del risorto, ne testimonia la divinità, gli affida il suo spirito, perdona ai suoi uccisori. Saulo, testimone di questo martirio, ne raccoglierà l’eredità spirituale divenendo l’Apostolo delle genti. 

a cura di Cosimo Spinola

La notte di San Silvestro 

La notte dell’ultimo dell’anno vi è la consuetudine, ben radicata specie nelle regioni meridionali, di salutare il nuovo anno con spari di fuochi d’artificio e petardi, ma nella nostra cittadina di Gallipoli vi è una piccola variante: per le stradine, infatti, vengono allestiti dei “Pupi” in cartapesta, imbottiti di mortaretti, che saranno bruciati a mezzanotte in punto. Come è facile intuire il Pupo, rappresentato di norma sempre da un povero vecchio stanco e caduco, rappresenta l’anno vecchio che allo scoccare della mezzanotte sarà bruciato dai presenti, lasciandosi così alle spalle le difficoltà e le ansie dell’anno appena trascorso ed aprendosi così alla speranza di un nuovo anno migliore di quello precedente. Sino a pochi decenni fa il Pupo non era creato con la cartapesta ma con la paglia: era infatti un fantoccio di paglia, rivestito con un vestito elegante, accompagnato da bombetta e bastone e aveva ai piedi un piccolo bambolotto, che rappresentava l’anno nuovo che  sarebbe divenuto il nuovo protagonista della storia di questo nostro mondo, dopo la morte del “collega” più anziano.

a cura di Cosimo Spinola

Il “pupo di capodanno”

Un rito gallipolino di buon auspicio per il nuovo anno è quello che vuole il tradizionale “Pupu”, un pupazzo di cartapesta riempito di petardi (tricchi-tracchi) e batterie, che rappresenta un vecchio con la gobba (l’anno vecchio che se ne va) vestito di cappotto, cappello a cilindro e sciarpa ed accanto un bambolotto sorridente (l’anno nuovo). In mano ha una vecchia valigia dove ognuno ha riposto ansie, problemi, dolori ed affanni che finalmente getta nel fuoco con la speranza che l’anno nuovo sia pieno di felicità e serenità. A mezzanotte mentre saltano i tappi dello spumante, esplodono i mortaretti, il Pupo viene incendiato e iniziano i festeggiamenti. Fino a qualche anno fa c’era l’usanza di gettare cose vecchie dai balconi: piatti, bicchieri, padelle, bottiglie e la mattina seguente non si riusciva a camminare.

Associazione Cattolica San Luigi Gonzaga Gallipoli

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L’ASSOCIAZIONE CATTOLICA SAN LUIGI GONZAGA

Nell’anno 1742, il Vescovo Mons. Antonio Maria Piscatori invitata a Gallipoli i Padri della Compagnia di Gesù per la predicazione della Missione. Tra questi vi era Padre Onofrio Paradiso, il quale fondò il Conservatorio di San Luigi Gonzaga, al fine di ospitare le giovani povere ed in seguito, nel 1755, venne edificata l’annessa Chiesa di San Luigi.

Il complesso architettonico, nel corso dei secoli XIX e XX, ha subito varie trasformazioni, che ne hanno notevolmente modificato l’aspetto originario. Anticamente era provvista di tre altari e di un organo a canne.

Attualmente, la Chiesa presenta la fiancata destra, prospiciente via San Luigi, aperta dall’unico portale d’ingresso, con trabeazione modanata poggiante su mensole a volute e da un accenno di timpano spezzato ad ali curve. L’interno, ad unica navata, è coperto da volta a crociera unghiata. Un arcone, a pieno centro, immette al presbiterio, coperto da volta a spigolo.

Agli inizi del XX secolo, il Vescovo Mons. Gaetano Muller si adoperò affinché tale istituzione migliorasse spiritualmente e socialmente.

Per questo fece venire a Gallipoli le Figlie della Carità le quali, nello spirito del carisma vincenziano, hanno sempre sostenuto i bisogni e alleggerito le miserie della povertà a quei tempi dilagante.

Nello stesso periodo, un gruppo di laici cooperava con le Figlie della Carità nell’organizzazione della festa di S. Luigi, prendendo il nome di Deputazione di S. Luigi Gonzaga.

Il 10 giugno 1949, un’apposita convenzione stipulata tra il Presidente della Deputazione, la Superiora delle Figlie della Carità e l’Autorità Ecclesiastica, stabiliva che la stessa Deputazione avrebbe provveduto alle spese di culto per la festa in onore del Santo, la cui statua lignea settecentesca è venerata con devozione dai fedeli.

Nel corso dell’anno liturgico, oltre alla solennità del Santo titolare, viene commemorata l’Apparizione della Vergine Ss.ma Immacolata della Medaglia Miracolosa e la Santa Martire Cecilia.

Agli inizi degli anni sessanta del secolo scorso, il giorno della festa di S. Luigi, un corto circuito nell’impianto elettrico provocava un incendio danneggiando notevolmente la Chiesa, la quale veniva sottoposta a restauro, con il conseguente abbattimento dell’altare maggiore in marmo, sostituito dalla mensa sacrificale prevista dalle norme liturgiche emanate dal Concilio Vaticano II.

Nella metà degli anni sessanta del secolo scorso, su disposizione della Casa Generalizia, le Figlie della Carità hanno abbandonato Gallipoli lasciando un grato ricordo nella memoria di tutti, per il bene sempre profuso.

Attualmente la Chiesa è retta dall’Associazione Cattolica S. Luigi Gonzaga, riconosciuta da S.E. Mons. Domenico Caliandro con decreto del 21 luglio 2004.

pagina gacebook: https://www.facebook.com/AssociazioneSanLuigiGonzagaGallipoli?fref=ts

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Amart

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L’Amart è una Associazione composta da giovani gallipolini accomunati dall’amore per l’Arte e per il patrimonio culturale di Gallipoli.
Nel 2008 partecipa al Bando della Regione Puglia “Principi attivi-giovani idee per una Puglia migliore” e si classifica tra i primi vincitori con un progetto sulla valorizzazione del Museo Civico e della Biblioteca Comunale di Gallipoli.
Da allora, i giovani di Amart promuovono i Luoghi di Cultura di Gallipoli tramite visite guidate, laboratori tematici e attività didattiche con Scuole di ogni ordine e grado.

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Cantieri del Capodanno

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Il giorno 31 del mese di Gennaio dell’ anno 2014 si è costituita l’Ass. Cantieri del Capodanno di Gallipoli, Cultura, Arte e Tradizione. Spinti da un forte fervore ed attaccamento alle tradizioni in particolare quella della realizzazione e l’accensione dei “Pupi di Capodanno” correva l’ obbligo e il piacere di creare un unico sodalizio che vede come soci fondatori i gruppi che da anni a Gallipoli curano il Capodanno e hanno preservato tale tradizione. I soci fondatori sono: Ass. Ampalea dei Leoni, Ass. Agriger, Gruppo Via Varese, Gruppo Centro Storico. L’ Associazione Cantieri del Capodanno si propone di tutelare, promuovere e diffondere l’evento di fine ed inizio anno a Gallipoli, con il folcloristico rito dell’ Accensione dei “Pupi di Capodanno”, quale tradizione popolare gallipolina; contribuendo così e preservando i suoi valori originari per una contemporanea e futura fruizione per le nuove generazioni, creando continuità senza la quale le antiche tradizioni e patrimoni culturali della cittadina ionica non avrebbero futuro. L’Associazione vuole riunire e già sta operando in questo, tutte le realtà di giovani e meno giovani che realizzano le opere in cartapesta per il Capodanno Gallipolino, creando così un unico nucleo dove si discutono le varie problematiche che ogni gruppo affronta ogni anno, facendo nuove proposte per stilare un unico programma completo del Capodanno Gallipolino e dei suoi “Pupi”.

Ormai questa tradizione per Gallipoli è diventata qualcosa di davvero importante, vogliamo farla crescere, arricchendola in campo artistico e nell’organizzazione di eventi d’intrattenimento, richiamando di anno in anno, come già da anni i gruppi singolarmente hanno fatto, sempre più turisti e visitatori destagionalizzando così il solito turismo estivo. Rimaniamo aperti al dialogo per una collaborazione futura con l’Amministrazione Comunale di Gallipoli, con la Pro – Loco di Gallipoli e le varie realtà esistenti sul territorio.

Il Consiglio Direttivo dei “Cantieri del Capodanno” è così composto: Presidente Achille Maggino, Vice Presidente Giuseppe Chetta, I° Consigliere Cosimo Perrone, II° Consigliere Cosimo Carrozza, III° Consigliere Patrizio Pugliese, Segretario Fernando Perrone, I° Revisore dei Conti Gianfranco Scialpi, II° Revisore dei Conti Lorenzo Benbi.

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Ampalea dei Leoni

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L’Associazione “Ampalea dei leoni”, è una realtà che si è contraddistinta negli anni a Gallipoli e non solo, trova il suo fondamento nella tradizione, e da lì un susseguirsi di successi nell’organizzazione e nella lavorazione in cartapesta delle opere realizzate.
Uno degli eventi clou organizzati è “Fiamme di Stelle” del 30-31 dicembre Lungomare G. Galilei, con la tradizione antichissima “Te lu Pupu” di fine anno, con musica-arte e sapori.

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Consiglio di amministrazione

L’associazione è amministrata da un Consiglio Direttivo.

L’attuale composizione del Consiglio Direttivo è la seguente:

Presidente: Maggino Achille

Vice Presidente: Carrozza Cosimo
I° Assistente: Settimo Andrea
II° Assistente: Bembi Lorenzo
I° Consigliere: Maggino Giovanni
II° Consigliere: Carrozza Michele
Segretario: Freddo Alessio
Tesoriere: Quartacolosso Simone
Revisore dei Conti: Busti Martina
Addetto Stampa: Barbati Sabrina

Indirizzo:

Via Specolizzi. 27 Gallipoli (LE) 73014 – Italia

Informazioni sul contatto:

www.fiammedistelle.it

info@fiammedistelle.it


La festa

L’ evento “Fiamme di Stelle” con la tradizionale accensione pirotecnica “Te lu Pupu” di fine anno a Gallipoli.

La tradizione “Te lu Pupu” di fine anno, a Gallipoli, è un appuntamento antichissimo che si rinnova di anno in anno, riconduce e rimarca quello che per Gallipoli è il “ciclo del fuoco” (che comprende anche le Focareddhe di Sant’Antonio Abate il 17 gennaio e la Caremma del periodo pasquale) scandendo così alcune festività della cittadina ionica. Negli ultimi anni, però, la realizzazione del “Pupo” ha abbandonato paglia e stracci divenendo una realizzazione interamente in cartapesta  tradizionale con carta-colla, rifinita minuziosamente e dipinta.

Così che si è costituita una vera e propria “scuola” con manufatti sempre più imponenti come dimensioni e soprattutto sempre più pregevoli come lavorazione. In proposito, è stato fondamentale l’apporto di una veramente nutrita schiera di ragazzi e giovani che,  conferiscono alla cartapesta la dignità di una vera e propria – sia pure effimera – opera d’arte; tanto che, alla fine, quasi dispiace affidare i Pupi al fuoco purificatore e alla sua ormai canonica accensione pirotecnica, questo sparo fragoroso non  è solo l’addio all’anno  vecchio, quanto il saluto al nuovo anno. 

Questa magnifica realizzazione in cartapesta, raffigurante un vecchio che alla mezzanotte del 31 dicembre viene bruciato, simboleggiando ed esorcizzando tutte le negatività dell’anno appena passato.

Già dalle prime luci del giorno di San Silvestro compaiono  per le strade ed i quartieri cittadini queste stupende opere in cartapesta ognuna con un tema e un significato diverso dall’altro, con colori variegati ed originali, non avendo niente da invidiare ai carri allegorici del carnevale.

L’associazione “Ampalea dei Leoni” già da anni  organizza l’ evento “Fiamme di Stelle” è associa come già si può capire dal nome stesso l’accensione pirotecnica “Te lu Pupu” ad uno spettacolo musicale per scacciare via l’anno vecchio e festeggiare insieme l’anno nuovo un momento di festa, a ritmo di musica e sotto un cielo illuminato dai fuochi d’artificio, celebrando così il giusto connubio tra la fine e l’inizio dell’anno. Il luogo dell’evento sarà presso il Lungomare Galileo Galilei incrocio Via Cordova, se non ci vedrete ci sentirete.

Arcobaleno sulla Tanzania

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Arcobaleno sulla Tanzania

Fabbrica Carnevale Gallipoli

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Fabbrica Carnevale Gallipoli: il Carnevale di Gallipoli è uno degli eventi più importanti che hanno luogo nella città. La prima edizione viene ricordata nel lontano 1954, ed il crescente successo, va attribuito a famiglie come quelle di Scarpina, Greco, Perrone e Carretta che hanno dedicato tempo ed amore nell’arte della cartapesta, trasformando il Carnevale di Gallipoli da semplice evento cittadino a uno dei più importanti eventi carnevaleschi del Salento. Lungo la strada principale di Gallipoli (Corso Roma) si raccolgono un numero sempre crescente di persone per assistere alle sfilate dei carri allegoricio-grotteschi e dei numerosi gruppi mascherati; si lanciano coriandoli e stelle filanti. La maschera tipica di Gallipoli è lu Titoro”:
Il titoro in realta è una maschera che rappresenta la morte (il funerale) del Carnevale. Tradizione vuole che Teodoro fosse un giovane gallipolino, che, tornato dal militare, chiese alla madre un piatto di polpette, il suo piatto preferito. La madre accontentò il figlio, ma questi, nella foga di mangiare le polpette, si strangolò con una di esse. Nelle sfilate del carnevale passa la bara e tutti piangono la sua perdita. Nel gruppo mascherato viene rappresentato il giovane morto, steso in un carretto addobbato come un carro funebre, e tutt’intorno la madre e uomini vestiti da prefiche (chiangi morti) che tra un pianto e l’altro mangiano polpette e bevono vino.

Gallipoli Experience
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Carnevale 2006
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Carnevale 2007
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Carnevale 2008
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Carnevale 2009
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Carnevale 2010
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RUR Regalamiunarosa

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“RUR – Regalami Una Rosa”

“La tutela della Salute Mentale è il diritto inalienabile di ogni individuo”. Questo è il principio fondamentale a cui si ispira la nostra associazione, promuovendo iniziative di ordine culturale, formativo e ludico/ricreativo, con lo scopo di favorire l’inserimento della persona con disagio mentale nel contesto sociale in cui vive e opera.

Il nostro motto infatti è: “IL CARATTERE DELL’INNOVAZIONE E’ LA NOSTRA FORZA

In sintesi, esprime molto chiaramente la piena consapevolezza che, attraverso la collaborazione solidale di più individui, si possono ottenere risultati ottimali, utili a migliorare l’esistenza travagliata di numerose famiglie.

Per informazioni:

RUR  Regalami Una Rosa  O.N.L.U.S. –

Associazione di famiglie in difesa della Salute Mentale

Via Emanuele Perrone s.n. (ex Inam) – 73014  Gallipoli  (Le) –

Tel. 327/58.08.444

e-mail: regalamiunarosa@gmail.com

Sito web: www.regalamiunarosa.it

Noi riapriamo il laboratorio permanente il 7 ottobre dalle 17 alle 19 il lunedi e il giovedi. Poi con l’orario solare di fine ottobre faremo dalle 16 alle 18. Vieni a trovarci quando vuoi. Ciao a presto Fabio

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